
La sanità torna al centro del dibattito politico in Toscana. In una conferenza online organizzata da Il Cantiere della Lega Toscana, l'onorevole Simona Loizzo, capogruppo in Commissione Affari Sociali alla Camera, e Susi Giglioli, capogruppo Lega a Castelfiorentino, hanno fatto il punto sulle criticità e sulle proposte del partito per il territorio.
"Stiamo lavorando - ha spiegato Loizzo - per una contrattualizzazione più adeguata e meglio retribuita per gli operatori dell'emergenza-urgenza. Sono stati fatti passi importanti sulla digitalizzazione, uniformando le banche dati sanitarie e previdenziali. Sosteniamo inoltre la sperimentazione degli ospedali virtuali, che potranno entrare direttamente nelle case dei pazienti: tre in tutta Italia, uno previsto a Viareggio. Abbiamo inoltre ottenuto il riconoscimento della fibromialgia tra le cronicità con conseguenti vantaggi sanitari ed economici e rafforzato la sicurezza negli ospedali”. Questi solo alcuni punti del lavoro parlamentare".
Giglioli ha poi focalizzato l'attenzione sul contesto toscano: "La sanità non è un tema tecnico, è una scelta politica. Lo dimostra quanto accaduto a Castelfiorentino: un ospedale inaugurato nel 2011 e chiuso nel 2013 per gravi criticità strutturali. Da allora sono stati investiti circa 26 milioni di euro, senza restituire servizi reali ai cittadini. L'unico intervento concreto sarà forse a giugno, con una palazzina di cure intermedie da appena 24 posti letto e senza pronto soccorso".
La pressione sul sistema locale è evidente: l'ospedale di Empoli lavora da anni oltre la propria capacità, mentre l'ampliamento previsto resta sulla carta. Solo due Case della Comunità risultano pienamente operative, mentre altre mancano di personale sufficiente. "Senza medici e infermieri, queste strutture rischiano di restare scatole vuote", ha sottolineato Giglioli.
La carenza di medici di famiglia è un altro nodo cruciale: in Toscana ci sono circa 2.350–2.400 medici, a fronte di un fabbisogno di almeno 2.500. Ogni medico segue in media 1.380 assistiti, sopra il livello ottimale di 1.200, con conseguenze evidenti: difficoltà di accesso alle cure e aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso.
A questo si aggiunge la mancanza di posti letto: 3,3 ogni 1.000 abitanti contro una media nazionale di 3,7, con circa 1.000 posti letto mancanti rispetto alla capacità ospedaliera di trent'anni fa. Secondo la Lega, l'accorpamento delle ASL da 10 a 3, pensato per contenere i costi, non ha prodotto i risultati attesi, generando squilibri nella gestione.
"Gli obiettivi del PNRR sono ancora lontani: le strutture rischiano di restare vuote, i costi aumentano e i cittadini ricevono sempre meno servizi. Serve un cambio di rotta: meno progetti sulla carta e più personale sanitario", ha concluso Giglioli, sottolineando anche il sostegno della Lega al superamento del numero chiuso a Medicina.
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