
Il sindaco Roberto Ciappi: "Il legame istituzionale che unisce il nostro paese al popolo Saharawi è un percorso di solidarietà internazionale che mira a supportare il diritto all’autodeterminazione di questo popolo"
Sono la consigliera comunale Martina Ricci, con delega alle Politiche giovanili, e Cecilia Bandini della Consulta dei Giovani di San Casciano a rappresentare il Comune di San Casciano in Val di Pesa nella missione istituzionale nei campi profughi Saharawi, in corso in questi giorni, guidata dal Comitato Selma 2.0. “Abbiamo fatto il giro delle province – fa sapere la consigliera comunale Martina Ricci - Ausserd, Smara, Dahkla per il progetto EPI-DIA, promosso dal comitato Selma 2.0 e da Saharawi insieme Odv, che sostiene famiglie con bambini affetti da epilessia o diabete, il progetto prevede la fornitura di farmaci e l’erogazione di un contributo economico”.
Le giovani sancascianesi hanno avuto la possibilità di incontrare i rappresentanti istituzionali di Mahbes, comune gemellato con San Casciano dal 7 aprile 1996. “In occasione dei 30 anni del percorso di amicizia – continua Martina Ricci - e della visita nei campi profughi abbiamo rinnovato il patto di amicizia, a sostegno della causa Saharawi, con l’impegno a sensibilizzare, promuovere informazione e attivarci nell’accoglienza della delegazione Saharawi, come facciamo ogni anno con i gruppi dei bambini e delle bambine, piccoli ambasciatori di pace, che trascorrono un periodo estivo nel nostro territorio”. Il viaggio istituzionale si concluderà con la celebrazione di uno speciale anniversario: i 50 anni della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), a cui Martina Ricci e Cecilia Bandini prenderanno parte come componenti della delegazione italiana.
“Il legame istituzionale che unisce il nostro paese al popolo Saharawi, - dichiara il sindaco Roberto Ciappi - che continueremo a portare avanti con la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani del nostro territorio, è un percorso di solidarietà internazionale che mira a supportare il diritto all’autodeterminazione di questo popolo, oltre a confermare il rapporto con la Repubblica Araba Saharawi Democratica. Il nostro intento è quello di mantenere alta l’attenzione su un conflitto che non si deve dimenticare ma deve essere sostenuto e rafforzato da un costante dialogo interculturale per il rispetto dei diritti umani universali e il riconoscimento della dignità di un popolo in esilio da oltre cinquant’anni”.
Fonte: Associato del Chianti Fiorentino - Ufficio Stampa
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