
Da proprietà della mafia a rifugio contro l’emergenza abitativa. È pronta a rinascere all’insegna della legalità e dell’inclusione la casa di via Roma 343 a Bagno a Ripoli (Fi) confiscata alla criminalità organizzata e nel 2023 trasferita al Comune.
Oggi pomeriggio la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, assieme al sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Società della salute Fiorentina Sud Est Francesco Pignotti e al questore di Firenze Fausto Lamparelli, ha svolto un sopralluogo nell’ambito del suo ciclo di visite presso alcuni beni confiscati in Toscana.
Alla visita erano presenti, oltre ai tecnici che hanno progettato l’intervento di riqualificazione, anche i rappresentanti dei soggetti - Fondazione Caritas, del Consorzio per la Cooperazione e la Solidarietà CoeSOe di Arca Cooperativa sociale - che gestiranno la struttura, individuati attraverso un bando pubblico della Società della salute.
Grazie al cofinanziamento della Regione Toscana per 424 mila euro e a risorse dell’amministrazione ripolese per 40mila euro, l’immobile è stato totalmente ristrutturato e sta per aprire le sue porte.
Il co-housing potrà ospitare fino a dieci persone. Offrirà accoglienza temporanea a persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità abitativa. La ristrutturazione è stata pensata per creare un’abitazione flessibile in grado di rispondere alle diverse necessità, dai nuclei monoparentali alle famiglie. Sette le camere, sei i bagni. In comune la cucina, la mansarda, un ampio terrazzo, giardino e garage. É il risultato di una co-progettazione con le realtà che cureranno la gestione.
“Un bene confiscato alla criminalità non è uno spazio che va soltanto recuperato e restituito alla collettività, ma va trasformato da simbolo di dominio e illegalità in un presidio di diritti, cura e solidarietà. Questo passaggio è fondamentale e a Bagno a Ripoli sta per diventare realtà. Ringrazio il Comune e le organizzazioni del Terzo settore che stanno dando gambe e forza alla rinascita di questa villa. In questi giorni corrono i trent’anni dalla legge 109 sul riuso sociale dei beni e sabato ricorrerà la Giornata della memoria e dell’impegno, il percorso che si sta compiendo qui è un bel segnale per la costruzione di una Toscana sempre più giusta e coesa”, dichiara la vicepresidente Diop.
“Da luogo simbolo di illeciti e criminalità, la casa di via Roma diventerà un rifugio per persone in difficoltà. Potranno essere ospitati sia single che famiglie a basso reddito o con vulnerabilità sottoposte a provvedimenti di sfratto o a perdita dell’abitazione, fenomeni purtroppo sempre più frequenti anche nel nostro territorio”, afferma il sindaco Pignotti.
Ma il co-housing, oltre a offrire una collocazione abitativa temporanea, è pensato anche come un luogo in cui le persone possono riposizionarsi attraverso interventi di socializzazione, collaborazione e solidarietà. “Un ringraziamento alle forze dell'ordine per l'impegno quotidiano profuso a presidio dell legalità e alla Regione che ha dato un contributo fondamentale per realizzare questo progetto con cui si favorisce l’inclusione e si contrasta l’emarginazione sociale”, aggiunge Pignotti.
Fonte: Regione Toscana - ufficio stampa
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