
"Riforma attua proposte volute anche da Sinistra, ma oggi si mobilita elettori contro Governo. Se vince No? 15-20 giorni di polemica, ma non succederà niente"
Incontro pubblico a Empoli in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. L’iniziativa, promossa per sostenere le ragioni del Sì, si è svolta nella sala del ristorante L’Orto, con la partecipazione di esponenti istituzionali e politici di Fratelli d’Italia e del centrodestra.
All’appuntamento hanno preso parte il viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli, l’europarlamentare Francesco Torselli, il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, i consiglieri regionali Diego Petrucci e Claudio Gemelli. A moderare l’incontro è stato Federico Pavese, commissario FdI Empoli. Nel corso della serata sono stati illustrati i principali quesiti referendari e le motivazioni a sostegno del voto favorevole, con l’obiettivo dichiarato di fornire ai cittadini elementi utili per una scelta consapevole.
Nel suo intervento, Cirielli ha criticato duramente le opposizioni, accusandole di aver condotto una campagna fuorviante sul contenuto della riforma: "Le sinistre per tutta la campagna elettorale e anche da molti mesi hanno spinto da una parte mobilitando i propri elettori contro Giorgia Meloni e contro il Governo senza entrare nel merito del referendum e poi hanno detto una serie di bugie, come il fatto che si mette sotto la politica i magistrati o che si fa un attentato alla Costituzione", ha dichiarato.
Entrando nel merito della riforma per il viceministro il sistema attuale limiterebbe l’autonomia dei giudici a causa del correntismo: "Oggi tramite le correnti politicizzate c'è un condizionamento dei giudici e oggi esiste di fatto un sistema che non consente ai magistrati di avere un'autonomia vera perché sono succubi del sistema delle correnti organizzate".
Poi respinge le accuse di incostituzionalità della riforma, richiamando le procedure previste dalla Carta:"La Costituzione si può modificare con l'Art.138 e non è la prima volta che viene modificata". Si tratta, però, di una riforma 'a colpi di maggioranza': "È vero lo si è fatto a colpi di maggioranza, ma altre volte noi abbiamo votato riforme fatte da loro". Poi attacca il PD accusato di incoerenza: "Questa riforma è l'attuazione della riforma della sinistra del Giusto Processo. Il PD ha sempre detto che era per la separazione delle carriere e per il sorteggio del Csm".
Infine, il viceministro ha commentato le possibili conseguenze politiche dell’esito del referendum, ridimensionando gli scenari di crisi in caso di vittoria del No e rimettendosi così alle parole di Giorgia Meloni che rigetta già da ora possibili dimissioni: "Se vincesse il no ci saranno 15-20 giorni di polemica, diranno che si deve dimettere la Meloni o Nordio, ma non succederà nulla. Tra un anno e mezzo ci saranno le elezioni e i cittadini potranno votare su quello che abbiamo fatto e anche sulle riforme", ha concluso.
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