l cardinale Ernest Simoni in pellegrinaggio ad Assisi per l’ostensione di San Francesco

All’alba di ieri il Cardinale Ernest Simoni di origine albanese, ha lasciato di buon’ora la sua città di adozione Firenze, dove si è trasferito ormai 10 anni fa, raggiungendo la città di Assisi assieme ad un folto gruppo di fedeli, provenienti dalla parrocchia di San Donato a Livizzano e Santa Maria a Pulica accompagnati dal parroco Don Cristian Meriggi e dai Cavalieri di Maria della Confraternita del Roseto Perpetuo di Maria .

Il porporato quasi ormai centenario ,non è voluto mancare a venerare il corpo di San Francesco nell’ostensione straordinaria dei resti mortali nel giubileo per gli 800 anni dalla morte del santo.

Don Ernest, è conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria ed esemplare vita, uomo, religioso di pace che ha vissuto alla luce del Vangelo, per la fedeltà alla Santa Chiesa e al Santo Padre.

A 10 anni, con grande vocazione varca per la prima volta il chiostro francescano “il Serafico di Scutari” assumendo il nome di fra’ Enrico, esaudendo il suo grande desiderio di vivere in povertà alla sequela del “Poverello di Assisi”.

Desiderio di abbracciare per tutto il suo pellegrinaggio terreno la vita religiosa svanito poiché dopo 10 anni di collegio, il regime del dittatore Enver Hoxha diede ordine di chiudere ogni convento, definendo in seguito per costituzione l’Albania unico stato al mondo ateo e vietando ogni forma religiosa.

I francescani appartenenti all’ordine dei frati minori , formatori e superiori del giovane Ernest Simoni, furono uccisi per fucilazione gridando di fronte al plotone di esecuzione ”evviva Cristo Re, evviva l’Albania”. Esecuzioni a morte eseguite davanti ai giovani novizi, giustiziati poiché accusati di essere nemici giurati del popolo.

L’autovettura, che ha accompagnato padre Ernest come ama farsi chiamare, ora rivestito della porpora cardinalizia da quasi 10 anni per volere del Santo Padre Francesco di memorabile memoria, con fatica è riuscita ad arrivare al Sacro Convento, poiché le centinaia, le migliaia di pellegrini giunti da tutto il mondo, che salivano alla basilica, riconosciuto il porporato hanno fermato la macchina per poterlo salutare e ricevere la benedizione.

Sua Eminenza, con la sua paternità più volte alla sua veneranda età, non risparmiandosi alle fatiche, con il suo zelo pastorale, più volte è sceso di macchina per incontrare personalmente i fedeli e portare la carezza della chiesa.

Grande l’emozione dei francescani presenti nel vedere l’anziano sacerdote, commosso, assorto in profonda preghiera , frate francescano per sempre, ora rivestito con la sacra porpora con la berretta cardinalizia poggiata sulla teca che custodisce il corpo di San Francesco.

Il Cardinale , definito più volte da Papa Bergoglio “martire vivente”, ha poi proseguito il suo pellegrinaggio ad Assisi celebrando la Santa Messa al Protomonastero di Santa Chiara, dove

ha pregato ai piedi della Santa, incontrato poi le dilette figlie di Santa Chiara all’interno della clausura.

A poi concluso la giornata ad Assisi tra i tanti impegni pubblici, fermandosi al Santuario della Spogliazione, ove ha pregato davanti al corpo di San Carlo Acutis.

Il miracolo riconosciuto dalla Santa Chiesa che ha portato lo scorso anno alla canonizzazione del giovane milanese, è proprio avvenuto nel capoluogo toscano dove abita attualmente il porporato quando è libero dai suoi molteplici impegni in tutto il mondo, a servizio della Santa Chiesa e del popolo di Dio, portando la testimonianza della persecuzione in odio alla fede dello scorso secolo nella chiesa del silenzio di Albania.

"Ringrazio il Signore che mi ha permesso oggi di essere pellegrino in Assisi – ha dichiarato il Cardinale Simoni- grande l’emozione di poter pregare a stretto contatto con i resti mortali del grande San Francesco per me protettore, padre e maestro al quale sempre ho guardato dalla mia amata Albania, Assisi che visitai per la prima volta dopo la mia scarcerazione solo nel 2000. Mai avrei creduto durante gli atroci giorni della prigionia e dei lavori forzati, dove se solo una pietra fosse caduta sarei volato immediatamente in cielo, di essere ancora oggi nell’apostolato in saluto e ricompensa del Signore. A Dio piacendo ricordare e festeggiare il prossimo 7 aprile il mio 70° anniversario di ordinazione sacerdotale e a novembre ricorrerà il 10° anno di cardinalato, questo grande dono inaspettato, di cui mi ha fatto grazia il Santo Padre Francesco, ricordando così i tanti uomini e le donne che hanno donato la vita alla sequela di Gesù Buon Pastore. Una giornata emozionante, toccante vedere migliaia di pellegrini di ogni età e tanti giovani speranza e futuro per la Chiesa, giunti da tutto il mondo nella Città per eccellenza simbolo di Pace e di fede in preghiera per incontrare il Serafico San Francesco, la sua grande discepola Santa Chiara e San Carlo Acutis santo dei nostri giorni".

Fonte: Segreteria Card. Card. Ernest Simoni 

Notizie correlate



Tutte le notizie di Montespertoli

<< Indietro

torna a inizio pagina