
Violata la rete delle Gallerie: sottratte password, mappe e sistemi di allarme. Patrimonio artistico trasferito e chiusura di un'area di Palazzo Pitti
Un grave attacco informatico alle Gallerie degli Uffizi ha messo a rischio la sicurezza del patrimonio artistico, costringendo la direzione ad adottare misure straordinarie. L’episodio, avvenuto tra fine gennaio e inizio febbraio, ha portato alla chiusura di un’intera area di Palazzo Pitti e al trasferimento urgente dei gioielli del Tesoro dei Granduchi nei caveau della Banca d'Italia.
Secondo quanto emerso, gli hacker sarebbero riusciti a violare la rete del polo museale fiorentino – che comprende anche il Giardino di Boboli – sottraendo una quantità significativa di dati sensibili. Tra le informazioni trafugate figurano archivi fotografici completi, credenziali di accesso, sistemi di allarme e mappe dettagliate degli edifici.
Particolarmente allarmante è la natura dei dati rubati: gli intrusi informatici avrebbero ottenuto informazioni su ingressi, uscite, percorsi di servizio e perfino sulla posizione di telecamere e sensori. Un quadro che, se sfruttato, consentirebbe di muoversi all’interno del museo con precisione chirurgica, eludendo i sistemi di sicurezza.
Gli autori dell’attacco avrebbero inoltre avanzato una richiesta di riscatto, contattando direttamente il direttore del museo, Simone Verde. "Le informazioni così rubate, riporta il Corriere, se utilizzate consentirebbero di muoversi tra le sale museali sapendo esattamente dove passare, cosa disattivare". Dopo diversi contatti iniziali, da settimane non si registrerebbero ulteriori comunicazioni.
Le prime ricostruzioni indicano come punto di ingresso un software legato alla gestione delle immagini a bassa risoluzione, accessibile dal sito istituzionale. Da lì, gli hacker sarebbero riusciti a penetrare progressivamente nei sistemi interni, muovendosi indisturbati per mesi e copiando i dati nel tempo, fino al blocco dei servizi amministrativi all’inizio del 2026.
Sulla vicenda indagano la procura e la polizia postale, con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
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