
L'associazione che si occupa di recuperare, curare e liberare in natura animali feriti e in difficoltà si racconta: "Il Cras deve essere riconosciuto come deve"
Tassi, lepri, cerbiatti, uccelli, istrici, ricci ma anche un piccolo pipistrello, che dopo essere stato soccorso ha ripreso il volo tornando in natura. Non c'è specie che non riceva assistenza dal Cras Montespertoli Semia, centro recupero animali selvatici nelle colline tra Empolese Valdelsa e zona fiorentina. L'associazione, attiva dal 2010, è stata ospite di Cristina Ferniani ai microfoni di Radio Lady 97.7: al centro dell'intervista le attività portate avanti da volontarie e volontari, raccontate dalla veterinaria Donatella Gelli e dalla volontaria Rita Cirillo. "Siamo in grado di gestire tutte le specie" spiega Gelli, intervenendo nelle due tipologie di soccorso "quello per gli orfani, piccoli uccelli e mammiferi" trovati sul territorio o "per gli incidentati, animali feriti che arrivano attraverso un canale di recupero diretto o dalla consegna attraverso le forze dell'ordine".
E sono tanti gli ospiti all'interno della struttura, che dopo aver ricevuto le cure vengono liberati nel loro habitat. Come Mirto, un giovane istrice investito, che dopo un periodo di recupero è tornato nella sua tana. Questa una delle tante storie raccontate dal centro tramite la propria pagina facebook, compresi i tanto attesi momenti di liberazione e ritorno alla natura, filmati e pubblicati dall'associazione. "In questi giorni libereremo due civette trovate incidentate durante l'inverno che hanno concluso la riabilitazione" aggiunge la veterinaria Gelli.
Le difficoltà
Ma, come reso noto in più occasioni dal Cras Semia, non mancano le difficoltà. "C'è bisogno che il Cras venga riconosciuto come deve, a livello istituzionale e umano" ha detto in radio la volontaria Cirillo. L'attività della struttura è partita ormai 26 anni fa "sotto la polizia provinciale di Firenze, poi il servizio è passato sotto l'Asl Toscana centro e in questo momento c'è una situazione di transito tra l'Asl e la Regione" aggiunge Gelli. "Il volontariato, quello vero, è fatto di persone la cui vita ha un senso se tendono la mano a chi è in difficoltà, a 360 gradi, nei confronti di tutti gli esseri viventi sulla terra. Però non basta, gli animali mangiano, arrivano feriti, abbiamo una convenzione con un ambulatorio veterinario, ma tutto aumenta. In questo momento, da novembre come in altri periodi del passato, è rimasto tutto sulle nostre spalle".
La momentanea chiusura ad altri pazienti
Le difficoltà economiche, già affrontate negli anni, hanno portato nei giorni scorsi alla chiusura momentanea degli accessi di altri pazienti nel centro. In un aggiornamento sui social il centro ha scritto: "Stiamo per raggiungere un traguardo atteso da anni: la firma della convenzione urbanistica con il Comune di Montespertoli. È il risultato di un lavoro lungo e costante, portato avanti con l’obiettivo di rendere la struttura sempre più capace di offrire un servizio completo, a tutela di tutte le specie oggetto di soccorso. Ad oggi, però, manca ancora l’atto formale, che richiederà ulteriori tempi tecnici. Nel frattempo, la situazione resta estremamente delicata". Come spiegato "in questi mesi stiamo andando avanti esclusivamente grazie alle donazioni (cibo, parafarmaci, ecc.), che ci permettono di garantire il necessario agli animali, ma senza alcuna certezza per il futuro". Condizioni in cui "diventa impossibile anche occuparsi della manutenzione della struttura e programmare il lavoro in modo sostenibile. Per questo, con grande senso di responsabilità, abbiamo dovuto prendere una decisione difficile ma necessaria: per garantire la continuità delle cure agli animali attualmente presenti e non aggravare ulteriormente la situazione economica, saremo costretti a chiudere temporaneamente gli ingressi a tempo indeterminato, fino a quando non ci saranno condizioni più stabili e concrete. È una scelta che non avremmo mai voluto fare, ma che oggi rappresenta l’unico modo per continuare a garantire dignità e cura agli animali già presenti", con la promessa di nuovi aggiornamenti sulla situazione e sui pazienti.
Le convenzioni in arrivo
"Stiamo arrivando a concludere dei contratti, perché altrimenti non è possibile gestire una struttura così" prosegue l'organizzatrice e veterinaria Gelli. "Facciamo tutto, l'aiuto da parte delle persone è quotidiano ed è commovente. Però speriamo di concludere questa serie di contratti per avere una base certa, non è possibile inventarsi tutti i giorni, ed è difficile dire di no a chi arriva con un animale ferito". Con il Comune di Montespertoli "stiamo finendo un progetto urbanistico. Seguirà una convenzione per il soccorso dei pulli. Per gli animali incidentati la responsabilità è della Regione, stiamo firmando un contratto insieme all'associazione Amici animali a 4 zampe di Lajatico". Al momento "siamo scoperti" mentre "per quanto riguarda i comuni, tutti dovrebbero avere una convenzione con una struttura" per il soccorso a questo tipo di animali.
Come aiutare
Come aiutare? sulla pagina facebook del Cras Montespertoli Semia è possibile trovare i riferimenti per chi vuole effettuare una donazione all'associazione, che si occupa del recupero di animali selvatici in difficoltà per poter restituire loro la libertà. "Ciclicamente facciamo una lista del cibo che serve. Le donazioni servono a gestire le emergenze quotidiane, tutte diverse a seconda degli animali". Al momento l'aiuto più importante "è il cibo - affermano Gelli e Cirillo - con i contratti che firmeremo ci sarà qualche certezza in più, per poter gestire al meglio la struttura". Infine un appello: "Non solo a noi comuni cittadini - conclude la volontaria - ma anche a aziende agricole, negozi che vendono mangimi, se avessero voglia di fare una donazione".
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