Montevarchi, dossier infrastrutturale per sostenere il punto nascita della Gruccia

Un dossier di quasi 200 pagine, che approfondisce attraverso relazioni tecniche, studi del traffico e rassegne stampa, il tema delle forti difficoltà di collegamento tra i comuni del Valdarno e gli ospedali di San Donato ad Arezzo e Santa Maria Annunziata a Firenze, è stato inviato oggi dall’assessorato regionale ai trasporti alla Azienda Usl Toscana Sud Est, per illustrare con maggiore dettaglio le criticità al fine di allegare il documento alla richiesta di deroga che l’azienda sanitaria invierà al Comitato Nazionale Nascite del Ministero della Salute con il fine di scongiurare la chiusura del punto nascita dell’Ospedale del Valdarno.

La Regione Toscana sta lavorando, con fronte compatto insieme ai sindaci del Valdarno, per evitare la chiusura del punto nascita dell'ospedale Santa Maria alla Gruccia a Montevarchi – ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Gianicon il territorio stiamo facendo ‘gioco di squadra’, sia per aumentare il numero delle nascite nella struttura, sia per far conoscere e valutare dal Ministero le specificità dell'area. Santa Maria alla Gruccia è una struttura efficiente e in posizione strategica, il suo mantenimento in funzione anche a fronte di un numero di parti inferire a quanto previsto dai parametri nazionali è essenziale per garantire un servizio efficace e sicuro per la partorienti del Valdarno”.

Il dossier – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni - è stato elaborato dai nostri uffici nel corso dell’ultimo mese e mezzo ed è già stato analizzato e condiviso già nei giorni scorsi con l’Azienda Usl e la Conferenza dei sindaci del Valdarno. E’ composto da tre parti ed è frutto di un lavoro accurato da parte degli uffici regionali, un lavoro elaborato con unico scopo: rivalutare il parere negativo dello scorso anno sul punto nascita di Santa Maria alla Gruccia, assolutamente fondamentale e strategico per il Valdarno”.

Il dossier – aggiunge Boniè composto anzitutto da una relazione di 18 pagine che illustra la situazione delle infrastrutture e i lunghi tempi di percorrenza tra il Valdarno e gli ospedali di San Donato ad Arezzo e Santa Maria Annunziata a Firenze sud. Seguono uno studio sul traffico di oltre 100 pagine ed un rassegna stampa che documenta l’alta incidentalità e le frequenti code registrate tra il gennaio 2025 e il gennaio 2026, dati oggettivi e puntuali che crediamo possano dimostrare la necessità di mantenere attivo il punto nascita e portare ad una rivalutazione delle decisioni prese”.

I dati contenuti nel dossier evidenziano con chiarezza una criticità strutturale: i tempi di percorrenza reali superano mediamente frequentemente i 60 minuti, fino a punte di 80 minuti legate a traffico intenso (90 per le partorienti che usano il TPL che per il Valdarno sono moltissime), presenza diffusa di cantieri, interventi di manutenzione, elevata incidentalità e limitazioni alla circolazione. Le analisi, basate su diversi scenari di traffico, dimostrano che queste condizioni non sono eccezionali ma ricorrenti e che i incidenti con lesioni lungo l’asse di riferimento si verificano mediamente un giorno su quattro, generando rallentamenti e code significative senza considerare che non abbiamo dati su guasti e code per invidianti minori senza lesioni. Quindi la media è ancora più bassa.

Contrapposta a queste criticità – conclude Bonitroviamo la richiesta di deroga della Asl Toscana Sud Est che conferma il pieno rispetto degli standard clinici e organizzativi del punto nascita della Gruccia, evidenziandone la qualità, la sicurezza e anche una dinamica positiva nei numeri, con un incremento dei parti nei primi mesi dell’anno. Tutti elementi che rafforzano una convinzione chiara: il punto nascita della Gruccia rappresenta un presidio essenziale, non solo sotto il profilo sanitario, ma anche per garantire equità di accesso ai servizi in un territorio che presenta oggettive criticità infrastrutturali”.

Segue sintesi della relazione

Tra le criticità prese in considerazione per dimostrare la necessità di mantenere attivo il punto nascita di Montevarchi ci sono:
- la mancata realizzazione di alcuni interventi stradali;
- le criticità sulla rete autostradale per chiusure programmate e per il divieto di sorpasso dei mezzi pesanti;
- i dati di traffico rilevati dal Sistema di monitoraggio in continuo dei flussi di traffico sulle strade regionali;
- i dati degli incidenti stradali sulle strade locali e sull’autostrada A1 della banca dati SIRSS-ISTAT;
- i dati del TPL su ferro e gomma.

Per quanto riguarda le carenze infrastrutture, sono stati ricordati:
- il mancato completamento della Variante alla SR 69 “Bretella Le Coste – Casello Valdarno Lotto 2” tra Montevarchi e Terranuova Bracciolini da parte di Autostrade per l’Italia. La Regione ha più volte evidenziato l’urgenza di realizzare quanto prima quest’opera, che prevede anche la realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Arno e del collegamento tra la rotatoria della variante alla SR 69 a Terranuova Bracciolini e la rotatoria di viale Leopardi a Montevarchi, che consentirebbe un accesso rapido al casello autostradale dell’A1 di Valdarno.

- l’assenza della terza corsia A1 tra Firenze Sud e Incisa Valdarno (19 km, per un investimento complessivo di oltre 643 milioni. Realizzato a dicembre 2025 l’86,4% con previsione fine lavori a dicembre 2026). I lavori in corso comportano frequenti rallentamenti e code. I disagi impattano anche sul tratto autostradale del Valdarno, è infatti da considerare il transito sia dei mezzi di cantiere che di quelli di soccorso e polizia che intervengono per le operazioni di competenza.

- l’assenza della terza corsia A1 tra Incisa Valdarno e Valdarno (18,4 km). Approvato il progetto definitivo. La Regione ha sollecitato più volte il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a provvedere in tempi celeri all’approvazione del progetto esecutivo dell’opera e il finanziamento. I lavori avranno una durata minima di 53 mesi e causeranno forti disagi alla circolazione autostradale, non minori a quelli che oggi si determinano giornalmente sulla tratta Firenze Sud- Incisa.

- l’assenza di terza corsia A1 nel tratto Valdarno – Arezzo, nel quale non è previsto né programmato dal MIT l’adeguamento a 3° corsia autostradale. Presenti spesso lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che comportano limitazioni di velocità e restringimenti di percorrenza su unica corsia per senso di marcia.

- chiusure programmate sull’Autostrada A1: possibili chiusure totali o parziali delle carreggiate autostradali per l’effettuazione di interventi programmati di Autostrade per l’Italia possono rivelarsi determinati per chi dovesse spostarsi con urgenza lungo l’autostrada per raggiungere gli ospedali di Arezzo o Bagno a Ripoli.

- divieto di sorpasso per i veicoli con peso complessivo superiore a 12 tonnellate: A seguito di recenti incidenti mortali avvenuti nella tratta, Autostrade per l’Italia in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Polizia Stradale, le Prefetture dei territori interessati, ha adottato a scopo sperimentale il divieto di sorpasso nel tratto dell’A1 compreso tra Incisa-Reggello e Chiusi per i veicoli con peso complessivo superiore a 12 tonnellate, un’ulteriore limitazione che può rallentare la marcia in entrambe le direzioni.

• Per quanto riguarda il monitoraggio del traffico, invece, si ricorda che la Regione Toscana ha implementato nel 2015 un sistema di monitoraggio in continuo dei flussi di traffico sulle strade regionali, composto da 108 postazioni di misura.
Sono stati estratti dal Sistema di monitoraggio e successivamente analizzati i dati delle postazioni installate sulla S.R. 69 nell’area del Valdarno e sulla S.R. 222 in località Ponte a Ema (Bagno a Ripoli). Dai dati emerge che nelle fasce orarie del mattino (7:00-9:00) e nel pomeriggio (17:00- 19:00) una notevole percentuale di veicoli (dal 25% ad oltre il 90%) viaggia con velocità inferiore ai 30 km/h, mentr la percentuale scende sotto il 5% nelle altre ore della giornata. Questo testimonia un traffico molto rallentato o congestionato per parte del mattino e del pomeriggio-sera.

• I dati sugli incidenti stradali lungo le strade locali e sull’autostrada A1 rilevati dalla banca dati SIRSS-ISTAT evidenziano che molte tratte della S.R. 69 nell’aretino risultano ad incidentalità elevata o molto elevata, così come la S.R. 222 dall’intersezione con Via Lungo L’Ema a quella con Via Antella (arco stradale di colore rosso) a Bagno a Ripoli. Tali livelli di incidentalità evidenziano un rischio non trascurabile di coinvolgimento, anche indiretto, in incidenti lungo l’itinerario considerato, con conseguente allungamento dei tempi di percorrenza.
L’annualità 2025 è ancora in fase di validazione da parte di Istat, ma nel 2024 in totale, tra i caselli di Firenze Sud e Valdarno sono stati registrati 69 incidenti stradali (di cui 50 tra Firenze Sud e Incisa e 19 tra Incisa e Valdarno). Tra i caselli di Valdarno e Arezzo, invece, gli incidenti risultano in totale 24. Considerata tutta la tratta, dunque, gli incidenti ammontano a 93 e questo comporta che nel 2024 in media ogni 4 giorni l’autostrada è stata interessata da un incidente stradale con lesioni.

• Infine riguardo ai tempi di percorrenza, sono stati verificati tramite Google Maps i tempi di percorrenza tra l’Ospedale Santa Maria alla Gruccia di Montevarchi e gli ospedali di Arezzo (Ospedale San Donato) e Bagno a Ripoli (Ospedale Santa Maria Annunziata). Alle ore 11:00 di domenica, in condizioni di flusso libero, il tempo necessario a raggiungere gli ospedali alternativi al punto nascita della Gruccia è stato stimato in circa 30 minuti, in condizioni ottimali e assenza di criticità sulla rete stradale locale e autostradale. Queste tempistiche, tuttavia, nei giorni feriali e nelle ore di punta sono risultate allungarsi inevitabilmente, per cui è da considerarsi necessario stimare un incremento medio di circa 15 minuti, per code e rallentamenti sulla rete stradale locale nelle ore di maggiore intensità del traffico.
Inoltre i tempi si allungano notevolmente se non si considera come punto di partenza l’Ospedale della Gruccia ma si prendono come punto di partenza le principali località del Valdarno (tempi di percorrenza fino a 50 minuti in condizioni ideali, fino ad 80 minuti con criticità o congestione del traffico).

• Va infine ricordata l’ulteriore difficoltà in cui incorrerebbero le partorienti che non hanno a disposizione un veicolo privato, dato che per raggiungere gli ospedali di Arezzo o Firenze dovrebbero combinare più mezzi pubblici, come bus e treno (tra Montevarchi-Terranuova/ San Giovanni Valdarno e Arezzo o Firenze S.M.N. i tempi di percorrenza sono quantificabili in circa 60 minuti, nel caso del presidio ospedaliero di Arezzo, e circa 90 minuti nel caso del presidio ospedaliero di Firenze).

In sintesi, tenuto conto delle molteplici criticità e dell’alta probabilità di non incorrere in condizioni ottimali di traffico, i tempi realistici per raggiungere i presidi ospedalieri di Arezzo e Firenze dai centri abitati del Valdarno sono da considerarsi tra i 60 minuti (55 considerando anche Laterina Pergine Valdarno) e gli 80 minuti.

Fonte: Regione Toscana

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