"Capannone con amianto vicino a case e asilo nido": la denuncia dei cittadini di Sovigliana

In via Verdi e via Galilei, il comitato attacca: "La struttura ha superato i 60 anni, la vernice protettiva si stacca lasciando l’Eternit nudo ed esposto alle intemperie"


“C’è un mostro di cemento e amianto che respira sopra le teste dei bambini di Sovigliana, e nessuno sembra volerlo fermare”.

È l'attacco dei membri del Comitato "NO amianto" di Sovigliana, preoccupati per la salute degli abitanti di via Verdi e via Galilei e da 10 anni da oltre 10 anni in lotta con un'azienda che ha una copertura in amianto a ridosso delle abitazioni e del nido d’infanzia di Villa Righini.

“Nonostante le denunce, le segnalazioni e le battaglie che si trascinano da anni, il tetto dei capannoni dello Scatolificio Leonardo, con sede in via Marconi, continua a sfaldarsi, rilasciando fibre killer a pochi metri dal giardino di Villa Reghini (frequentato da molti bambini) e dalle case di oltre sessanta famiglie”.

“La struttura - prosegue il comitato - ha superato i 60 anni e 15 anni fa, dopo una durissima mobilitazione dei residenti, i proprietari furono costretti a un intervento di sigillatura, ma il tempo non sconta nessuno, tantomeno l’amianto. Oggi quella vernice protettiva si stacca a lembi, lasciando l’Eternit nudo ed esposto alle intemperie”.

“I segni del degrado sono visibili a occhio nudo: la copertura è invasa dal muschio, le cui radici sgretolano la matrice del materiale e frammenti di tetto sono stati segnalati nelle aree abitative circostanti. Non si tratta solo di una questione di degrado (vi sono anche rifiuti e vetri rotti ai lati del capannone), ma di una bomba ecologica a orologeria”.

capanonne amianto eternit Sovigliana 2026 (1)

capanonne amianto eternit Sovigliana 2026 (1)

via Verdi e via Galilei (2)

via Verdi e via Galilei (1)

capanonne amianto eternit Sovigliana 2026 (2)

“Secondo le normative vigenti - attaccano i residenti - i proprietari avrebbero dovuto garantire i controlli e la manutenzione periodica, ma questo non è avvenuto, denunciano con rabbia i residenti di via Verdi, via Galilei e il comitato “No amianto”. Com’è possibile che una struttura così fatiscente, situata nel cuore di un centro abitato non sia soggetta a interventi coatti? Non si riesce a comprendere l’immobilismo delle istituzioni: neanche il nuovo Sindaco è riuscito a intervenire per la tutela della salute dei suoi cittadini”.

“Nonostante le formali segnalazioni inviate e i sopralluoghi della ASL, l'amministrazione comunale non è riuscita a intervenire per obbligare i proprietari dello scatolificio a fare gli interventi necessari e dare risposte ai cittadini. Chi si assume la responsabilità se un bambino dovesse respirare quelle fibre killer?”.

“La salute pubblica, specialmente quella dei 'cittadini più giovani', non può essere merce di scambio né vittima della burocrazia. Sovigliana - concludono i membri del comitato -  non può più aspettare che il vento mobilizzi le fibre di amianto di quelle coperture. Chiediamo risposte immediate e trasparenza sui motivi per cui, fino ad oggi, si è preferito il silenzio all'azione”.

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