
Stamani la cerimonia per il disvelamento della teca. Presenti Tina Montinaro, la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, il questore Fausto Lamparelli e il sindaco Alessio Mantellassi, insieme a oltre 400 studenti in piazza
Empoli accoglie il simbolo della lotta alla mafia e della legalità, ospitando, nella piazza simbolo del centro storico, piazza Farinata degli Uberti, la teca contenente i resti dell'auto della scorta del giudice Giovanni Falcone, morto nella Strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
La teca è stata svelata questa mattina nel corso di una cerimonia, alla presenza delle massime autorità civili e militari, di tanti giovani studentesse e studenti e, ovviamente, della moglie di Antonio Montinaro, Tina Montinaro. I resti dell'auto della scorta rimarranno in piazza fino alle 17 di oggi pomeriggio.
All'impegno per diffondere la cultura dell'antimafia da parte dell'associazione Quarto Savona 15 si unisce la cultura della solidarietà grazie alla collaborazione, avviata ormai da qualche anno, con l'associazione DonatoriNati, all'interno del progetto 'Dal sangue versato al sangue donato'. Per questo, l'evento ha preso avvio già stamani con l'impegno delle tante componenti delle forze dell'ordine che si sono recate all'ospedale San Giuseppe per donare il sangue.
Come spiega il presidente nazionale di DonatoriNati, Claudio Saltari, "siamo qui per i ragazzi, per sensibilizzarli su un importante gesto civico come la donazione di sangue e per illuminarli su una pagina oscura della nostra giovane Repubblica, cercando di stimolarli alla ricerca della verità".
"Una giornata bella e importante, un'occasione di riflessione - ha commentato il sindaco Alessio Mantellassi -. Sono passati molti anni dal 1992, ma è un pezzo della storia della Repubblica: per questo dobbiamo stimolare ed educare i giovani al valore della legalità. Questa di oggi è un'occasione per ribadire l'impegno di Empoli sul campo della legalità, che continua anche nelle scuole attraverso il progetto 'Battiti'. Questo impegno deve proseguire tutti i giorni". Sulla scelta del luogo dove posizionare la teca, così carica di significato, il sindaco ha risposto: "la sfida della legalità deve essere in piazza e deve essere parte pubblica della nostra vita quotidiana".
La piazza, gremita di cittadine e cittadini ma, soprattutto, di studentesse e studenti, ha osservato lo svelamento della teca e ascoltato, in religioso e composto silenzio, le parole di Tina, la moglie dell'agente Antonio Montinaro, morto quel giorno a Capaci, il 23 maggio 1992, vittima di una delle pagine più dolorose e sanguinose del nostro Paese.
"È importante informare i ragazzi: io lo dico sempre, i giovani devono informarsi, perché la strage di Capaci non appartiene solo a me, ma all'Italia intera - ha detto Tina Montinaro, presidente dell'Associazione Quarto Savona Quindici -. Il dolore per la perdita viene accantonato. Da parte mia c'è il dovere di ricordare gli uomini della scorta, esseri umani con un nome e un cognome che hanno lasciato le proprie famiglie. Per questo i giovani non devono fermarsi a dire 'il dottor Falcone e la sua scorta'. Abbiamo vinto noi - conclude - perché loro li hanno consegnati alla storia. Dopo quasi 34 anni siamo sempre qui a ricordarli: su questo abbiamo sicuramente vinto noi".
Ha preso parola anche il questore della Provincia di Firenze, Fausto Lamparelli, che ha ricordato l'importanza di eventi come questi, che mettono "al centro di tutto la legalità e la reazione dello Stato all'illegalità". Soddisfazione da parte del questore nel vedere i tanti ragazzi che affollano la piazza.
A chiudere gli interventi, la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, che ha definito "plastica" la rappresentazione che i resti della Quarto Savona Quindici offrono di ciò che è stata la violenza, la disumanizzazione e la disumanità proprie delle mafie. "La presenza di tutti questi giovani e giovanissimi è fondamentale. Per un discorso anagrafico, noi non abbiamo mai vissuto in prima persona quelle stragi, quelle vittime della mafia che purtroppo hanno segnato il nostro passato, ma abbiamo anche noi una responsabilità: quella di portare avanti il testimone dell'antimafia".
Evento 'Dal sangue versato al sangue donato' al Teatro Excelsior
La giornata è proseguita con un evento al Teatro Excelsior dove oltre 400 studenti delle scuole superiori di Empoli hanno partecipato a un incontro particolarmente significativo con Tina Montinaro.
Ad aprire l'incontro è stata l'assessora alla Legalità del Comune di Empoli, Valentina Torrini, che ha sottolineato il valore simbolico della teca della QS15: una testimonianza concreta di come la mafia non abbia vinto e non sia riuscita a fermare un simbolo di legalità e responsabilità. Ha ricordato come, dentro quell’auto, non ci fossero solo tre agenti, ma tre uomini - Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo - con le loro vite, famiglie e sogni, spezzati dalla violenza mafiosa. Una perdita che, tuttavia, ha generato una risposta collettiva della società civile, determinata a cambiare.
L'evento, coordinato dalla caposervizio de La Nazione Empoli Elisa Capobianco, ha visto la partecipazione di Claudio Saltari, Paola Salvagnini, consigliera AIL, che ha condiviso la sua esperienza da ricevente, e Tina Montinaro.
Al termine degli interventi, spazio alle studentesse e agli studenti, che hanno animato un'intervista partecipata, alternandosi tra palco e platea con domande e riflessioni ricche di spunti interessanti.
Niccolò Banchi
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