Sequestro azienda alimentare nell'Empolese, amministratori accusati di bancarotta fraudolenta

Avrebbero trasferire l'attività ad una società collegata per sfuggire al Fisco. Amministratori accusati di bancarotta fraudolenta


Avrebbero svuotato una società indebitata trasferendo l'attività a un'altra collegata per sfuggire al Fisco, ottenuto rimborsi IVA e finanziamenti pubblici indebiti. Questo quanto emerso da un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze che ha al sequestro preventivo nei confronti di una società a responsabilità limitata operante nel commercio all'ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari nell'area empolese. Il provvedimento riguarda le quote sociali, il ramo d'azienda condotto in locazione e tutti i beni aziendali. La Procura aveva richiesto la contestuale liquidazione giudiziale che è stata poi pronunciata dal Tribunale fallimentare. Gli amministratori della società sono accusati di bancarotta fraudolenta.

L'operazione è stata eseguita oggi, 22 aprile 2026, dai militari della Sezione di Polizia Giudiziaria - Aliquota Guardia di Finanza - e dal Comando Provinciale di Firenze, Compagnia di Empoli, su delega della Procura.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società sarebbe stata al centro di un sistema finalizzato a sottrarre il patrimonio aziendale ai creditori e all'Erario.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Firenze, hanno evidenziato "come gli amministratori, quando questa era gravata da ingenti debiti, avrebbero distratto l'azienda stipulando un contratto di locazione le cui rate non venivano in gran parte pagate, a favore di una seconda società avente la stessa compagine societaria, lasciando tutti i debiti in capo alla prima". Le due realtà imprenditoriali, seppur apparentemente distinte, sarebbero "a tutti gli effetti identificabili in un unico soggetto economico, stante l'impiego degli stessi lavoratori e dei medesimi mezzi produttivi".

Gli amministratori della società sarebbero coinvolti anche in un altro procedimento collegato: sarebbero tra gli undici rinviati a giudizio per una presunta frode fiscale di tipo carosello, basata su una triangolazione di società tra Campania, Empolese Valdelsa e Romania. Il sistema avrebbe consentito la creazione di crediti IVA fittizi per oltre un milione di euro nel periodo 2019-2021, di cui circa 600mila euro sarebbero stati bloccati prima dell’erogazione.

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