
8.000 presenze in tre giorni, il dato più alto dal 2019: si chiude con numeri in crescita l’edizione 2026 del Bright Festival, che si è svolta dal 17 al 19 aprile a Firenze, confermandosi come uno degli appuntamenti più riconoscibili nel panorama nazionale dedicato all’arte contemporanea digitale apprezzato anche oltre i confini locali.
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di oltre 60 artisti, speaker e ospiti internazionali, con oltre 120 ore di formazione, mostre e spettacoli in 3 location della città, coinvolgendo un pubblico proveniente da oltre 28 città italiane e 16 paesi stranieri.
“Siamo molto soddisfatti di questa edizione - commentano Claudio Caciolli e Luciano D’Agostini, organizzatori del Bright Festival -. Tutte le installazioni sono state vissute con grande partecipazione e curiosità dal pubblico che sempre di più apprezza le nuove forme di espressione artistica e ha voglia di partecipare ad eventi culturali intergenerazionali. Il festival continua a crescere, ma soprattutto si consolida nella qualità dell’esperienza offerta: ogni opera è stata osservata, rispettata e condivisa con attenzione, segno di un pubblico sempre più consapevole”.
“L’evento – continuano - si conferma un punto di incontro fra generazioni, mondi creativi e linguaggi diversi. Dai bambini agli adulti, il pubblico ha condiviso spazi ed emozioni, diventando parte integrante delle opere e trasformando ogni installazione in un’esperienza collettiva”.
Tra gli highlight artistici, tre opere iconiche hanno segnato in modo particolare questa edizione: Halos di SpY, Ataraxie di Collectif Coin e Organysmo di LedPulse, firmate da studi di fama internazionale che stanno ridefinendo i linguaggi della creatività digitale contemporanea.
“Dietro ogni opera – aggiungono gli organizzatori – c’è infatti il lavoro corale di professionisti che operano nel mondo degli eventi, del design e della produzione audiovisiva, ma che al Bright Festival trovano uno spazio libero per sperimentare e dare forma a nuove idee creative”.
“Grande partecipazione – proseguono Caciolli e D’Agostini - anche per le sezioni Bright Festival Pro e Bright Tech, che hanno riunito professionisti, aziende e istituzioni attorno ai temi dell’innovazione e delle infrastrutture digitali. A completare il programma, il successo del Night Show, che ha promosso la cultura della musica elettronica in dialogo con le arti visive, confermando l’identità ibrida e immersiva del festival”.
A rendere questa edizione ancora più significativa è stata anche la crescente attenzione delle istituzioni e degli stakeholder verso un progetto che continua a dimostrare il proprio valore culturale e creativo per la città.
“Il Bright Festival – concludono gli organizzatori – non è un evento tecnologico, ma un festival artistico contemporaneo specializzato in arte digitale. In Italia esistono poche realtà con queste caratteristiche e Firenze può consolidare sempre più il proprio ruolo come punto di riferimento per questa nuova identità artistica. Stiamo già lavorando alla prossima edizione con l’obiettivo di continuare a sorprendere il pubblico e costruire un progetto capace di raccontare il presente e immaginare il futuro”.
Fonte: Ufficio stampa
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