Una tesi per riscoprire l'arte di Adriana Pincherle

La tesi di laurea magistrale di Giovanna M. Carli


Si è laureata ieri con il massimo dei voti Giovanna M. Carli, conseguendo la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte con una tesi dedicata ai dipinti di Adriana Pincherle, conservati presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze.

Un lavoro di ricerca ampio e rigoroso che ha indagato non solo il corpus pittorico dell’artista — sorella dello scrittore Alberto Moravia — ma anche il suo ruolo nel sistema culturale del Novecento, contribuendo in modo significativo alla sua rivalutazione critica nell'anno del suo trentennale dalla morte. Al centro dello studio emerge la dimensione narrativa della pittura di Pincherle, letta come dispositivo di memoria e costruzione culturale, capace di dialogare profondamente con l’ambiente archivistico che oggi la accoglie.

Il traguardo raggiunto da Carli si inserisce in un percorso accademico solido e coerente. Dopo aver conseguito la Laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa con indirizzo storico-artistico e votazione di 110/110 e lode, ha proseguito gli studi a Firenze, dove ha ottenuto una specializzazione in Storia dell’Arte con il massimo dei voti, fino al conseguimento della laurea magistrale. A questo si aggiunge il Diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze, una formazione che ha rappresentato uno strumento fondamentale per affrontare con rigore la ricerca documentaria e la lettura delle fonti.

Accanto agli studi, Carli ha sviluppato negli anni un’intensa attività professionale e scientifica. Ha collaborato con istituzioni di primo piano, tra cui la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, oltre che con il Consiglio regionale della Toscana, contribuendo alla realizzazione di mostre e progetti culturali nonché alla costituzione della Pinacoteca di arte contemporanea.

Dal 2008 affianca alla ricerca l’insegnamento di materie letterarie e l’attività giornalistica, operando anche nel settore degli uffici stampa specializzati in arte e pensiero. Il suo profilo di studiosa si completa con la partecipazione al dibattito accademico come independent researcher su piattaforme come Academia.edu, dove ha pubblicato saggi e contributi dedicati in particolare al Rinascimento e all’arte contemporanea.

Nel giorno della laurea, Carli ha voluto rivolgere un messaggio alle nuove generazioni: «Ai giovani voglio dire di non arrendersi mai. Il cambiamento della società parte dallo studio e dall’impegno quotidiano. La formazione è fondamentale: anche quando ci si sente smarriti, è sempre possibile ritrovarsi. Non bisogna mollare, perché è proprio con la conoscenza e la ricerca che si costruisce il proprio futuro».

Ampio spazio, nel suo lavoro, è stato dedicato ai ringraziamenti, che restituiscono la dimensione corale della ricerca. Un pensiero è andato al presidente Riccardo Nencini e al direttore Michele Rossi del Gabinetto Vieusseux, così come all’archivista Fabio Desideri e alla conservatrice Angela Gavazzi, fondamentali per la ricerca delle fonti e del materiale iconografico.

Un ringraziamento è stato rivolto anche a Benedetta Gallerini ed Elisa Martini per il supporto fotografico, a Fulvio Bennati per la collaborazione, e a Gianna Cimino, curatrice culturale e nipote della pittrice, e Giustina Ostuni per l’aiuto nella ricostruzione documentaria. Tra le istituzioni coinvolte figurano inoltre Flavia Pesci, Alessandra Grandelis, Elena Agudio e Gloria Manghetti.

Un ringraziamento speciale è stato infine rivolto ai docenti Giorgio Bacci e Lucia Mannini, che hanno accompagnato la studentessa in un percorso definito «intenso e profondamente formativo».

Con questo risultato, Giovanna M. Carli si afferma come una studiosa capace di coniugare rigore metodologico e sensibilità critica, contribuendo a restituire centralità a figure ancora poco indagate del Novecento e dimostrando come la ricerca storico-artistica possa ancora oggi incidere attivamente sulla costruzione della memoria culturale.

Da questo lavoro probabilmente nasceranno un libro e una mostra.

Fonte: Ufficio stampa

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