La Basilica di Santo Spirito ritrova la sua voce: restaurato l’organo storico

foto di archivio

Dopo decenni di silenzio, la Basilica di Santo Spirito torna a essere attraversata dal suono del suo organo, rimesso in funzione grazie a un intervento di recupero che ha interessato anche la cantoria e la cassa decorativa. Il progetto, sostenuto dalla Friends of Florence, è stato presentato oggi all’interno della chiesa.

Il restauro ha offerto anche nuove acquisizioni sul piano storico: gli studi condotti hanno consentito di collocare con precisione la realizzazione originaria dello strumento e della cantoria tra il 1551 e il 1553, per una spesa complessiva di mille scudi, esclusi gli interventi di doratura. La struttura, in legno di noce finemente lavorato, presenta decorazioni di grande pregio con inserti dorati e dettagli argentati. In epoche successive, l’insieme era stato ricoperto da una vernice grigia, probabilmente per ragioni funzionali; il restauro ha invece riportato alla luce l’aspetto originale, restituendo leggibilità agli elementi decorativi.

Il priore padre Giuseppe Pagano ha parlato di un momento atteso a lungo, sottolineando come il progetto architettonico della basilica, firmato da Filippo Brunelleschi, tenesse conto anche della dimensione sonora dello spazio. L’organo oggi presente risale al 1824, quando sostituì quello cinquecentesco.

Secondo la soprintendente Antonella Ranaldi, il recupero restituisce non solo uno strumento musicale, ma un elemento essenziale dell’identità del complesso: i suoi suoni torneranno a dialogare con l’equilibrio architettonico dell’edificio, accompagnando funzioni religiose ed eventi culturali.

La riapertura al pubblico sarà accompagnata da due momenti celebrativi: un concerto il 24 aprile e una celebrazione liturgica il 26 aprile, presieduta dall’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli.

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