
Per tutta la Settimana Santa, presso la chiesa dei SS. Stefano e Martino di San Miniato Basso, e presso l’Orcio d’Oro di via Conti - San Miniato, torna ad essere esposta “La Via Crucis a San Miniato” di Aurelio Cupelli. La rappresentazione artistica per immagini fotografiche del Mistero della Passione di Gesù, realizzata grazie alla collaborazione del gruppo del presepe vivente della
Parrocchia dei SS Stefano e Martino di San Miniato Basso, ambientato in significativi luoghi di San Miniato.
La genesi di questa Via Crucis, le cui immagini sono state realizzate nel marzo 2022, è paradigmatica di questa voglia di interpretare, attraverso il linguaggio “oltre il tempo” del percorso di Cristo da Pilato al Sepolcro, la dignità dell’uomo contemporaneo che si confronta con il dolore con rispetto ma non con rassegnazione, semmai accettazione della propria condizione incompiuta. Pronto a testimoniare lo scandalo sempre attuale e senza appello che la morte ingiusta di ogni uomo porta in sé.
La passione di Cristo è scandita dalla ricostruzione delle tradizionali quattordici tappe, codificate da passaggi narrativi di umanissima pietà popolare, rappresentata in maniera umile, composta,
partecipata emotivamente. Come a voler riempire di pathos emotivo, quasi empatico, una ricostruzione sì simbolica ma spesso scarna, alleggerita nella partecipazione numerica, come a voler lasciar posto, dentro alla scena, per chi vi si pone davanti. Come un invito a prendere parte, tappa per tappa, ad una sorta di processione intima, verso il Calvario. Irretendo l’osservatore con la naturalità ed attualità dei luoghi, che concede la sensazione di essere o esserci appena astati, sul luogo della Passione.
La scelta dei luoghi diventa emblematica, con la stessa forza della iconografia a cui si ispirano le immagini, obbedendo alla necessità di toccare le corde di una civiltà dell’immagine costruita sulla
compresenza del virtuale e del reale, portando il luogo in ogni tempo così come l’osservatore che si muove dentro di esso.
Cupelli dona ad ogni stazione confini precisi, formati da scorci prospettici quando ristretti quando ampi, ma sempre dalla composizione semplice, definita e pulita. Puntando a tenere la giusta sequenza delle scene al ritmo del tempo che serve a coprire la distanza tra un luogo e l’altro, tanto da sostenere una narrazione serrata, senza pause.
Così, le tre cadute di Cristo sotto la Croce non sono ripetizioni, ma le reiterazioni di una pena sempre più grave, con un crescere della gravità delle cadute. Mentre nell’incontro con le donne di
Gerusalemme, il silenzio della condivisione del dolore si manifesta nella fissità degli sguardi sgomenti ed amorevoli. Il prato della Rocca con l’orizzonte che si apre tutto attorno è il luogo della
crocefissione, che avviene sotto ad un cielo che si smaterializza nel momento della morte del Cristo, e torna poi a far da cornice alla pietà con cui Maria e le altre donne ricompongono il corpo
finalmente pacificato di Gesù.
Particolarmente suggestive sono le ultime due immagini. La XXIV stazione, quella della sepoltura, crepuscolare, ambientata nei fondi dell’ex convento di San Domenico, e l’epilogo, la Resurrezione
del Signore, nel sepolcro illuminato da una luce appena nata, d’alba, che si rivela vuoto davanti agli occhi delle donne incredule e sgomente.
“La Via Crucis a San Miniato” di Aurelio Cupelli sarà esposta nella chiesa dei SS. Stefano e Martino di San Miniato Basso e sarà visitabile tutti i giorni, dalle 9:00 alle 18:00 da domenica 29 marzo a
lunedì 6 aprile, resterà chiusa durante le funzioni religiose.
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