
"Si cerca trasparenza o colpire politicamente una persona attraverso l'insinuazione? Io ho operato con la massima trasparenza"
L’assessora alla Cultura Cristina Manetti ha risposto in Aula a una serie di interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia a firma della capogruppo Chiara La Porta e del consigliere regionale Matteo Zoppini. La prima chiedeva chiarimenti sulla compatibilità istituzionale tra il ruolo di assessora regionale alla Cultura e la realizzazione di un’opera artistica che la ritrae in un contesto finanziato dalla Regione Toscana, la seconda era in merito alla programmazione della rappresentazione teatrale del libro dell’assessora Manetti all’interno del calendario stagionale del Teatro Politeama di Prato, mentre la terza riguardava la partecipazione del libro di Cristina Manetti al premio letterario ‘La città dei Lettori’ di Firenze.
“Ho letto con attenzione il pacchetto di interrogazioni presentato nei miei confronti – ha spiegato Cristina Manetti - e con grande dispiacere ho notato come queste più che per chiarire fatti o tutelare l'interesse pubblico, siano state costruite per alimentare una polemica politica con la volontà di creare un caso, dove un caso non esiste”. Dopo avere confermato di non sapere nulla del quadro che la ritraeva e che sarebbe stato esposto in una mostra, l’assessora ha aggiunto: “Non esiste alcun conflitto di interessi nella mia vita e nella mia attività di autrice. Non una sola interrogazione dimostra un uso improprio di risorse pubbliche o un vantaggio personale indebito, o una violazione. E allora è legittimo chiedersi quale sia il vero obiettivo. È la trasparenza o colpire politicamente una persona attraverso l'insinuazione? Io ho operato con la massima trasparenza”.
“Scrivere non è una colpa – ha aggiunto Manetti -, anzi è esattamente ciò che dovrebbe fare chi ha responsabilità pubbliche, promuovere un pensiero. Quello che trovo grave è l’idea implicita delle interrogazioni che una donna delle istituzioni debba smettere di pensare, di scrivere, di partecipare alla vita culturale per il solo fatto di ricoprire un incarico pubblico. Mi si contestano presentazioni, eventi e iniziative culturali, tutte attività pubbliche, trasparenti, legittime, tutte attività svolte nel pieno rispetto delle regole, tutte documentate, e dunque continuerò con la stessa determinazione a svolgere il mio ruolo istituzionale senza farmi intimidire”. “Quando in un arco di tempo così ristretto - ha concluso - si concentra un numero così elevato di interrogazioni e iniziative su una stessa persona è legittimo chiedersi se questa sia battaglia politica o una caccia alle streghe. Una battaglia che immiserisce la politica”.
Nella sua replica il consigliere regionale Matteo Zoppini a nome di Fratelli d’Italia si è detto insoddisfatto perché “l’assessora non ha risposto alle domande entrando nel merito e spostando l’attenzione su un piano nazionale su cui nessuno di noi ha competenze. Da parte nostra non c’è alcuna battaglia politica o attacco personale ma si tratta solo di interrogazioni che si riferiscono al ruolo dell’assessore nell’esercizio delle proprie funzioni”.
Sull’inserimento in cartellone del Teatro Politeama di un’opera tratta dal libro dell’assessora Manetti il consigliere Zoppini ha ribadito che “non c’è stata risposta aggiungendo che il teatro riceve dalla Regione Toscana un contributo di 150mila euro all’anno”.
La capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta ha annunciato altre due interrogazioni su Cristina Manetti “perché scopriamo questioni che riteniamo inopportune sul suo conto, cosa che non accade per altri assessori”.
Entrando poi nel merito delle risposte alle interrogazioni ha aggiunto: “Lei ha detto quantomeno una bugia. Ha detto che ‘la Città dei Lettori’ non ha beneficiato del sostegno della Regione Toscana. Abbiamo fatto un accesso agli atti e abbiamo visto che il Premio è arrivato ad ottenere un contributo di diecimila euro all'anno negli anni 2023 e 2024. E le chiediamo se non ritenga quantomeno inappropriata e politicamente inopportuna la sua partecipazione al Premio che avrebbe ricevuto un contributo economico della stessa regione Toscana”.
“Si dovrebbe piuttosto domandare - ha proseguito - qual è il motivo per cui arriviamo a fare queste interrogazioni. Io la invito profondamente a fare una riflessione sul suo ruolo e se stia esagerando. Questi casi balzati alle cronache nazionali non fanno fare una bella figura al presidente e alla Regione che lui rappresenta. Mi dispiace se lei si sente offesa. Non è una questione di offese, non è una questione personale, ma di opportunità politica”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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