
L'europarlamentare toscano ha convocato al Parlamento europeo industria, Commissione europea e ricerca per difendere un'eccellenza che vale 18mila posti di lavoro in Italia e oltre 10mila in Toscana
Il futuro del distretto conciario italiano e toscano si gioca anche tra i corridoi di Bruxelles. L’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella ha organizzato al Parlamento europeo un incontro strategico per difendere il settore conciario italiano dalla minaccia del Regolamento UE sulla deforestazione. Attorno al tavolo di confronto si sono riuniti il Gabinetto della Commissaria europea Roswall, la Rappresentanza Permanente d'Italia, il presidente di UNIC Fabrizio Nuti, la Missione diplomatica del Canada, Australia e USA ed i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
La posta in gioco per la Toscana
Il settore conciario toscano, che si concentra a Santa Croce sull’Arno, Pescia e nel Valdarno, rappresenta un pilastro dell’economia europea. Si tratta infatti di un’eccellenza manifatturiera che dà lavoro a oltre 10mila persone (18mila in Italia) e alimenta esportazioni globali. Nelle prossime settimane la Commissione europea presenterà un Atto Delegato che potrebbe far includere pelli e cuoio in una "lista nera" di prodotti che contribuiscono alla deforestazione, con conseguenze potenzialmente gravi per le imprese del settore, spesso piccole e medie, che operano già su margini ridottissimi.
La posizione di Nardella
L'europarlamentare è netto: il cuoio non ha nulla a che fare con la deforestazione. Nessuno studio scientifico indipendente dimostra un nesso diretto. Infatti, come è stato evidenziato anche dai ricercatori del Sant’Anna di Pisa e dai vertici di UNIC, la stessa letteratura citata nel preambolo del regolamento indica la carne bovina come prodotto a rischio, non il cuoio, che è un sottoprodotto della filiera alimentare. Le concerie non hanno alcuna leva sulle pratiche agricole a monte, e i costi di tracciabilità imposti dal regolamento ricadrebbero su chi non ha né la responsabilità né gli strumenti per farli rispettare. Se le pelli non diventano cuoio, diventano rifiuti: il 40% delle pelli mondiali finisce già in discarica.
"Per la Toscana questo settore significa lavoro, famiglie, comunità. Sono qui a Bruxelles per difenderlo. Pelli e cuoio devono essere esclusi dall'Allegato I dell'EUDR. Non perché siamo contro la tutela delle foreste, ma perché una buona legge deve colpire i veri responsabili della deforestazione, non chi trasforma uno scarto in un materiale circolare e durevole” dichiara Nardella. "L'Atto Delegato arriva nelle prossime settimane. Ho voluto costruire questo confronto adesso, con la Commissione al tavolo, perché è adesso che si decide. E l'Italia e la Toscana devono farsi sentire”.
Fonte: Ufficio Stampa
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