Festaioli di Roffia: "Antiche decorazioni nella chiesa di San Michele. Patrimonio da salvare"

Parrocchia San Michele Arcangelo, Roffia (foto Diocesi di San Miniato)

L'associazione riferisce della scoperta e insieme alla parrocchia lancia un appello: "Per non perdere la storia abbiamo bisogno del sostegno pubblico"


Le recenti indagini stratigrafiche condotte dalle restauratrici Lidia Cinelli e Roberta Brizzi hanno riportato alla luce un insieme di decorazioni murali di grande valore storico e artistico, risalenti prevalentemente tra il XVIII e il XIX secolo. La scoperta riveste particolare importanza per la comunità di Roffia, piccolo borgo con una storia documentata sin dal 995 d.C., quando appare per la prima volta in un atto scritto, e nuovamente nel 1194 in una bolla di Papa Celestino III che cita la Chiesa di San Michele come suffraganea della pieve di San Genesio.

La Chiesa di San Michele Arcangelo, con impianto originario medievale, nasce lungo il percorso della Via Francigena, arteria che nei secoli ha favorito la formazione di nuclei abitati e luoghi di culto. La sua morfologia – navata unica con copertura a capanna e rosone circolare in facciata è tipica degli edifici sacri del XII-XIII secolo presenti nella Valdelsa. Oggi, le indagini hanno permesso di ripercorrere materialmente questa storia attraverso i livelli di colore e decorazione ritrovati sotto le superfici attuali. I saggi stratigrafici eseguiti hanno rivelato un ricco apparato decorativo, composto da: Finte architetture dipinte: paraste, capitelli, trabeazioni, modanature illusionistiche, Croci di consacrazione, simboli del rito liturgico di dedicazione della chiesa, tradizionalmente in numero di dodici, Tendaggi scenografici in stile tardo barocco – verde acqua, ocra, rosa chiaro – tipici delle decorazioni ecclesiastiche tra XVIII e XIX secolo, Motivi fitomorfi su fondo verde, databili alla metà/fine Ottocento, Fasce a finto marmo, appartenenti a una fase decorativa del primo Novecento. Questi elementi, emersi grazie alla rimozione localizzata degli strati di pittura moderna, confermano che la chiesa possedeva un apparato pittorico raffinato e coerente, oggi purtroppo conservato solo in alcune aree limitate ma di grande pregio.

La volontà condivisa è quella di intervenire sulla zona intorno e sopra la porta della cappella del fonte battesimale, dove si conservano: una croce di consacrazione particolarmente leggibile, parte di un drappeggio a festone, una lesena con capitello, la relativa trabeazione.

L’Associazione I Festaioli di Roffia, da sempre impegnata nella salvaguardia della tradizione locale e nella cura della vita comunitaria, sta collaborando con la Parrocchia. In un borgo piccolo, dove la parrocchia rappresenta un presidio culturale e identitario, la riscoperta delle antiche decorazioni è sentita come un’occasione storica di riscatto e recupero della memoria collettiva.

L’Associazione e la parrocchia lanciano un appello: «Per non perdere la storia abbiamo bisogno del sostegno pubblico. Una piccola comunità, una piccola parrocchia non riuscirà mai da sola a riportare alla luce la storia che questa chiesa ha impressa nelle sue pareti. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti».

Fonte: Associazione I Festaioli di Roffia

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