
Il farmaceutico traina la crescita delle vendite all’estero, +41,4%, ma al netto di questo settore si registra un calo
Nel 2025 il saldo della bilancia commerciale della provincia di Firenze è rimasto positivo, ma si è ristretta la forbice tra valore delle esportazioni, aumentate di oltre 10 milioni a 34,254 miliardi, e valore delle importazioni, che sono quasi raddoppiate da 14,174 miliardi a 27,180 miliardi. Il saldo positivo è ora di poco sopra ai 7 miliardi contro i 10 miliardi dell’anno prima. E questo sebbene le esportazioni fiorentine abbiano fatto registrare il primato nazionale quanto a crescita (+41,4%) e il secondo posto per controvalore dietro Milano. Dati, questi, che risentono fortemente di due fattori che si combinano tra loro: il boom delle esportazioni del farmaceutico e delle importazioni di principi attivi dalla Cina.
Al netto dell’export del farmaceutico – annota il Centro studi della Camera di commercio di Firenze che rielabora i dati Istat – le vendite all’estero di Firenze nel 2025, invece di registrare il primato nazionale del +41,4%, scivolano al -4,7%. L’anno scorso, infatti, i ricavi delle vendite fiorentine di farmaci all’estero sono saliti dagli 8 miliardi del 2024 a 18,7 miliardi, ovvero ben oltre la metà (il 54,5) del valore totale esportato che è appunto di 34,254 miliardi.
Spostando lo sguardo sulle importazioni, risalta l’exploit degli acquisti fatti in Cina, quasi esclusivamente di principi attivi e componenti farmacologici destinati all’industria farmaceutica fiorentina. La Cina, con una crescita delle vendite in area fiorentina di addirittura l’824,5% (7,9 miliardi di cui 7,1 miliardi nel comparto farmaceutico), si colloca saldamente al secondo posto come Paese che vende nella provincia: vanta ora una quota delle importazioni nel Fiorentino del 29,3% dietro agli Usa (44,1%) e davanti all’Irlanda, che pure gode di un effetto farmaci ed è staccata a quota 7,3%.
“Il volume delle importazioni di principi attivi e input testimonia l’assoluta rilevanza di Firenze come centro di eccellenza della trasformazione farmaceutica di alta qualità, biotecnologica e non solo, un primato che dovremo difendere rispetto a chi vorrebbe strappare ai nostri territori poli produttivi di alta gamma – dice il segretario generale della Camera di commercio di Firenze Giuseppe Salvini – Questo forte interscambio di componenti chimici aumenta i volumi commerciali, ma segnala anche quanto la produzione locale sia integrata e contestualmente dipendente dalle supply chain internazionali, soggette a rischi logistici, come quelli che derivano dall’inasprimento delle tensioni mediorientali. In questo contesto – conclude Salvini - è comunque il caso di segnalare le buone performance ottenute nella fase finale del 2025 dalle esportazioni di settori nevralgici come le calzature (+11,6%), l’abbigliamento (+6,5%), gli articoli di maglieria (+4,3%) e la pelletteria (+0,4%), tuti segmenti del comparto moda, oltre che delle macchine di impiego generale. Una progressione, questa, che rischia di essere compromessa dalle conseguenze delle tensioni geopolitiche in atto”.
Centro studi della Camera di commercio di Firenze
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