A Fucecchio il raduno 'Chi Vespa mangia anche le pere': l'8 marzo tra motori, storia e convivialità

Una domenica di motori d’epoca, donne al manubrio e passeggiate tra storia, panorami e risate


Ci sono modi prevedibili di celebrare l’8 marzo e poi c’è il modo scelto a Fucecchio domenica scorsa: accendere una Vespa, mettersi il casco e partire. Il raduno dal titolo irresistibilmente toscano “Chi Vespa mangia anche le pere” ha trasformato la Festa della Donna in una giornata di motori d’epoca, ironia e comunità, dimostrando che certe feste funzionano meglio quando smettono di prendersi troppo sul serio. A organizzarlo è stato l’infaticabile Vespa Club Il Ponte Mediceo di Ponte a Cappiano, realtà ben conosciuta nel territorio per la capacità di unire passione vespistica e promozione locale.

La mattinata è iniziata come iniziano tutte le buone giornate italiane: con un caffè. Il punto di ritrovo era il Bar La Casa Rossa, dove decine di vespisti si sono presentati con i loro scooter storici, lucidi come gioielli oppure orgogliosamente segnati dal tempo. Tra registrazioni, fotografie e strette di mano, la piazza si è riempita del caratteristico rombo dei due tempi, una colonna sonora che in Italia appartiene ormai alla memoria collettiva.

La regola dell’evento era semplice: ogni equipaggio doveva avere almeno una donna a bordo, alla guida o sul sellino posteriore. Un modo diretto e concreto per celebrare la giornata dell’8 marzo, senza trasformarla in una cerimonia troppo solenne. E così il corteo di Vespe ha preso il via attraversando le vie di Ponte a Cappiano, le campagne circostanti di Fucecchio, i vicoli di San Pierino e le colline panoramiche di Le Vedute, regalando ai partecipanti scorci inediti del territorio, con vigneti, oliveti e piccoli borghi che sembrano fermi nel tempo e con quella calma festosa che solo i raduni vespistici riescono a mantenere.

Perché la Vespa, a ben vedere, non è mai stata una questione di velocità. È una questione di stile.

Durante la giornata i partecipanti hanno fatto tappa anche alla Fondazione Montanelli-Bassi, luogo legato alla memoria del giornalista Indro Montanelli, prima di raggiungere la torre panoramica del Palazzo della Volta, da cui si apre uno sguardo suggestivo sul territorio circostante. Un momento che ha unito il piacere del viaggio alla scoperta culturale della città.

Il finale, naturalmente, non poteva che essere conviviale. Il raduno si è concluso nella sede della Nobile Contrada Sant’Andrea, dove aperitivo e pranzo hanno riportato la giornata alla sua dimensione più autentica: quella della tavola, delle risate e dei racconti di viaggio. La lotteria dedicata alle partecipanti ha aggiunto un ulteriore tocco di leggerezza e divertimento.

Ma la magia del raduno non è finita con la cena. Tra una Vespa e l’altra, chiacchiere e fotografie, la giornata ha consolidato amicizie, ha fatto nascere nuovi legami e ha regalato sorrisi spontanei, quelli che non si comprano né si programmano. Per una domenica, Fucecchio è stata attraversata da una piccola carovana di Vespe colorate, di persone entusiaste e di buonumore contagioso. Nessuna celebrazione retorica, nessun grande discorso: solo la gioia semplice e autentica di condividere una passione e un territorio, ricordando che certe esperienze valgono più di qualsiasi ricordo scritto.

Fonte: Ufficio Stampa

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