Omicidio a Massa, analizzate le telecamere: ricostruiti i primi istanti dell’aggressione

Giacomo Bongiorni

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, ucciso a Massa davanti al figlio di 11 anni. Un contributo fondamentale alla ricostruzione dei fatti potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

In particolare, una telecamera puntata verso un kebab in piazza Palma avrebbe ripreso chiaramente le fasi iniziali dell’aggressione. I filmati sono attualmente al vaglio dei carabinieri, impegnati a chiarire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e le responsabilità dei coinvolti.

Secondo quanto emerso, Bongiorni sarebbe intervenuto per difendere il cognato, Gabriele Tognocchi, che poco prima aveva rimproverato un gruppo di giovani. Questi ultimi, almeno una decina secondo le testimonianze dei familiari, stavano lanciando bottiglie contro la vetrina di un negozio.

Al richiamo, il gruppo avrebbe reagito in modo violento, avvicinandosi in maniera minacciosa a Tognocchi e aggredendolo. L’uomo ha riportato la frattura del setto nasale e di una gamba. Subito dopo, l’attenzione degli aggressori si sarebbe spostata su Bongiorni, colpito con calci e pugni in un secondo e più violento attacco, rivelatosi fatale.

Nelle ultime ore, gli investigatori stanno concentrando il lavoro proprio sull’analisi delle immagini registrate. Una sequenza in particolare potrebbe risultare decisiva per comprendere con precisione la successione dei colpi e il ruolo di ciascun partecipante all’aggressione.

L’esame dei video sarà incrociato con i risultati dell’autopsia: un passaggio chiave che consentirà agli inquirenti di stabilire con esattezza le responsabilità penali dei singoli indagati e di delineare il quadro accusatorio.

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