
La Guardia di finanza scopre costi gonfiati per 350 mila euro e ricavi non dichiarati: da una perdita simulata emerge un utile di quasi 400 mila euro
Un'impresa dell'indotto nautico di Viareggio è finita sotto la lente della Guardia di finanza per una presunta frode fiscale basata su costi gonfiati e perdite simulate in bilancio. Secondo quanto emerso dai controlli del Comando provinciale di Lucca, la società - attiva nella verniciatura e stuccatura di imbarcazioni di lusso - avrebbe aumentato artificiosamente le spese per circa 350 mila euro, dichiarando al contempo perdite per circa 200 mila euro nonostante una situazione economica in attivo.
I finanzieri riferiscono che l'azienda non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi relativa al 2023 e che, nell'ultima annualità dichiarativa, avrebbe indicato perdite superiori ai 180 mila euro. Dagli accertamenti sono emerse diverse anomalie: incongruenze tra il fatturato reale e quello dichiarato al Fisco, oltre all’indicazione di costi mai sostenuti per abbattere l'imponibile.
Tra i casi più rilevanti, nel solo mese di aprile 2024 sarebbero stati registrati costi per il personale superiori a 290 mila euro, una cifra ritenuta incompatibile sia con il numero di dipendenti sia con i livelli retributivi degli altri mesi. Ulteriori criticità riguardano la gestione della cassa, risultata costantemente in negativo, circostanza che lascia ipotizzare l'utilizzo di contante derivante da ricavi non contabilizzati.
La ricostruzione delle Fiamme gialle ha ribaltato il quadro fiscale della società: da una perdita dichiarata di circa 200 mila euro si è passati a un utile vicino ai 400 mila euro nell'arco dei due anni oggetto di verifica, grazie alla rettifica dei costi non deducibili e all'emersione di ricavi non dichiarati.
Sarà ora l'Agenzia delle Entrate di Lucca a determinare l'ammontare effettivo delle imposte evase e degli interessi maturati.
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