
Il referendum sulla giustizia ha visto vincere il fronte del No. Sia in Toscana sia nel resto d'Italia il No ha ottenuto la maggioranza, per la gioia perlopiù del centrosinistra e della sinistra.
Queste le parole di Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio che parteggiava per il Sì: "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia".
Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico".
Di seguito le altre reazioni dalla politica
Giani analizza il voto in un video
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ha dichiarato: "Orgoglio e soddisfazione per una Toscana che in questo referendum ha saputo essere la prima regione nella scelta del No, contribuendo in modo determinante all'affermazione di un indirizzo politico che dice a questo governo: giù le mani dal controllo politico e dall'indebolimento dell'autogoverno della magistratura come ordine indipendente e autonomo. Un successo netto che non lascia adito a discussioni".
Parrini (PD): "Popolo di sana Costituzione"
"Il popolo italiano si conferma di sana e robusta Costituzione. Alla propria Costituzione vuole un gran bene. E se qualcuno prova a manometterla - specie se lo fa con prepotenza, e specie se è al governo e sta governando male - viene duramente e massicciamente punito. Questo dicono l'alta affluenza e i netti risultati del referendum sulla magistratura". Lo dichiara il senatore del PD Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali.
Fossi (PD): "Forza di una comunità democratica viva"
“La straordinaria partecipazione registrata in Toscana – regione con migliore affluenza insieme all’Emilia-Romagna - conferma la forza di una comunità democratica viva, che sceglie di essere protagonista. Nelle piazze, nei circoli e nei luoghi di lavoro abbiamo costruito un confronto autentico, capace di andare oltre le semplificazioni e le narrazioni superficiali. Il risultato di oggi dimostra che quando si investe nella qualità del dibattito pubblico e nella presenza sui territori, i cittadini rispondono con responsabilità e determinazione. Da qui ripartiamo, con l’obiettivo di continuare a lavorare per una giustizia più equa, efficace e condivisa. È stata sconfitta l’arroganza della destra, che ha voluto politicizzare in ogni modo questo tema. Sono state fermate e respinte anche le pulsioni autoritarie di chi avrebbe voluto rendere il potere giudiziario subalterno all’esecutivo. È un grande segnale per la democrazia nel nostro Paese” dichiara Emiliano Fossi, segretario PD TOSCANA.
Lio (PD): "Segnale civile di rilievo"
“La vittoria del No al referendum sulla giustizia rappresenta un segnale politico e civico di grande rilievo, che non può essere ridotto a una semplice scelta elettorale. È il risultato di una partecipazione straordinaria, che ha visto la Toscana distinguersi tra le regioni più attive del Paese, facendo registrare il miglior dato di affluenza insieme all’Emilia-Romagna. Questo risultato nasce da un lavoro profondo e capillare: da gennaio a oggi sono state organizzate 252 iniziative su tutto il territorio, costruendo un percorso reale di informazione, confronto e consapevolezza. Quello uscito dalle urne è dunque un voto consapevole, maturo e resistente, frutto di un impegno collettivo che ha saputo parlare alle persone con serietà e rispetto” Stefania Lio, vicesegretaria Pd Toscana.
Marasco (Cgil Firenze): "Segnale importante"
Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze): “C’è intanto grande soddisfazione per la partecipazione, poi Firenze si conferma ai vertici nazionali del No, dando una grande risposta di consapevolezza: ringrazio tutti e tutte coloro che si sono impegnati. Un segnale importante: fiorentine e fiorentini hanno capito il momento, hanno saputo difendere la Costituzione e i suoi principi, ribadendo l’importanza di una giustizia autonoma ed equilibrata. Il governo ora deve ascoltare la voglia di partecipazione e di essere ascoltata da parte della cittadinanza, ora inizia una nuova fase”.
Rossi (Cgil Toscana): "C'è soddisfazione"
Rossano Rossi (segretario generale Cgil Toscana): “Esprimiamo soddisfazione per l’esito del referendum sulla giustizia, che vede la nostra regione ai vertici per affluenza e preferenze per il No. E’ frutto anche del grande impegno profuso in queste settimane dalla nostra organizzazione e dalle altre forze che si sono mobilitate. Un sentito ringraziamento va a tutte le militanti e i militanti che hanno contribuito con passione e determinazione. Il voto conferma l’attenzione e il senso civico delle cittadine e dei cittadini toscani, capaci di difendere i valori della Costituzione, l’equilibrio del sistema democratico e una giustizia equa. Dall’Italia e dalla Toscana arriva oggi un messaggio chiaro al Governo: per governare non si comanda, ma si ascolta e ci si confronta, a partire dalla voce di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, che sono il motore del Paese. C’è una forte domanda di pace e di giustizia sociale che va ascoltata. Su questi temi la CGIL continuerà a essere mobilitata”
Iannello (Rifondazione Pisa): "Il voto di oggi conserva l’impianto democratico del nostro Paese"
Il risultato del referendum sulla riforma della giustizia segna una significativa affermazione del NO, che prevale con oltre il 54% dei voti.
In provincia di Pisa supera il 58% mentre nel comune di Pisa arriva al 64%. Si tratta di un esito chiaro, maturato attraverso un’alta partecipazione popolare, particolarmente rilevante in Toscana e nella provincia di Pisa, dove si è registrata una mobilitazione straordinaria.
Questo voto dimostra ancora una volta che, quando si tenta di manomettere la Costituzione, la cittadinanza si attiva con forza per difenderla. È un segnale potente di consapevolezza democratica e di attaccamento ai principi fondamentali della nostra Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.
Un elemento decisivo di questo risultato è rappresentato dal voto giovanile, che con ogni probabilità ha costituito l’ago della bilancia. Le nuove generazioni hanno scelto di partecipare e di prendere posizione, dimostrando una forte sensibilità democratica e una chiara volontà di difendere i diritti e gli equilibri costituzionali.
Il risultato referendario rappresenta un forte indebolimento politico del Governo Meloni e delle sue ambizioni, comprese le future velleità di procedere verso il premierato. Il messaggio che arriva dal Paese è inequivocabile: non si accettano forzature istituzionali né riforme che mettano a rischio gli equilibri democratici.
Rifondazione Comunista esprime un sentito ringraziamento alla larghissima rete di associazioni, partiti, sindacati e realtà sociali che hanno lavorato instancabilmente per il NO. Un impegno diffuso e determinato che ha contribuito in modo decisivo a questo risultato. In tutta la nostra provincia la mobilitazione è stata preziosa e i risultati sono inequivocabili.
Allo stesso tempo, vogliamo sottolineare che quando milioni di persone si mobilitano è perché avvertono concretamente il rischio di vivere in una democrazia peggiore. Questa partecipazione va oltre le organizzazioni: è espressione diretta di un popolo che non vuole arretrare sui diritti e sulle garanzie.
Il voto di oggi conserva l’impianto democratico del nostro Paese, ma indica anche con forza la volontà di rilanciare in avanti la qualità della nostra democrazia, rafforzandola, rendendola più giusta, più partecipata e più vicina ai bisogni reali delle persone.
Petrucci (FdI): "Occasione persa"
"Era giusto provarci. Il nostro obiettivo resta cambiare l'Italia e non ci tiriamo indietro. Resta il rammarico per un'occasione persa di modernizzare la Nazione, ma rispettiamo la sovranità popolare. Il Governo ha onorato il programma elettorale rimettendo la scelta ai cittadini. Ora le prossime settimane siano di approfondimento e riflessione su cosa non ha funzionato, in particolar modo nella nostra Regione" lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale toscano e consigliere regionale FdI Diego Petrucci.
Nardella (PD): "Si ferma una riforma sbagliata"
“Una valanga di No in ogni parte del Paese manda un messaggio forte e chiaro. Ha vinto la Costituzione. Ha vinto la democrazia. Avevamo detto con determinazione che questa riforma avrebbe lacerato inutilmente l’Italia, mettendo a rischio equilibri fondamentali della nostra democrazia. Nonostante mesi di propaganda, gli italiani non si sono lasciati convincere e hanno ribadito con il voto la centralità dell’autonomia della magistratura e della separazione dei poteri. A tutte e a tutti coloro che ci hanno creduto, che si sono mobilitati e che hanno partecipato, va il nostro grazie più sincero. Da questo risultato arriva un’indicazione netta: la Costituzione non si piega agli interessi di parte, ma va attuata davvero, fino in fondo, in ogni sua parte. Adesso guardiamo avanti con più fiducia, più unità e più coraggio” così l’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella.
Bezzini (PD): "Difesa la Costituzione"
“La Toscana, con oltre un milione di NO, ha dato un contributo straordinario alla difesa della Costituzione. Con un’affluenza superiore al 66 per cento, la nostra regione si conferma tra quelle con il più alto livello di partecipazione. Un risultato di cui siamo davvero orgogliosi, a tutela dei principi costituzionali, che respinge un’impostazione che rischiava di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato senza affrontare i problemi reali della giustizia. La Toscana si conferma una terra profondamente radicata nei valori costituzionali, capace di esprimere una mobilitazione ampia e diffusa. Voglio ringraziare tutte le volontarie e i volontari, le associazioni, i sindacati, le realtà civiche e le forze politiche, a partire dal Partito Democratico, che in questi mesi hanno costruito, in ogni territorio, un impegno capillare per informare e riportare le persone al voto. Difendere la Costituzione significa difendere la qualità della nostra democrazia. Da qui deve ripartire il confronto nel Paese, con un impegno concreto per la tutela dei diritti, il miglioramento della qualità della vita e un accesso più equo ai servizi in tutti i territori”. È quanto dichiara Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, a seguito del voto sul referendum sulla giustizia.
Galletti e Rossi Romanelli (M5S): "Grande senso civico"
«La grande partecipazione al voto dei toscani rappresenta un segnale chiaro: la nostra democrazia è viva e la nostra regione si conferma un laboratorio politico avanzato, capace di esprimere un orientamento netto e consapevole. In Toscana il NO si attesta al 58,1% contro il 41,9% del SI, con un’affluenza del 66,3%. Un dato che conferma come la Costituzione resti la pietra angolare della nostra democrazia e come i cittadini non si siano fatti ingannare»: così i consiglieri regionali del M5S Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli.
«Abbiamo avviato un percorso capillare di informazione quattro mesi fa, quando in pochi credevano possibile questo risultato, organizzando il primo evento pubblico per il NO il 10 gennaio. Da lì è partito un lavoro costante in mezzo alla gente per far prevalere un risultato di testa e non di pancia. Accanto a questo, è stato decisivo il lavoro diffuso di Arci, Cgil e di tante realtà del mondo civile che hanno collaborato con noi e con il Comitato Giusto Dire NO.
Questo risultato è anche un giudizio sul Governo Meloni e da qui si apre una nuova fase: costruire un’alternativa coraggiosa al centrodestra, capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo, a partire dalla pace e dal rifiuto delle logiche di potenza che si riflettono anche sull’economia reale, tra aumento delle bollette, costi energetici insostenibili per le imprese, inflazione e caro vita».
Mantellassi: "Risultato chiaro e netto"
"L’Italia ha votato: in tanti si sono recati alle urne. Ad Empoli quasi il 70% di votanti. L’Italia ha scelto: ha respinto la riforma con il 53%. Ad Empoli il 65% ha votato no con picchi di sezioni che hanno raggiunto il 75%. Un risultato chiaro e netto. Un grande plauso a chi ha fatto campagna elettorale sia per sì che per il no con impegno e passione. Un enorme grazie a tutti i presidenti di seggio, ai segretari, agli scrutatori, a tutti i rappresentanti di lista, alle forze dell’ordine, alla Polizia Municipale. A tutti gli uffici comunali che hanno lavorato in questi giorni un grande grazie", così sui social il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi.
Bechini (Rifondazione Pistoia): "Miracolo di partecipazione popolare"
Viva l'Italia antifascista che, con uno straordinario miracolo di partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza. Ora uniamoci per mandare a casa Giorgia Meloni e impedire alla destra di fare altri danni.
Ha vinto il NO al tentativo di mettere in discussione l'autonomia della magistratura, cardine della nostra democrazia costituzionale. Questo è un voto contro la corruzione, le mafie, la demagogia razzista e forcaiola. Pistoia ha respinto con il 59,18% di NO l’ennesimo tentativo di stravolgere la Costituzione.
Escono sconfitti politicamente Giorgia Meloni e gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi.
Escono battute le due destre, quella fascioleghista e berlusconiana e quella che per troppo tempo ha voluto indirizzare il centrosinistra con posizioni che hanno agevolato la destra culturale e il suprematismo culturale occidentalista fautore di “guerre preventive” e aggressioni.
Il risultato clamoroso di oggi dimostra che l'attuazione della Costituzione è la base su cui va costruito un fronte unitario che sconfigga la destra alle prossime politiche.
Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria, dopo aver contestato la complicità col genocidio del popolo palestinese. Adesso dobbiamo e possiamo costruire una valida alternativa anche alle prossime elezioni comunali di Pistoia raccogliendo il bisogno di libertà e di partecipazione che emerge chiaramente da questo risultato referendario.
Invitiamo tutto il popolo della Costituzione a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra che si svolgerà in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali europee.
Mazzeo (PD): "Un No forte e chiaro"
"Oggi l'Italia ha detto un grande NO, forte e chiaro!
Non solo la maggioranza degli italiani ha bocciato la riforma della magistratura, ma ha soprattutto detto NO al disegno autoritario della destra, NO alle menzogne e alla becera propaganda con cui Meloni, Salvini, La Russa, Nordio e compagnia hanno riempito questa campagna elettorale.
Questo referendum ha dimostrato che questa destra si può battere: le elezioni politiche saranno una sfida ancora più difficile, ma se saremo capaci di affrontarle con un centrosinistra davvero unito intorno a un programma condiviso (come successo in Toscana) possiamo farcela!
P.S. Questo coro è stata una straordinaria prova di partecipazione democratica. E sono davvero orgoglioso che ancora una volta la Toscana sia stata una delle regioni con l’affluenza più alta del Paese.
Il 64% del No a Pisa e il 58% in provincia sono un risultato davvero straordinario anche in vista delle sfide future".
Giglioli (Lega Castelfiorentino): "Resta l'amarezza"
Quando il popolo è chiamato a esprimersi non è mai una sconfitta. Al contrario, l’alta affluenza registrata rafforza e legittima pienamente lo strumento referendario, confermandone il valore democratico.
Resta però l’amarezza per un confronto che avrebbe potuto essere alto e costruttivo, ma che si è trasformato in uno scontro politico fortemente condizionato da logiche di appartenenza e correnti. Una dinamica che ha finito per oscurare il merito della riforma e sprecare un’importante occasione: quella di avvicinare il nostro Paese a modelli democratici consolidati, nei quali la separazione delle carriere rappresenta già una realtà.
La campagna referendaria è stata inoltre segnata dalla diffusione di informazioni inesatte, che hanno contribuito ad alimentare timori infondati, arrivando persino a mettere in dubbio la legittimità costituzionale del quesito. Un’affermazione paradossale, considerando che è la stessa Costituzione a prevedere strumenti per la sua evoluzione, in linea con i cambiamenti della società. Una riforma, quella proposta, che mirava proprio a rafforzare l’autonomia e l’imparzialità della magistratura, sottraendola a possibili influenze politiche.
Se però si guarda al risultato anche come a un indicatore politico, emergono dati interessanti a livello locale. A Castelfiorentino, infatti, a fronte di un’affluenza sostanzialmente analoga a quella delle elezioni amministrative, si registra una crescita significativa del consenso riconducibile all’area del centrodestra.
Alle amministrative, le forze di opposizione – inclusa la lista civica oggi confluita nella Lega, ma escludendo il Movimento 5 Stelle – si attestavano intorno al 30%. Oggi, con il referendum, questa percentuale sale al 37%. Un incremento di circa 7 punti percentuali che evidenzia come una quota più ampia di cittadini abbia espresso una posizione favorevole, in un contesto in cui il voto è stato chiaramente interpretato anche in chiave politica.
Un segnale che merita attenzione e che racconta di un consenso in evoluzione, al di là dell’esito complessivo della consultazione.
Intifada Empoli: "Appuntamento a Roma adesso"
Deve finire l’era dei re, comincia quella della libertà!
Convochiamo la partenza in autobus da Empoli per la manifestazione nazionale no kings a Roma
Per l’Empoli antifascista e antimperialista che ha ancora il coraggio di combattere,
Di esprimere il proprio dissenso in piazza insieme a un movimento popolare che attraverserà tutta Europa e America
Contro le politiche repressive dei governi fascisti e guerrafondai, che affamano la popolazione e passano sopra i corpi martoriati dalle bombe in nome del profitto di un pugno di super ricchi,per farli diventare ancora più schifosamente ricchi.
Contro un governo che mette alla gogna la giustizia per proteggere i propri uomini indagati e condannati,mentre intanto deporta i migranti rifugiati politici.
Che non si preoccupa da anni di fare politiche per allentare la pressione fiscale e contrastare il caro vita,di investire nella decarbonizazione per renderci indipendenti dal combustibile fossile.
Al contrario fa nuovi accordi per l’approvvigionamento energetico,per giunta col peggior offerente,con conseguente impennata delle bollette.
A tutti i compagni e le compagne, a chiunque sia ancora innamorato della libertà, diamo appuntamento sabato 28 marzo alle 8,30 al parcheggio del centro coop per la partenza in autobus verso Roma.
Mazzantini (PD Empolese): "Un segnale forte che richiama tutti"
Il segretario della federazione Pd Empolese Valdelsa Jacopo Mazzantini commenta:«Il primo ringraziamento va a tutte le volontarie e i volontari che in questi mesi si sono mobilitati per dar voce alla campagna referendaria. Sono stati organizzati decine di incontri di approfondimento e moltissimi presidi e volantinaggi. Una passione e un impegno, caratteristiche da sempre riconosciute ai nostri militanti e, più in generale, alla cittadinanza attiva che contraddistingue il nostro territorio.
Il primo dato di questo referendum è sicuramente l’affluenza superiore alle previsioni sondaggistiche, addirittura al di sopra delle ultime elezioni regionali. Una affluenza che ha premiato il NO, perché una netta maggioranza dei cittadini ha voluto respingere una riforma che avrebbe inciso in modo profondo e, a nostro avviso, rischioso sull’assetto democratico.
Come Partito Democratico, che fin dall’inizio ha sostenuto con convinzione la campagna per il NO insieme a tanti comitati civici, associazioni e realtà della società civile, accogliamo questo risultato con soddisfazione. Un risultato che è anche la riaffermazione di un principio: le riforme costituzionali devono nascere da un ampio ed effettivo confronto parlamentare.
È un segnale forte che richiama tutti, a partire dal Governo Meloni, a un maggiore rispetto del ruolo del Parlamento e del pluralismo democratico.
Adesso occorre che il tema rimanga caldo e il Parlamento lavori per una riforma della giustizia davvero utile ai cittadini, che migliori il funzionamento delle istituzioni ed affronti i problemi annosi, primo tra tutti quello dei tempi eccessivamente lunghi dei processi».
Zambito (PD): "Voto che parla chiaro"
"Il voto di oggi parla chiaro: le cittadine e i cittadini italiani hanno scelto di erigersi a difesa della nostra architettura democratica. La vittoria del NO non è solo un dato numerico, ma un segnale politico inequivocabile contro il tentativo della destra di scardinare l'equilibrio tra i poteri dello Stato", lo afferma la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, a commento dei risultati del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere.
"Avevamo avvertito che questa riforma - prosegue-, nata sotto il segno dell'ideologia e non del pragmatismo, avrebbe rotto quell'argine che garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Gli italiani hanno capito che mettere il pubblico ministero sotto l'influenza, anche solo indiretta, del potere esecutivo, non avrebbe accorciato i processi di un solo giorno, ma avrebbe reso i cittadini più deboli davanti alla legge e, soprattutto, hanno dato una risposta decisa contro la volontà di stravolgere e aggredire la costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Sono molto soddisfatta, perché c'era preoccupazione ma anche determinazione da parte di cittadine e cittadine. Così ho potuto constatare nei tanti incontri pubblici sul territorio nei quali ho avuto il piacere di intervenire".
Poi il messaggio a Meloni e Nordio che devono prendere atto del fallimento della riforma. "Hanno proceduto con un metodo arrogante - ha detto la parlamentare dem -, blindando i testi in Parlamento e ignorando le critiche dei costituzionalisti e delle opposizioni. Il risultato è una sconfitta che segna la fine della narrazione di un'egemonia culturale e politica che non esiste nel Paese reale. Sono più di 30 anni che centrodestra e destra portano avanti scientemente un attacco contro la giustizia e la magistratura, tanto è durata questa campagna elettorale: in considerazione di questo è un risultato ancora più netto. Adesso si apre una nuova fase politica, dobbiamo lavorare per costruire un'alternativa al Governo".
"Come Partito Democratico, continueremo a batterci per una riforma della giustizia che serva davvero alle persone: più risorse per i tribunali, digitalizzazione reale e tempi certi. Ma non permetteremo mai che la velocità del processo sia barattata con la perdita di imparzialità del giudice. Oggi ha vinto la Costituzione, oggi ha vinto l'Italia che guarda avanti senza dimenticare i propri principi fondamentali. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: difendere ed onorare la nostra carta costituzionale, le nostre libertà democratiche, deve essere un impegno permanente. Non si finisce mai di costruire il comune sentire che ruota intorno alla nostra Repubblica, applicando e non distruggendo i principi fondamentali, i diritti e i doveri costituzionali. Avanti su questa strada".
Rifondazione Toscana: "Il popolo italiano e toscano è migliore dei propri governanti"
Il popolo italiano e toscano è migliore dei propri governanti. E ha a cuore la democrazia, la Costituzione e in ultimo la libertà non dei soli potenti a discapito dei cittadini comuni. La vittoria del no al referendum di oggi questo, al di là delle tecnicalita’, ci dice. Lo dice a livello nazionale tanto più a quello toscano, regione record di affluenza e espressione per il NO. Quella che è stata bocciata non era solo una riforma funzionale a restringere la democrazia, ma anche una riforma di classe: politici e amichettismi salvaguardati, il resto no. Quindi una salvaguardia per le élite. Se questo è stato respinto significa che, anche se sarebbe un errore una traslazione dei risultati tout court sulle politiche 2027, un segnale politico è stato dato: si a posizioni nette, non ad ammiccamenti con chi difende i forti. Questo è un risultato quindi politicamente radicale, e va colto per quello che è nelle scelte conseguenti per il quadro politico; noi già lo avevamo capito con la proposta che abbiamo sostenuto alle scorse regionali. Spero che la giornata di oggi serva di lezione per costruire un alternativa vera a tutti coloro che del tutto o in parte portano avanti gli interessi di chi aveva da guadagnare se avesse vinto il Si. Oggi il segnale è di una solida democrazia che vuole scegliere fra reali alternative e non a mere alternanze di governo
Michelotti (FdI): "Amarezza per occasione persa"
“Prendiamo atto del risultato del referendum che ha respinto la riforma costituzionale. Proseguiremo il nostro lavoro per il bene dei toscani, certamente facendo nostra una nuova consapevolezza. Resta naturalmente un grande rammarico, perché la Nazione ha perso la grande occasione di avere un’importante riforma che l’avrebbe modernizzata, e che avevamo proposto nel nostro programma elettorale; al contempo, rispettiamo la volontà sovrana dei cittadini toscani, ribadendo che il governo andrà avanti. Dispiace che in campagna elettorale la controparte abbia spesso preferito la mistificazione invece che il confronto democratico. Noi continueremo a mettere al centro le esigenze dei toscani, tenendo fede al nostro programma. Le accuse strumentali non ci appartengono, e anche oggi cadono nel vuoto le parole fini a se stesse di chi sa solo strumentalizzare". Lo scrive, in una nota, il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti.
Giorgi (PD Fucecchio): "Messaggio politico chiaro"
Il risultato del referendum sulla giustizia a Fucecchio consegna un messaggio politico chiaro: una parte importante della nostra comunità ha scelto di NON sostenere una proposta sbagliata, che non avrebbe risolto i veri problemi della giustizia italiana. La vittoria del NO rappresenta per noi un segnale importante: i cittadini sanno distinguere tra battaglie di propaganda e riforme serie. Difendere la Costituzione significa anche questo: respingere scorciatoie e semplificazioni e non mettere in discussione gli equilibri democratici del nostro Paese. Da Fucecchio arriva dunque una scelta di responsabilità e di consapevolezza, che merita rispetto e attenzione.
ANM Toscana: "Partecipazione al rialzo dimostra attaccamento Costituzione"
"La tendenza di una partecipazione al rialzo è dimostrazione dell'attaccamento delle cittadine e dei cittadini italiani alla Costituzione e della persistente attualità dei suoi valori" così in una nota l'Anm Toscana
"Questi mesi - si spiega inoltre - ci consegnano un'importante eredità: il contatto con la società è prezioso anche per aprire ad una rinnovata fiducia nella giustizia e nelle istituzioni. Si tratta di un patrimonio che siamo certi non andrà disperso, ed esprimiamo l'auspicio di continuare ad incontrarci, soprattutto con i giovani, portando avanti l'attenzione alla tutela dei diritti e l'uguaglianza sostanziale, che da sempre è patrimonio della magistratura italiana. Al di là del risultato, che pur ci soddisfa l'Anm toscana si rallegra per il percorso compiuto durante la campagna: è stato un percorso che ha portato i magistrati ad uscire dai palazzi di giustizia, in mezzo a quelle cittadine e a quei cittadini, quel popolo nel nome del quale i magistrati amministrano quotidianamente la giustizia. Un percorso fatto a fianco delle persone anche grazie alle numerose associazioni che in questi mesi ci hanno aperto le loro porte per essere informati e discutere con noi. Sono stati mesi in cui come magistrati toscani ci siamo trovati a parlare in modo aperto e semplice con la società civile del nostro lavoro e del ruolo dei magistrati a difesa dei diritti della collettività".
L'Anm toscana poi "ringrazia i componenti del comitato toscano GiustodireNo (Alessandro Nencini, Chiara Favilli, Paolo Solimeno, Roberta Santoni Rugiu, Elisabetta Tarquini, Siro De Flammineis, Giuseppe Campanelli), per essere stati il volto e la voce della campagna referendaria in Toscana. Desideriamo inoltre ringraziare la cittadinanza e le associazioni che sono state compagne di viaggio in questo percorso".
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