
Prima anche per esportazioni, con 377 milioni di euro. Il confronto della Consulta nazionale: "Settore sempre più esposto a dinamiche del commercio internazionale e tensioni geopolitiche"
La Toscana delle piante e dei fiori alla prima Consulta nazionale del florovivaismo di Coldiretti a Bruxelles. Sul tavolo del confronto con le istituzioni e gli stakeholder europei, riuniti al Parlamento europeo, i dossier più caldi che riguardano il settore e le principali sfide che le imprese stanno affrontando spesso tra grandi difficoltà e incertezze.
Un contesto in cui la Toscana ha tanto da dire (e da perdere): è la prima regione italiana per valore alla produzione con oltre 1 miliardo di euro (55% comparto), la prima per esportazioni con 377 milioni di euro (+25% nell’ultimo quinquennio), pari a un terzo di tutto l’export di settore nazionale.
Una locomotiva economica, ambientale e sociale che tensioni geopolitiche, barriere fitosanitarie, insetti alieni, burocrazia e concorrenza sleale rischiano di rallentare, se non di arrestare, facendo perdere terreno rispetto ad altri Paesi competitor.
Alla Consulta, aperta da Luigi Scordamaglia (presidente di Eat Europe), Mario Faro (presidente della Consulta florovivaistica Coldiretti) e Antonella Sberna (vicepresidente del Parlamento europeo), hanno partecipato Salvatore De Meo (membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo), Dario Nardella (coordinatore del gruppo S&D), Carlo Fidanza (coordinatore del gruppo ECR nella Commissione Agri), Nada Forbici e Gianluca Boeri (vicepresidenti del gruppo di lavoro Piante e Fiori del Copa-Cogeca), Jesse Schevel (presidente olandese Copa-Cogeca), Flavio Facioni (Gabinetto del Commissario europeo alla Salute Oliver Varhelyi), Nadia Loddo (Direzione generale Agricoltura della Commissione europea) e Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf.
Presenti, a rappresentare il Made in Tuscany dei fiori e delle piante – che il prossimo autunno ospiterà il congresso nazionale – gli imprenditori Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, Marco Pacini, Presidente Coldiretti Pisa e Marco Carmazzi, florovivaista della provincia di Lucca. L’iniziativa è stata organizzata da Coldiretti insieme a Eat Europe e Assofloro.
“Gran parte delle decisioni importanti, che possono incidere in maniera positiva o negativa sul nostro settore, vengono prese qui – ha spiegato Fabrizio Tesi, membro della Consulta –. Il florovivaismo è una filiera di grande rilievo economico e ambientale e una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare, con una forte vocazione all’export ma sempre più esposta alle dinamiche del commercio internazionale e alle tensioni geopolitiche. Lo stiamo vedendo in queste settimane con la guerra in Medio Oriente che sta aggravando la nostra sofferenza. Un quinto delle esportazioni verso quell’area riguarda piante e fiori. Ci sono container bloccati e merce deperibile che le imprese rischiano di buttare. Sono bastati pochi giorni dall’avvio della guerra in Iran per renderci conto dell’impatto immediato di questi eventi sulle nostre imprese a migliaia di chilometri di distanza”.
A tenere banco durante l’incontro è stata anche la necessità di alzare il livello dei controlli su fiori e piante provenienti dall’estero, per contrastare l’ingresso nel nostro Paese di fitopatie micidiali per il patrimonio produttivo ed ambientale, come lo scarabeo giapponese, la cimice asiatica e la flavescenza, che causano danni pesantissimi al settore interessando almeno sette imprese su dieci.
Si è parlato inoltre di Tecniche di evoluzione assistita (Tea), ricerca, innovazione e promozione: fattori indispensabili per garantire competitività e sostenibilità al settore.
Tra i momenti che hanno segnato la prima Consulta a Bruxelles anche il lancio del Manifesto congiunto tra i produttori floricoli italiani e olandesi, frutto di un percorso di collaborazione avviato durante la fiera Myplant & Garden. Il documento individua alcune priorità strategiche per rafforzare e tutelare la filiera europea dei fiori e delle piante ornamentali nello scenario globale. Tra i punti chiave vi è innanzitutto la richiesta di garantire il principio di reciprocità negli scambi commerciali, per evitare l’ingresso nel mercato europeo di fiori e piante coltivati con sostanze vietate da anni nell’Unione, che determinano concorrenza sleale e potenziali rischi per ambiente e salute. In questa direzione viene indicata anche la necessità di rafforzare i controlli sull’origine dei prodotti e introdurre sistemi di etichettatura chiari e trasparenti per i consumatori. Il Manifesto chiede inoltre di potenziare le politiche di promozione del fiore e delle piante europee, anche attraverso programmi educativi e campagne di sensibilizzazione rivolte alle nuove generazioni, valorizzando il ruolo ambientale, sociale e sanitario di piante e fiori.
"Oggi, grazie a Coldiretti e Assofloro, abbiamo avuto un’importante occasione di confronto con gli operatori del settore florovivaistico per condividere potenzialità e criticità di un comparto strategico per l’economia europea ed italiana" dichiara l'europarlamentare Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. "Il florovivaismo europeo che non rappresenta una semplice filiera economica, ma una funzione culturale e sociale della nostra Europa che va valorizzate e custodita. In uno scenario globale, fortemente turbato dalle continue tensioni geopolitiche, il settore ha bisogno di un supporto concreto per affrontare sfide complesse consequenziali ai cambiamenti climatici, ai nuovi accordi commerciali, alle forme di concorrenza sleale, ai limiti delle barriere fitosanitarie. Il dialogo propositivo con le imprese del settore deve essere uno stimolo non solo a proseguire nella semplificazione di cui ai vari “omnibus” ma ad un approccio pragmatico ed un quadro regolatorio chiaro, per favorire e sostenere la loro competitività nel rispetto di una sostenibilità che vada oltre la sola declinazione ambientale".
"Per la prima volta al Parlamento europeo è stato realizzato un momento di confronto trasparente con tutti gli attori che decidono sul futuro del florovivaismo in Europa" dichiara l'europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella. "Oltre alle imprese e alle associazioni di rappresentanza, erano presenti la Commissione europea, il Parlamento europeo e i vertici dell’associazione degli agricoltori europei COPA-COGECA. In questa occasione ho lanciato il progetto di un patto con le città europee per valorizzare il verde urbano, considerando che circa il 70% della domanda europea di piante ornamentali proviene proprio dalle aree urbane. Questo patto deve servire a sostenere sempre di più la filiera del florovivaismo, che ha nel distretto di Pistoia, nel cuore della Toscana, una eccellenza internazionale. Gli imprenditori di questo settore devono essere sostenuti anche nella sfida al cambiamento climatico e nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Solo mettendo insieme produttività, innovazione e sostenibilità possiamo ottenere risultati duraturi, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale e della salute pubblica".
Fonte: Coldiretti Toscana
Notizie correlate
Tutte le notizie di Toscana
<< Indietro





