
Stava lavorando sul tetto di una casa a dieci metri d'altezza in totale assenza di dispositivi di protezione. È successo a Riparbella e sono intervenuti i carabinieri, che hanno coordinato la discesa in sicurezza dell'operaio. Il modo in cui l'uomo stava lavorando, infatti, "avrebbe potuto degenerare in un infortunio mortale" come scrive l'Arma.
I successivi accertamenti hanno fatto emergere una gestione totalmente irregolare dell'attività. Il lavoratore è risultato sprovvisto delle certificazioni necessarie per operare a norma di legge, non è stata riscontrata la regolarità dei versamenti contributivi verso INPS, INAIL e Casse Edili. Infine, il lavoratore non aveva conseguito il titolo diventato obbligatorio dal 1° ottobre 2024 per operare nei cantieri edili temporanei e mobili.
A seguito delle violazioni riscontrate, sia il lavoratore autonomo sia il committente (un privato) sono stati denunciati. Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative e ammende per un importo complessivo di 6.700,00 euro.
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