
Nuovi sviluppi nell’inchiesta della procura che coinvolge alcuni appartenenti alla polizia. Gli inquirenti hanno disposto una perquisizione nell’ufficio di un ispettore indagato per peculato, nel corso della quale sono stati rinvenuti e sequestrati un lingotto placcato d’oro e circa 400 pasticche apparentemente riconducibili al viagra.
Il materiale sarebbe stato segnalato come scomparso da una cittadina cinese di 23 anni, che aveva denunciato l’assenza degli oggetti dopo una perquisizione effettuata nella sua abitazione di via Curtatone, dove vive insieme al marito, ritenuto una figura di riferimento nella comunità cinese locale per la gestione di armi.
La procura ha chiarito che il lingotto, inizialmente ritenuto in oro massiccio, presenta in realtà una composizione ben diversa. Le analisi hanno evidenziato che si tratta prevalentemente di cupronichel – una lega composta per l’85% da rame e per il 10% da nichel – con una presenza minima di oro, pari a circa il 3%, oltre a tracce di zinco e stagno. Il valore stimato si aggira quindi tra i 50 e i 100 euro, lontano dalle prime ipotesi che parlavano di un lingotto d’oro da mezzo chilo.
Un altro elemento rilevante riguarda la documentazione ufficiale: né il lingotto né le pasticche risultano inseriti nel verbale di sequestro redatto il 21 marzo, giorno in cui il marito della donna era stato arrestato all’interno del suo laboratorio clandestino.
Oltre all’ispettore, l’inchiesta della procura di Prato coinvolge anche altri otto agenti della squadra mobile, indagati per falso ideologico. Gli accertamenti sono in corso per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto durante le operazioni.
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