
L'appello per il "No" al referendum costituzionale sulla Giustizia del Segretario del Partito Democratico Fucecchio Luca Giorgi
Riportiamo l'appello per il "No" al referendum costituzionale sulla Giustizia del Segretario del Partito Democratico Fucecchio Luca Giorgi:
Domenica 22 e lunedì 23 marzo saremo chiamati ad esprimerci con il voto sul referendum cosiddetto “sulla giustizia” che poi sulla giustizia non è!
Si tratta di un referendum costituzionale inerente l’indipendenza o meno della magistratura!
Sarà un referendum confermativo ovvero non è previsto alcun quorum per la sua validità. Vincerà chi prevarrà anche per un solo voto! Ogni voto è importante, ed è importante che ogni cittadino eserciti il proprio diritto dovere e non lasci ad altri decidere per lui – come purtroppo moltissime persone fuori sede non potranno fare perché non gli è stato concesso con questa legge.
Andiamo a votare e Votiamo NO perché quella che ci viene sottoposta :
1) E’ una riforma inutile se pensata per la separazione delle carriere. Questa c’è già. La Cartabia dal 2019 consente un solo passaggio nei primi dieci anni di carriera, e fuori regione, tra la magistratura inquirente e quella giudicante
2) E’ una riforma nata su presupposti autoritari del “prendere o lasciare” da parte della maggioranza, senza un reale confronto parlamentare indispensabile quando si va ad incidere così pesantemente sulla Carta Costituzionale . La riforma prevede la modifica di ben 7 articoli.
3) Le garanzie dei cittadini diventano più deboli perché la magistratura sarà assoggetta al potere esecutivo attraverso la maggioranza parlamentare. Chi ne farà le spese saranno i cittadini più deboli. Il pubblico ministero nella nuova riforma non sarà più tenuto a cercare la verità ma invece dovrà rivestire esclusivamente il ruolo accusatorio.
4) Per come è dichiarato nella legge di revisione costituzionale concernente “ norme in materia di ordinamento giurisdizionale e della corte disciplinare “ si comprende senza dubbio che l’obiettivo che questa legge persegue e l’effetto che essa è destinata a produrre che è quello di indebolire il CSM, secondo il principio “divide et impera”. Ciò avverrebbe con la divisione in due diversi organi il CSM : uno per i giudici ed uno per i pubblici ministeri. Un potere diviso in due non raddoppia ma lo divide a metà e lo sminuisce.
5) Contiene una previsione inedita quanto assurda nella sua formulazione : abolire il diritto alla rappresentanza. Già perché i componenti togati del CSM non verrebbero più eletti, ma estratti a sorte, non avete letto male!, proprio a sorte, con metodo “secco”, tra i novemila magistrati italiani.
Una previsione peraltro al limite della truffa perché prevede invece che la componente laica sarà estratta si a sorte, ma da una lista che sarà selezionata dall’esecutivo tramite maggioranza parlamentare. Una disparità che con tutta evidenza mira all’assoggettamento di tale componente all’esecutivo.
6) Non è dato a sapersi , e questo è pacificamente dichiarato dai sostenitori del si, in quanto impossibile negare l’evidenza, come e con quali numeri sarà attivata tale selezione. Di fatto tutto è rinviato a formulazione mediante leggi ordinarie, quindi non conosciute e non conoscibili ora dai cittadini che sono chiamati ad esprimersi sulla riforma. Come dire : intanto firmate questa cambiale in bianco, poi vediamo.
7) E’ incontrovertibile che la proposta di legge costituzionale 2710, a firma della deputata Giusi Bartolozzi, per la modifica dell’art.112 della Costituzione sia orientata al controllo della magistratura. Oggi l’articolo 112 recita :” il pubblico ministero ha l’obbligo dell’azione penale” Un
dettato netto che impedisce al potere di salvare amici e complici e di perseguitare i nemici e gli oppositori. Ora dovrebbe cambiare secondo la proposta in :” il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale attenendosi ai criteri e alle priorità stabiliti dalla legge secondo le disposizioni del presente articolo. Il governo su proposta del ministro della giustizia, di concerto con il ministro dell’interno, presenta alle camere, per ogni triennio un disegno di legge indicante i criteri e le priorità da osservarsi nell’esercizio dell’azione penale”. Diritto e diritto costituzionale a geometrie variabili che mette al guinzaglio del governo i magistrati.
A ben vedere quindi è inutile che gli esponenti del si, con la presidente del consiglio in testa, si affannino a declamare la bontà di questa riforma. La vorrebbero “vendere” come la soluzione magica ai problemi della giustizia : “Errori” giudiziari non esisteranno più, le carceri saranno ben più nutrite di detenuti, non avremo stupratori e spacciatori in libertà.
In realtà questa pura propaganda è stata smontata e smentita più volte dagli autorevoli esponenti del SI. Come non ricordare le citazioni riportate anche nel proprio libro dal ministro della giustizia guardasigilli Nordio : “Trovo addirittura ingenuo l‘atteggiamento dell’opposizione ….. poichè è presumibile che prima o poi l’onere del governo spetti a loro, è abbastanza singolare che per raccattare qualche consenso oggi compromettano la propria libertà di azioni domani” o la la dichiarazione in parlamento della onorevole Bongiorno : “ Chi ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Solo un ignorante può pensare una cosa del genere” ed ancora la capo gabinetto del ministero della giustizia Giusi Bartolozzi che ha dichiarato : “ votate SI e ci togliamo di mezzo la magistratura”, quella Bartolozzi che ha firmato proprio la proposta di legge 2710 prima citata.
Ecco ci sarebbero ancora molti, troppi, motivi che inducono a dubitare della trasparenza e dell’efficacia di questa riforma.
Ma un dato è lampante, questa riforma non risolve e neppure tenta di risolvere od anche solo minimamente incide sul miglioramento della giustizia che dovrebbe rispondere alle giuste attese dei cittadini.
Ed ancora, siamo memori del periodo buio 1922-1943 in cui la magistratura fu progressivamente assoggettata all’esecutivo. Ciò non può e non deve più accadere!!!!
Ecco perché è necessario difendere la nostra Carta Costituzionale votando convintamente NO il 22 e 23 marzo prossimi.
Partito Democratico Fucecchio
Segretario Luca Giorgi
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