Referendum, in Italia e in Toscana ha vinto il fronte del No

Alla fine al referendum ha vinto il No. Si sono chiusi alle ore 15 di oggi, lunedì 21 marzo, i seggi per il Referendum sulla Giustizia (il referendum popolare confermativo della legge costituzionale "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare").

Come si può notare anche dalla diretta di gonews.it, il fronte del No ha vinto in tutta Italia. Il risultato è stato confermato in Toscana. Gli scrutini non sono ancora definitivi ma anche gli stessi politici hanno dichiarato la vittoria del No.

Italia, il NO al 53,74%

A livello nazionale l'affluenza del referendum è stata del 59%. L’esito del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia sembra ormai definito: il No ha prevalso con il 53,74% dei voti, contro il 46,26% per il Sì. Su un totale di oltre 26,8 milioni di voti validi, i No sono stati 14,4 milioni, mentre i Sì hanno raccolto 12,4 milioni di preferenze.

Restano da scrutinare soltanto tre sezioni in tutta Italia: una in Lombardia, una in Sardegna e la sezione numero 72 a Pisa, ma i dati non dovrebbero mutare.

Il No ha trionfato nella maggior parte delle regioni italiane, ad eccezione di Lombardia (53,6% di Sì), Veneto (58,4% di Sì) e Friuli Venezia Giulia (54,5% di Sì).

Referendum, gli scrutini provincia per provincia in Toscana

Le operazioni di scrutinio per il referendum costituzionale sulla giustizia si sono praticamente concluse in Toscana. Il No ha ottenuto il 58,16% dei voti, contro il 41,84% del Sì, su 3.922 sezioni scrutinate su 3.923. Resta ancora da conteggiare l’esito di un’unica sezione, la numero 72 di Pisa.

L’affluenza regionale è stata del 66,27%, con circa 2,8 milioni di elettori. Il No ha raccolto oltre un milione di voti, confermandosi largamente vincente in tutta la regione.

Il Sì ha superato il 45% solo in sei province: Grosseto (49,17%), Lucca (48,49%), Arezzo (46,74%), Pistoia (46,52%), Prato (46,14%) e Massa-Carrara (46,03%).

Il No, invece, ha prevalso in tutte le altre province, con le percentuali più alte a Firenze (65%), Livorno (62,18%), Siena (59,29%) e Pisa (58,20%). Seguono Arezzo (53,26%), Massa-Carrara (53,97%), Pistoia (53,48%), Prato (53,86%) e Lucca (51,51%).

Qui il dettaglio dell'Empolese Valdelsa e del Cuoio.

In cosa consisteva il referendum del 22 e 23 marzo

Il quesito referendario diceva: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?". Due erano le opzioni di voto, Sì e No: Sì se si voleva l'entrata in vigore della riforma, No in caso contrario. La riforma riguardava sette articoli della Costituzione - gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 - e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare.

Trattandosi di un referendum costituzionale, non era richiesto il raggiungimento del quorum di partecipazione.

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