Offese razziste a un'istruttrice di basket, Mazzeo: "Rabbia profonda"

L'episodio denunciato dalla società del Basket Calcinaia, dove allena la giovane che ha scritto una lettera raccontando l'episodio. Il vicepresidente del Consiglio: "Vorrei invitarla in Consiglio regionale"


Offese a sfondo razzista provenienti dal pubblico durante una partita di basket, rivolte a una istruttrice. A denunciare l'episodio è il Basket Calcinaia con un comunicato, in relazione a una trasferta di metà marzo. "Al termine dell’incontro, una nostra tesserata, istruttrice del settore minibasket presente in tribuna, è stata vittima di offese a sfondo razzista provenienti dal pubblico. Si tratta di un episodio grave e inaccettabile, contrario ai valori di rispetto e inclusione che la nostra società promuove ogni giorno. La società si è subito attivata con una comunicazione formale alla società ospitante, chiedendo chiarimenti, l’individuazione dei responsabili e l’adozione di provvedimenti adeguati. Prendiamo atto delle scuse ufficiali che ci sono pervenute, ma restiamo rammaricati dal fatto che non siano stati individuati i responsabili dell’accaduto, nonostante la gravità di quanto segnalato. ASD Basket Calcinaia - concludono - condanna con fermezza ogni forma di razzismo e violenza, anche verbale, e rinnova il proprio impegno per un ambiente sportivo sano, rispettoso e inclusivo. Continueremo a tutelare i nostri tesserati e i valori che rappresentiamo, nella convinzione che lo sport debba essere sempre un luogo di rispetto e crescita per tutti".

L'istruttrice: "Non è normale e non dovrebbe essere accettato"

La giovane ha raccontato l'episodio in una lettera, pubblicata dalla pagina social sul basket "La giornata tipo", che ha ricevuto centinaia di commenti di solidarietà. "Ciao a tutti, mi chiamo Diarra e sono una istruttrice nazionale minibasket. Di recente, al termine di una partita di DR1 (la vecchia Serie D) in Toscana tra la mia società e un’altra squadra, si è verificato un episodio grave, secondo me inaccettabile. Ero presente sugli spalti e sono stata oggetto di offese razziste da parte di adulti sostenitori avversari". "Fa strano doverlo scrivere nel 2026" prosegue l'istruttrice, che aggiunge "ogni giorno lavoro con bambini, insegno, educo e cerco di trasmettere valori sportivi e umani. Bambini che sono lo specchio dell’Italia di oggi: diversi, mescolati, reali. Per questo colpisce ancora di più. Perché è facile parlare di sport come strumento educativo, di rispetto e inclusione. Poi però basta un episodio come questo per rendersi conto che, per qualcuno, il colore della pelle viene ancora prima di tutto il resto".

Come riferito anche dalla società, i responsabili non sono stati individuati. "Di fatto, non è successo nulla. Come al solito con qualche riga si é chiusa la questione.
E questo, forse, è l’aspetto più triste. Perché episodi del genere non dovrebbero passare sotto silenzio, né essere trattati come qualcosa di normale o inevitabile.
Continuerò a fare il mio lavoro, in palestra e in campo. Continuerò ad educare anche i figli di chi oggi dimostra di avere ancora pregiudizi e di usare parole che non dovrebbero più esistere. Continuerò a cercare di fare ogni giorno un lavoro migliore con i loro bambini. Ma è giusto dirlo chiaramente: non è normale, e non dovrebbe essere accettato".

Mazzeo: "Fatto grave, intollerabile"

Sull'episodio è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo: "Ho provato un senso di rabbia profonda" appresa la notizia. "Un fatto grave, intollerabile, che colpisce una ragazza che ogni giorno, con impegno e passione, lavora con i più piccoli come istruttrice, trasmettendo attraverso il basket valori fondamentali per la crescita delle nuove generazioni e che offende allo stesso tempo i valori più autentici dello sport: rispetto, inclusione, educazione, convivenza".

"A Diarra - prosegue Mazzeo in una nota - voglio esprimere la mia vicinanza e la mia piena solidarietà. Il razzismo non è mai accettabile. Non sugli spalti, non nei campi sportivi, non nelle nostre comunità. E non può essere liquidato come un episodio marginale o archiviato nel silenzio. Per questo vorrei invitare Diarra in Consiglio regionale, per incontrarla, ascoltarla e testimoniarle personalmente la vicinanza delle istituzioni toscane. Perché la nostra regione è sempre stata e sempre sarà terra di rispetto, dignità e inclusione".

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