
Non solo libri, ma trapani, macchine fotografiche, kit per il giardinaggio o piccoli elettrodomestici. A Firenze la cultura si fa "circolare" con la nascita della Biblioteca degli Oggetti. La Giunta comunale ha approvato oggi la delibera della vicesindaca Paola Galgani e dell'assessore alla cultura Giovanni Bettarini che dà il via libera a questo progetto sperimentale, nato dalla sinergia tra la Direzione Cultura e la Direzione Ambiente, che vedrà come protagonisti la BiblioteCaNova Isolotto, la Biblioteca Pietro Thouar, la Biblioteca Filippo Buonarroti e la saletta dell’Ufficio Sostenibilità.
L’iniziativa si inserisce nel solco del Distretto di Economia Civile e del Patto per la Lettura, trasformando le biblioteche in veri e propri presidi di sostenibilità. L'obiettivo è duplice: ridurre la produzione di rifiuti, evitando l'acquisto di oggetti a basso utilizzo, e rafforzare il senso di comunità attraverso la condivisione.
Firenze guarda ai modelli europei più avanzati e si posiziona all'avanguardia in Italia. Sebbene realtà simili esistano in forma associativa o di quartiere in diverse zone del Paese, Bologna (con la sua "Leila - La biblioteca degli oggetti") è stata finora l'unica grande realtà urbana italiana a strutturare e supportare istituzionalmente questo modello. Con questa delibera, Firenze entra ufficialmente nel ristrettissimo club delle città che scommettono sull’economia della condivisione (sharing economy) applicata ai servizi pubblici bibliotecari. Al progetto stanno partecipando attivamente anche l'università di Firenze e lo SDIAF, con la possibilità poi di allargarsi anche ad altre biblioteche dopo questa fase sperimentale.
Come funzionerà
Il progetto prevede che i cittadini possano prendere in prestito, con modalità simili a quelle di un libro, oggetti di uso quotidiano che spesso giacciono inutilizzati nelle case. Le sedi coinvolte saranno la BiblioteCaNova Isolotto, Pietro Thouar (Oltrarno), Filippo Buonarroti (Novoli) e Ufficio Sostenibilità.
Per attivare il servizio di prestito, ogni socio deve mettere in condivisione almeno un proprio oggetto che rimane di sua proprietà. La condivisione dei propri oggetti crea un senso di appartenenza e responsabilità verso il catalogo comune, stimola la responsabilità e garantisce la cura reciproca nei confronti degli oggetti presi in prestito. L'economia della condivisione contribuisce anche a sviluppare maggiore fiducia nelle relazioni umane, nella capacità di aiuto reciproco, contrastando la diffidenza e trasformando i cittadini da consumatori a persone attive che partecipano al benessere comune, riducendo l'impatto ambientale e contribuendo a rafforzare il senso di comunità.
Il progetto è frutto di un lavoro corale tra il Comune, il Terzo Settore e la rete di cittadini attivi del Distretto di Economia Civile. Il progetto sarà anche costantemente monitorato. Saranno analizzati indicatori precisi come il numero di scambi effettuati, il risparmio di rifiuti generato e il livello di partecipazione delle associazioni locali.
"Con la Biblioteca degli Oggetti vogliamo dimostrare che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Dopo l'importante esperienza di Bologna, Firenze conferma la sua vocazione di laboratorio nazionale per l'economia circolare" ha detto Paola Galgani. "Non si tratta solo di prestare un trapano o una macchina fotografica, ma di promuovere un nuovo modello di cittadinanza dove il valore del riuso e della condivisione diventa patrimonio comune, partendo proprio dai nostri quartieri".
"Portiamo avanti un'idea di cultura che è partecipazione attiva e sostenibilità: mettiamo a disposizione le biblioteche comunali come luogo di incontro e di scambio" ha aggiunto Giovanni Bettarini. "Le nostre biblioteche si confermano presidi sociali fondamentali e con questo progetto possiamo vedere anche l’evoluzione del ruolo che le biblioteche hanno e che oggi diventano luoghi dove i cittadini possono anche scambiarsi strumenti e competenze, riducendo gli sprechi e rafforzando il legame di comunità”
Il progetto, presentato stamani a Palazzo Vecchio insieme a Antonio Beraldi di Leila, Tommaso Carli dell’associazione Secina, Gabriele Ferroni referente della biblioteca Buonarroti e Yuri Materassi dello Sdiaf, partirà nei prossimi mesi con una fase di co-progettazione con tutte le realtà che stanno partecipando attivamente al percorso e di animazione territoriale per coinvolgere i residenti nella condivisione degli oggetti e nella definizione del catalogo.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





