
A quasi 82 anni dai fatti, arriva una sentenza destinata a segnare un passaggio storico sul piano giudiziario. Il tribunale civile di Pistoia ha riconosciuto il diritto al risarcimento per i familiari delle vittime dell’eccidio del Padule di Fucecchio, stabilendo la responsabilità delle forze armate tedesche.
La decisione, non ancora definitiva, riguarda 40 ricorrenti, ai quali è stato attribuito un indennizzo complessivo di circa 14 milioni di euro, calcolato sulla base delle Tabelle di Milano per il danno da perdita del rapporto parentale. La notizia è riportata da Il Tirreno.
Tra i ricorrenti figurano sia familiari delle vittime sia sopravvissuti diretti, alcuni dei quali erano bambini all’epoca dei fatti e assistettero all’uccisione di parenti stretti. In diversi casi, le persone coinvolte avevano già preso parte ai procedimenti penali celebrati tra il 2001 e il 2012 davanti ai tribunali militari, senza però ottenere risarcimenti.
Un passaggio decisivo è arrivato nel 2022, con l’istituzione del “Fondo ristori”. La sentenza dovrà ora diventare definitiva prima che si possa procedere alla liquidazione delle somme. Lo Stato può infatti presentare ricorso in appello e successivamente in Cassazione.
Oltre ai 40 ricorrenti, il tribunale ha riconosciuto un risarcimento di 50mila euro alla Regione Toscana per il danno morale subito dalla comunità.
L’eccidio risale al 23 agosto 1944, quando, durante un rastrellamento nazista, furono uccisi 174 civili nei territori di Monsummano Terme, Larciano, Ponte Buggianese, Cerreto Guidi e Fucecchio. Una strage riconosciuta come crimine di guerra contro l’umanità.
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