Guerra Iran, Giani: "Gravi ripercussioni per famiglie e imprese in Toscana"

Secondo una nota IRPET, +1% di inflazione, rischi per circa 15mila aziende e +768 euro annui per le famiglie


“Gli effetti della guerra sotto il piano umano, sociale, etico sono sotto gli occhi di tutti, ma, anche sul piano economico il salasso è molto forte. Per questo voglio innanzitutto rinnovare il mio appello alla pace”.

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani aprendo la conferenza stampa dedicata alle stime dell’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, sulle conseguenze economiche della guerra in Iran. alla presenza del direttore dell’Irpet, Nicola Sciclone.

Il presidente Giani ha evidenziato che “secondo i dati Irpet l’aumento dei prezzi energetici legato al conflitto in Iran potrebbe far salire l’inflazione dell’1% e ridurre il PIL toscano dello 0,3%, mettendo a rischio circa 15mila imprese e oltre 111mila lavoratori, e incidendo per almeno 768 euro l’anno sui bilanci delle famiglie”.

Di fronte a questi scenari, è stato chiesto al presidente, cosa può fare la Regione? “La Regione – ha risposto Giani - può proseguire con gli interventi che già stiamo facendo sotto il profilo energetico con la valorizzazione delle energie rinnovabili per dipendere il meno possibile nella nostra bolletta dell'energia che arriva dal carbon fossile. Quindi fotovoltaico, eolico, idroelettrico, possibilità di incrementare il già molto alto livello dell'energia geotermica. Abbiamo già pianificato di arrivare nel 2030, dal 51% al 66% di copertura del nostro fabbisogno con energia autoctona.
E poi è necessario chiedere al governo di ridurre le accise. Non si possono tenere le accise che abbiamo alla luce di questa situazione economica”.

Le stime Irpet presentate stamani si basano su uno scenario che ipotizza un rincaro del 50% dei beni energetici importati per almeno dodici mesi e, come ha sottolineato il direttore di rpet, devono essere lette con cautela, poiché una più rapida risoluzione del conflitto potrebbe attenuarne gli effetti.
Qualora i rincari dovessero invece assumere carattere persistente, si trasmetterebbero progressivamente ai prezzi al consumo, ai costi di produzione, agli investimenti e all’occupazione, con effetti recessivi sull’economia.

Sul fronte produttivo, i rincari potrebbero determinare situazioni di crisi o difficoltà per circa 15mila imprese toscane (il 5% del totale), con ricadute occupazionali su oltre 111mila lavoratori. I settori più esposti risultano quelli a maggiore intensità energetica, in particolare trasporti e magazzinaggio, ma gli effetti si estenderebbero a gran parte del sistema economico.
Significative anche le ricadute sulle famiglie: la simulazione Irpet stima un aumento medio della spesa di circa 768 euro annui, pari a un’incidenza dell’1,7% sul reddito. L’impatto risulterebbe più elevato per i nuclei con minore disponibilità economica.
“Gli scenari che osserviamo – ha detto l’assessore all’economia Leonardo Marras - restano, al momento, ipotetici, ma ogni giorno questa nuova e drammatica escalation della guerra in Medio Oriente li rende sempre meno remoti. Per un’economia di trasformazione, fortemente esposta ai mercati internazionali come quella toscana, il rischio è di trovarsi di fronte all’ennesimo shock dopo anni già segnati da crisi globali. Le preoccupazioni principali riguardano il possibile aumento del costo dell’energia e dell'inflazione, ma pesa anche l’incertezza sulla ripresa stabile dei rapporti commerciali con l’Est asiatico, che per molte delle nostre filiere rappresentano uno sbocco strategico. Occorre un intervento immediato a livello nazionale con misure per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie e contrastare il caro vita e, al contempo, con provvedimenti concreti a sostegno delle imprese energivore, che rischiano in breve tempo di registrare enormi perdite"

Fonte: Regione Toscana

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