
La celebrazione, con la vicinanza del Papa, nella chiesa di Montespertoli alla presenza di autorità e del cardinale Giuseppe Betori
La chiesa di San Donato a Livizzano non è riuscita a contenere il grande concorso di popolo gremito sul sagrato addobbato a festa tra le bandiere italiane, vaticane e albanesi stretti attorno al Cardinale albanese Ernest Simoni nel 70° di ordinazione presbiterale. La chiesa montespertolese tanto cara al Cardinale e visitata centinaia di volte nei 10 anni dal suo trasferimento presso l’Arcidiocesi di Firenze dopo essere stato creato Cardinale nel novembre del 2019 dal Santo Padre Francesco di venerata memoria. Il venerato porporato alla sua età di 98 anni ha accolto insieme al parroco Don Cristian Meriggi, il Cardinale Giuseppe Betori Arcivescovo Emerito di Firenze che con tanta paternità e amore lo accolse nel capoluogo toscano nominandolo canonico della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Presenti le massime autorità civili e militari fra cui il comandante della compagnia Carabinieri Scandicci Capitano Riccardo Cuneo, il comandante della stazione Carabinieri Montespertoli Maresciallo Simone Soldi, il personale della Polizia di Stato, i vertici della Polizia Locale Unione Mugello Comandante Cav. Paolo Baldini, il presidente regionale Nastro Azzurro Generale Salvatore Scafuri. Per l’occasione i vertici della Benemerita Arma dei Carabinieri a cui il Cardinale Simoni è legato da una grande amicizia nelle sue tante visite alla Scuola Marescialli e Brigadieri Firenze, hanno concesso per la storica occasione la presenza dei Carabinieri in alta uniforme per così onorare l’eroica figura di Sua Eminenza.
Don Ernest ordinato sacerdote nella cattedrale di Santo Stefano a Scutari il 7 aprile 1956, ingiustamente vittima di prigionia e torture da parte del regime ateo albanese del dittatore Enver Hoxha che più volte l’ha condannato a morte, pena capitale commutata in carcere a vita e lavori forzati subiti per 28 anni dal 1963 al 1981 Don Ernest non ha mai interrotto il suo ministero sacerdotale e il suo apostolato, nè in libertà e nè durante la prigiona dove per tutto è stato un padre, un amico, una guida spirituale. Prima del solenne pontificale il parroco Don Cristian prendendo la parola ringraziando i porporati e le tante autorità presenti, ha fatto dono ai due Cardinali di una croce pettorale opera unica dell’artigianato fiorentino della bottega dalla famiglia Penko, il cui maestro Paolo con i figli ha incastonato centrale alle due croci la riproduzione dell’antico sigillo di San Giovanni Battista concesso dalla società di San Giovanni, questo per far sì di segnare il forte legame con Firenze e con il suo Santo Patrono del Cardinale per i 16 anni come Arcivescovo di Firenze e del Cardinale Simoni d’adozione ormai fiorentina.
La solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinal Giuseppe Betori, concelebrata da tanti sacerdoti giunti da più parti è stata animata dal coro parrocchiale con il servizio liturgico dei Cavalieri di Maria della Confraternita del Roseto Perpetuo di Maria. "Per chi condivide la vita di Gesù, il male non ha l’ultima parola - ha affermato il Cardinale Betori nell’omelia - Ne offre una testimonianza vivente il nostro caro Card. Ernest Simoni che accompagniamo con la nostra preghiera nel rendere grazie al Signore nei settanta anni di sacerdozio. Le forze della morte, un’ideologia che intendeva privare l’uomo della sua dignità, in particolare la dignità dei figli di Dio, un regime oppressivo di ogni libertà e seminatore di violenza a e di morte , cercando di schiacciare l’esistenza di Don Ernest che più volte lo minacciarono di morte, ma alla fine la vita ha vinto il Signore ha premiato la sua "intrepida fedeltà alla chiesa specialmente nel tempo della persecuzione e prigionia" come si esprime la benedizione che Papa Leone gli ha fatto giungere in questa occasione ed egli ora è qui, con la sua persona a testimoniare la forza della fede e la potenza della risurrezione. La sua persona e la sua parola sono totalmente a servizio del Vangelo, alla promozione della fede, alla lotta contro il peccato e quindi contro Satana e le sue manifestazioni, alla diffusione della devozione alla Vergine Maria. L’età non ferma certamente il suo cuore generoso ed egli non teme di affrontare viaggi e disagi perché in tanti possano essere raggiunti dalla parola di Dio che salva, dal dono della misericordia divina, dall’esperienza della potenza della salvezza".
"Mai avrei pensato di arrivare a festeggiare il mio 70° anniversario, mai lo avrei immaginato quando ero davanti alle mitraglie puntate, mentre mi minacciavano di spararmi, - ha affermato il Simoni - mai lo avrei immaginato mentre ero in prigione, mentre ero ai lavori forzati nelle miniere e nelle fogne, dove ogni giorno in quelle atroci sofferenze per noi prigionieri sembrava l’ultimo. Mai avrei creduto di essere a festeggiare l’anniversario di sacerdozio, la data per me più importante dell’anno con il Santo Padre, che ringrazio. Il mio grazie per l’affetto e la bellissima festa organizzata dalla parrocchia di San Donato a Livizzano a me tanto cara. Grazie al parroco il caro Don Cristian, a tutti i fedeli che hanno organizzato il ricordo del mio anniversario di sacerdozio".
Al termine della celebrazione il Cardinale Simoni, ancorché rientrato da poche ore dal Vaticano invitato dal Sommo Pontefice per questo importante anniversario, dove ha partecipato a fianco del Papa affacciandosi alla loggia delle benedizioni per la benedizione Urbi et Orbi scelto fra 245 porporati di tutto il mondo, non sottraendosi alle fatiche di questi giorni nella sua paternità ha elargito benedizioni donando a tutti la carezza della Chiesa.
Fonte: Ufficio stampa
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