
Il referendum confermativo di domenica e lunedì prossimo sarà un’occasione storica non per un pezzo di politica, ma per l’intero Paese che avrà la possibilità di vedere realizzate riforme attese da quasi quarant’anni. Tanto è il tempo trascorso da quando si è iniziato a parlare di separazione delle carriere in magistratura (e non di differenziazione delle mere funzioni: cosa che non tutela minimamente il principio del giusto processo). Tanto è il tempo trascorso da quando si è iniziato a discutere di nuovi assetti del CSM, volti a liberare il massimo organo del potere giudiziario nel nostro ordinamento dai condizionamenti nefasti delle correnti politico/ideologiche.
In queste settimane abbiamo assistito ad un teatrino davvero avvilente, in cui il fronte del NO ha cercato di politicizzare in modo inaccettabile un appuntamento di enorme valore istituzionale, solo per tentare irresponsabilmente di dare una spallata a un governo che, invece, correttamente si è guardato bene di accentrare su di sé questo rilevante passaggio costituzionale (a differenza di quanto avvenuto con la riforma del 2016). Abbiamo assistito a espressioni di ridicolo trasformismo rispetto a quanto sostenuto da PD & Co fino all’altro ieri. Abbiamo sentito menzogne sui contenuti della riforma. Abbiamo ascoltato i soliti appelli gonfi di retorica “da difesa della democrazia” e vuoti di argomenti nel merito della legge costituzionale che saremo chiamati a giudicare.
La riforma Nordio è una riforma per la giustizia che prova ad essere più giusta, per il giusto processo, e per la valorizzazione della professionalità degli operatori, dagli inquirenti agli organi giudicanti, da ora in avanti chiamati a rispondere unicamente alla legge e alla sua applicazione, senza condizionamenti da parte del potere organizzato interno alla Magistratura (anche questo, fenomeno da più parti stigmatizzato dalla politica e dal dibattito pubblico negli ultimi anni, senza che mai alcun governo avesse avuto la determinazione e il coraggio per provare effettivamente a intervenire!)
Con il nostro SI appoggiamo questa voglia di cambiamento contro chi preferisce alzare toni e giocare alla meno pur di tutelare discutibili centri di potere e di difendere sterili rendite di posizione. Con il nostro SI confermiamo questa voglia di futuro e di libertà. Andiamo tutti a votare.
Ufficio Stampa Fratelli d'Italia Fucecchio
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