Precariato, UilTuCS Toscana: "Basta slogan. Servono certezze, dati oggettivi e stabilizzazioni"

Il sindacato "chiede alle aziende trasparenza, serietà e responsabilità"


La stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici precarie è una priorità assoluta e non più rinviabile per la UILTuCS Toscana. Un obiettivo concreto che riguarda l’intero sistema delle aziende operanti nel terziario.

Anche in Toscana, infatti, gli ultimi dati sull’andamento del lavoro registrano un preoccupante aumento della precarietà, nonostante molte società del terziario continuino ad affermare che la manodopera, specialmente quella giovane, non si trovi. Quello che non si trova invece, almeno secondo la UILTuCS Toscana, è la stabilità contrattuale garantita da un lavoro a tempo indeterminato full time.

Una precarietà che, sia nel turismo sia nel commercio, si traduce in un eccessivo ricorso a contratti stagionali, anche dove la stagionalità non esiste, e in numerosi contratti part time a tempo determinato che, nei fatti, comportano orari di lavoro dalla mattina alla sera, domeniche e festività comprese, offrendo del part time soltanto, quando va bene, lo stipendio mensile. A questo, negli ultimi tempi, si è aggiunta la diffusione di contratti che producono dumping al ribasso, sia economico che normativo, rispetto a quelli sottoscritti dalle organizzazioni sindacali confederali.

Sono queste le ragioni che da tempo hanno spinto la UILTuCS Toscana ad aprire, nelle numerose sedi presenti in tutta la regione, appositi sportelli dedicati alla denuncia, anche in forma anonima, del lavoro nero, del dumping contrattuale, della mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro e della precarietà esasperata e prolungata.

La UILTuCS Toscana ha inoltre avviato un percorso di contrattazione formale, in ogni settore e azienda per azienda, affinché vengano messi a disposizione dati chiari e completi sulle politiche occupazionali adottate negli ultimi anni. Perché è attraverso questi dati che si realizzano le stabilizzazioni che danno certezze alle lavoratrici e ai lavoratori; è con questi dati che si comprende chi tenta di mascherare la precarietà oppure di fare bella figura stabilizzando solo pochi lavoratori rispetto a numeri spesso cinque volte superiori.

L’obiettivo è comprendere nel dettaglio quali scelte siano state compiute dalle aziende in materia di contratti, stabilizzazioni e gestione del personale, per costruire un confronto basato su elementi concreti e verificabili e non su slogan del giorno.

Non tutte le società, però, sono disponibili a fornire i dati, a rendersi trasparenti e a dare una risposta positiva al personale. Paradossalmente, sono proprio le società che hanno appalti con la pubblica amministrazione quelle che tentano maggiormente di sottrarsi al confronto.

Uno degli ultimi esempi negativi è quello di Opera Laboratori Fiorentini, che per anni ha attuato una politica di massima precarietà e oggi tenta di riscattarsi con l’assunzione di 3 o 4 lavoratrici, quando, se fornisse i dati richiesti, le assunzioni a tempo indeterminato potrebbero superare le 10 persone, lavoratrici e lavoratori che con queste nuove certezze potrebbero costruirsi quelle famiglie e quelle soddisfazioni che continuano a essere negate.

Opera Laboratori Fiorentini, insieme alle associazioni che l’assecondano e alle amministrazioni pubbliche che non aiutano nei controlli, si vanta di fare assunzioni a tempo indeterminato. Ad oggi, però, non è chiaro il numero complessivo delle persone effettivamente stabilizzate, in che modo siano state stabilizzate, con quale tipologia contrattuale e neppure dove tali stabilizzazioni siano avvenute.

Si tratta di informazioni fondamentali, senza le quali non è possibile effettuare una valutazione seria e trasparente delle scelte aziendali. Solo slogan, privi di un reale contenuto.

La UILTuCS Toscana, proprio per evitare il rischio di consolidare ulteriori forme di precarietà invece di superarle, non lancia slogan ma denuncerà pubblicamente lo sfruttamento di persone, uomini e donne, che hanno paura di parlare e vivono quotidianamente in un clima di tensione.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il lavoro precario in lavoro stabile, restituendo dignità e prospettiva a chi da anni garantisce servizi fondamentali nei settori del turismo e del commercio.

«Non ci interessa fermarci agli annunci — sottolinea la UILTuCS Toscana —. In questi anni sono state ascoltate molte dichiarazioni di principio contro il precariato, ma troppo spesso non si sono tradotte in risultati reali. Per questo viene chiesta trasparenza: i dati sono il punto di partenza per qualsiasi percorso serio».

Fonte: UILTuCS Toscana

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