
Teatro Niccolini pieno per l'ultima iniziativa prima del voto. Giani: "Sempre più partecipazione", Funaro "difendere la Costituzione vuol dire difendere la nostra democrazia"
Centinaia di cartelli con la scritta "No" hanno aperto questa sera la chiusura della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, promossa dai comitati per il No della Toscana, al Teatro Niccolini di Firenze. Sul palco, nell'ultimo momento di confronto prima del voto di domenica 22 e lunedì 23 marzo, interventi di giuristi, esperti, politici, scrittori, attori e personaggi dal mondo dello spettacolo.
"Portiamo tanta gente a votare per il No": questo l'appello del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "È venuta fuori una campagna sempre più partecipata e questo al di là del merito del referendum è importantissimo". A intervenire anche la sindaca di Firenze Sara Funaro che si è detta "non stupita" dai toni della campagna referendaria, "sono gli stessi che vediamo sempre in tutte le competizioni elettorali, con questo governo e con questo centrodestra". Dopo aver ringraziato i comitati la sindaca ha aggiunto che "la cosa che infastidisce questo governo e la presidente Meloni è una, il fatto di avere poteri alternativi autonomi" e la riforma ha un obiettivo "molto chiaro, quello di sottomettere qualsiasi altra forma di potere. Per fare questo si utilizzano tutte le argomentazioni possibili", anche quelle "che distorcono la realtà". Poi Funaro ha aggiunto: "Pochi giorni fa Meloni esce dicendo 'se vince il no, saranno gli italiani a pagarla non il governo'. Sappiamo che è esattamente il contrario. Se vince il sì, saranno gli italiani a non avere più la garanzia di una giustizia autonoma, indipendente che gli garantisce la possibilità di essere giudicati e di essere protetti in modo indipendente come prevede oggi la nostra Costituzione". Per la sindaca di Firenze "se questa riforma ha un pericolo vero" è quello di "perdere l'indipendenza del Csm, di avere un Csm che è assoggettato al potere esecutivo e al potere politico", ed è "esattamente il contrario di quello che dice la Meloni". Difendere la Costituzione "vuol dire difendere la nostra democrazia, cosa che questo governo ha molto lontano come obiettivo".
"Non è la prima campagna referendaria o elettorale che faccio, ma da tempo non trovavo questa voglia di partecipare, di capire e lo considero un grandissimo risultato" ha detto Rosy Bindi, ospite anche a San Miniato il 5 marzo scorso all'iniziativa del Comitato Comprensoriale Valdarno Inferiore "Società Civile per il NO nel Referendum Costituzionale". Sui social la Cgil Toscana, postando le foto dell'evento, scrive: "La giustizia non deve essere debole con i forti e forte con i deboli" e ancora, "difendere la Costituzione significa difendere i diritti, l’equilibrio dei poteri e la democrazia del nostro Paese. Partecipare è fondamentale. Il voto è uno strumento di libertà: usiamolo". A parlare in un video intervento anche Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena, nei giorni scorsi finito al centro di una polemica politica per delle affermazioni a sostegno del no e contro il governo, ottenendo la solidarietà del comitato toscano Società Civile per il NO al Referendum costituzionale. "Il sorteggio", per la composizione del Csm "fu proposto da Giorgio Almirante, repubblichino, fascista, segretario alla Difesa della razza, nel 1970. Giacomo Matteotti, nell'ultimo discorso parlamentare dice 'Voi volete ricacciarci indietro'. Ecco - ha detto nel suo intervento -, io credo che quello che sta succedendo è esattamente questo. Questo governo, il suo partito di maggioranza relativa, ci vuole ricacciare indietro, a un Paese precedente alla democrazia e alla Costituzione del '48". Poi ha aggiunto: "Io credo che la persona umana, la sua tutela, i suoi diritti di imputato nel processo, di cittadino, di membro di una democrazia, vengano messi in pericolo dal ritorno a una situazione che è evidentemente nelle intenzioni di chi propone questa riforma" e di altri segnali che "ci fanno capire che ci vogliono ricacciare indietro. Io non credo che dobbiamo permetterglielo ed è per questo che dobbiamo votare no".
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