
Oggi alle 18 alla biblioteca comunale l’appuntamento con Ottavia Nuti Budini Gattai e Alessandro Verrie: dati, strumenti e consigli pratici per ridurre il divario finanziario tra uomini e donne
Un nuovo appuntamento aperto al pubblico, che mira a promuovere informazione e consapevolezza sul tema della finanza di genere, nato da uno specifico progetto, curato da Ottavia Nuti Budini Gattai, frutto di un impegno del Comune di San Casciano per la tutela dei diritti delle donne. L’occasione di approfondimento sul tema della finanza al femminile si terrà questo pomeriggio alle ore 18 presso la sala conferenze “Lucia Bagni” della biblioteca comunale con Ottavia Nuti Budini Gattai e Alessandro Verrie.
Alcuni dati divulgati dal progetto parlano chiaro: il 37 per cento delle donne in Italia non ha un conto corrente proprio e il 50 per cento dichiara di non avere conoscenze finanziarie. Sono molte le donne che non hanno un reddito oppure hanno un reddito molto basso e non dichiarabile: 3 donne su 10 non sono titolari di un conto corrente bancario, 4 donne su 10 dipendono economicamente dal marito. Ad introdurre l’iniziativa sarà il sindaco Roberto Ciappi. Ingresso libero. Per saperne di più sull’argomento Ottavia Nuti Budini Gattai ha risposto ad alcune domande e interrogativi che saranno oggetto di approfondimento questo pomeriggio.
Che cos’è la finanza di genere?
La finanza di genere è un approccio che tiene conto delle differenze economiche, sociali e lavorative tra uomini e donne nella gestione del denaro, negli investimenti e nell’accesso ai servizi finanziari. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze e rendere le donne più autonome e consapevoli nelle scelte economiche.
Ma a cosa serve, concretamente?
Serve a colmare un divario ancora evidente: le donne, mediamente, guadagnano meno, hanno carriere più discontinue e investono meno rispetto agli uomini. Questo si traduce, nel lungo periodo, in una minore sicurezza economica, soprattutto in vista della pensione. La finanza di genere interviene proprio qui, favorendo educazione, accesso agli strumenti finanziari e maggiore consapevolezza. In Italia il quadro resta critico. Il livello di educazione finanziaria è ancora basso, soprattutto tra le donne, e il gap si riflette sia nei redditi sia nella gestione del risparmio. C’è una minore educazione finanziaria femminile, i redditi medi sono più bassi e le carriere più discontinue. Questo si traduce spesso in pensioni più basse e minore sicurezza economica futura. A pesare sono anche fattori culturali e sociali, come la maggiore responsabilità nella gestione familiare e le interruzioni di carriera.
Quali sono, allora, le soluzioni?
La risposta passa innanzitutto dall’educazione finanziaria, da introdurre già in giovane età. A questo si aggiungono strumenti semplici e accessibili, come i piani di risparmio. Fondamentale anche il ruolo delle istituzioni nel sostenere l’occupazione femminile e garantire maggiore equità. Un concetto centrale è quello di risparmio consapevole. Non significa semplicemente mettere da parte denaro, ma farlo con un obiettivo preciso. Sapere quanto si guadagna, quanto si spende e perché si risparmia è il primo passo verso una gestione efficace delle proprie finanze. In questo contesto, la pianificazione delle entrate e delle uscite diventa uno strumento indispensabile. Senza controllo, il rischio è quello di vivere alla giornata, senza costruire una reale stabilità economica. Pianificare, invece, permette di risparmiare meglio, investire con maggiore serenità e affrontare gli imprevisti. La finanza di genere non è solo una questione economica, ma culturale. E rappresenta una leva fondamentale per costruire una società più equa e consapevole. La chiave è combinare conoscenza e azione concreta.
Cosa vuol dire risparmiare con consapevolezza?
Significa avere una pianificazione chiara su emergenze, casa, spesa, pensione, evitare risparmi “casuali” e costruire un piano. Non è solo mettere da parte soldi, ma dare loro una direzione.
Quanto è importante la pianificazione delle entrate e uscite?
È fondamentale perché senza pianificazione si perde il controllo del denaro, si rischia di non risparmiare, diventa difficile vivere bene. È il primo passo verso qualsiasi forma di libertà finanziaria.
Un consiglio su come leggere bollette e buste paga?
Sulle bollette occorre controllare i consumi reali (kWh, metri cubi), distinguere tra costi fissi e variabili, verificare eventuali voci anomale. Quanto alla busta paga occorre guardare il netto, ma capire anche il lordo, controllare trattenute e contributi, verificare TFR e eventuali bonus. Capire questi documenti significa difendere il proprio denaro.
Fonte: Associato del Chianti Fiorentino - Ufficio Stampa
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