Omicidio Bongiorni a Massa, il gip manda in carcere il 17enne: scontro sulla dinamica

Giacomo Bongiorni

Il 17enne in carcere a Firenze. La difesa parla di zona d'ombra nelle telecamere. Domani i funerali al Duomo, è lutto cittadino.


Prosegue il percorso giudiziario per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne di Massa ucciso in piazza Palma nel centro cittadino la sera dell'11 aprile. Nei giorni scorsi erano stati identificati cinque giovani coinvolti nella vicenda: due maggiorenni, sottoposti a fermo perché indiziati di concorso in omicidio volontario e tre minorenni. La comunità apuana si è stretta attorno ai familiari della vittima con una fiaccolata che, partita da piazza Garibaldi, ha attraversato il centro cittadino fino a raggiungere piazza Palma, luogo della tragedia.

La decisione del gip minorile di Genova

È stata disposta la custodia cautelare in carcere per il 17enne che era stato fermato per omicidio volontario in relazione alla morte di Giacomo Bongiorni, l'uomo ucciso davanti al figlio la sera dell'11 aprile scorso. La decisione è del gip minorile di Genova dopo l'udienza di convalida tenuta giovedì mattina. Il 17enne, che è uno dei cinque indagati per omicidio nella vicenda, è stato trasferito dalla polizia penitenziaria dal centro di prima accoglienza della città ligure all'istituto penale minorile di Firenze.

All'interrogatorio di garanzia il 17enne, assistito dal difensore avvocato Nicola Forcina, ha risposto alle domande e ha ribadito la circostanza della "testata" ricevuta da Bongiorni, a cui avrebbe risposto colpendolo con un pugno. Il gip minorile riporterebbe nell'ordinanza del contatto fisico tra Bongiorni e il 17enne.

La versione della difesa: "Due testimoni esterni confermano il racconto degli indagati"

La versione del 17enne di Massa arrestato con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni e dei co-indagati, ossia di aver reagito per difendersi dal 47enne ucciso davanti al figlio – come hanno ripetuto loro e anche i loro familiari – sarebbe "comprovata dai racconti di due testimoni, esterni alla vicenda e che si trovavano in piazza Palma" sabato 11 aprile. Lo riferisce il difensore, l'avvocato Nicola Forcina, spiegando che "uno è un altro minore, un amico del gruppo indagato il quale non ha partecipato alla scena ma ha visto", mentre "un'altra è una ragazza che era seduta a un tavolino del locale di piazza Palma insieme ad un conoscente". La ragazza, precisa il legale, non avrebbe nessun rapporto di conoscenza con i cinque indagati.
Tali posizioni sarebbero emerse durante l'interrogatorio di garanzia che il 17enne ha sostenuto davanti al gip minorile di Genova, dove ha ribadito quanto già detto al primo interrogatorio di domenica scorsa, quando è stato sottoposto a fermo di pg per omicidio volontario e rissa.

Il "vuoto" nelle telecamere e i racconti della fidanzata e del fratello

Il racconto dei testimoni – non solo quello dei due citati all'udienza di convalida – sarebbe utile anche per colmare un "vuoto" nelle immagini riprese dalle telecamere in piazza Palma, coperte anche da un albero. Altri racconti sono stati forniti dalla fidanzata di Bongiorni e dal fratello Gabriele Tognocchi, rimastor ferito nello scontro in cui è stato ucciso Bongiorni.
Secondo un altro difensore, l'avvocato Enzo Frediani, che assiste Eduard Alin Carutasu, 19 anni, "non abbiamo un filmato che copra integralmente la vicenda, c'è una zona d'ombra dopo l'inizio della rissa. Le telecamere di interesse per le indagini sono due ma non coprono tutto". "Si vede la fase iniziale della rissa ma la testata" di cui parla l'arrestato 17enne "non si vede", aggiunge Frediani, "poi le immagini documentano la fase conclusiva".

Domani i funerali al Duomo: proclamato il lutto cittadino

I funerali di Giacomo Bongiorni si terranno domani nel Duomo di Massa, alle ore 15. Il sindaco Francesco Persiani ha decretato il lutto cittadino "in segno di cordoglio e di partecipazione di tutta la città", con l'esposizione a mezz'asta delle bandiere, italiana ed europea, sul Palazzo Comunale e in altri palazzi pubblici, invitando la popolazione a partecipare e a evitare "comportamenti che contrastino con tale spirito".

Nel decreto Persiani proclama il lutto cittadino a causa del "deplorevole e brutale episodio di violenza", anche "considerato lo sconcerto in città e la necessità di ribadire la contrarietà a ogni forma di violenza e di intolleranza e per esprimere, in modo tangibile e solenne, il cordoglio, la vicinanza e la partecipazione al dolore della famiglia".

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