Empoli celebra la Festa della Liberazione

Dalla Collegiata al corteo cittadino fino alle frazioni: istituzioni e associazioni ricordano la Liberazione e il sacrificio della Resistenza


Ottantuno anni. Il 25 Aprile, la Festa della Liberazione, non è soltanto un giorno, una cerimonia celebrativa, una festa della nostra libertà, è ricordo del sacrificio di coloro che non scelsero di voltarsi ma di perdere la loro vita per la costruzione della Repubblica.

Coraggio, impegno, responsabilità contro ingiustizie e oppressioni: la Festa della Liberazione è una data da trasmettere senza arretrare di un millimetro alle nuove generazioni. Questo serve a rendere più robusti i nostri anticorpi contro fascismo e dittature.

La cerimonia istituzionale che ha risvegliato la città di Empoli - Medaglia d'Oro al Merito civile per la Resistenza - è cominciata con la celebrazione della santa messa nella Collegiata di Sant'Andrea, in piazza Farinata degli Uberti, officiata dal proposto don Guido Engels. Al termine, si è formato il corteo che ha attraversato le strade del centro storico cittadino – Canto Guelfo, via del Giglio, via Cosimo Ridolfi, via Giuseppe del papa, fino ad arrivare in piazza XXIV Luglio dove il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi ha deposto la prima corona d’alloro ed è intervenuto dando il via alle celebrazioni. Sono seguiti gli interventi di Roberto Bagnoli, presidente Aned Empolese Valdelsa e Roberto Franchini, presidente Anpi Empoli.

Presenti alla cerimonia autorità civili e militari, Forze dell’Ordine, rappresentanti della Giunta e consigliere e consiglieri comunali, cittadine e cittadini.

"Festeggiare gli 80 anni significa portare avanti la memoria, il sentimento, il coraggio che ebbero i protagonisti della Liberazione dal nazifascismo, proiettando questi valori nel contesto attuale – ha affermato il primo cittadino –. Ma bisogna ricordare anche gli anni che hanno preceduto il 25 aprile 1945, l'arrivo del fascismo, il commissariamento del Comune, il setacciamento dei dissidenti politici. E poi la guerra, i bombardamenti, le deportazioni. Non dimentichiamo che il fascismo ha le mani insanguinate di tanti morti empolesi. Voglio ricordare persone come Remo Scappini, Gino Ragionieri, Mario Fabiani, le consigliere Bini e Tofanelli, le prime donne a entrare come elette in Consiglio comunale dopo il 1946. Non dobbiamo perdere noi stessi, da qui ci sono le nostre radici. Stiamo lavorando per costituire un Comitato per un patto di gemellaggio con la città di Betlemme. La nostra città deve lavorare come operatrice di pace. Saremo impegnati anche a un Premio per la Memoria Storica della nostra città che vorrei fosse intitolato a Sauro Cappelli. E nel frattempo proseguono i percorsi per riqualificare le piazze intitolate a Don Giovanni Minzoni e a Giacomo Matteotti, un parroco e un deputato socialista vittime dei fascisti. La nostra storia di città Medaglia d'Oro al Valor Civile merita rispetto. Pacificazione non significa mescolare chi scelse la parte della Liberazione, non ci può essere confusione su questo e non è accettabile che questa confusione la faccia chi occupa le più alte cariche dello Stato. Se le nostre radici saranno sane e vigorose anche la nostra democrazia lo sarà. Buon 25 Aprile".

Poi tutte e tutti insieme, si sono spostati per raggiungere la seconda piazza di commemorazione: a Santa Maria, il corteo si è raccolto davanti al monumento dedicato ai partigiani Rina Chiarini e Remo Scappini (piazza del Convento) con la deposizione della seconda corona d’alloro. Lì sono intervenuti tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Simona Cioni e il consigliere comunale con delega alla Cultura della Memoria del Comune di Empoli, Raffaele Donati.

Ultima tappa della cerimonia itinerante dal centro alle frazioni per portare alto il nome della Memoria collettiva, a Fontanella, al Cippo, dove il sindaco ha deposto la terza corona e chiuso la mattinata omaggiando ancora una volta i caduti, la libertà, la democrazia, la giustizia, la solidarietà e l’esigenza sempre più urgente della Pace. Vera.

25aprile roberto franchini_1

25aprile simona cioni

25aprile simona cioni_1

25aprile sindaco alessio mantellassi

25aprile sindaco e dirigente commissariato ps pietro scaramella

25aprile sindaco mantellassi piazza XXIV luglio

25aprile sindaco monumento caduti

25aprile sindaco piazza XXIV luglio

25aprile sindaco piazza XXIV luglio_1

25aprile sindaco pronipote scappini

25aprile stele santa maria

25aprile stele santa maria_1

25aprile abbraccio

25aprile applausi

25aprile applausi_1

25aprile associazioni

25aprile canti

25aprile cippo fontanella

25aprile collegiata autorità

25aprile corona

25aprile corona_1

25aprile corteo fontanella

25aprile fontanella sindaco

25aprile fontanella

25aprile fontanella_1

25aprile foulard

25aprile piazza xxiv luglio

25aprile pronipote di remo scappini

25aprile pubblico

25aprile roberto bagnoli

25aprile roberto bagnoli_1

25aprile roberto franchini

LE DICHIARAZIONI

“Il 25 aprile ricorda la Liberazione e il sacrificio di chi ha difeso la libertà - ha evidenziato la presidente del Consiglio comunale di Empoli, Simona Cioni – . Viviamo in un mondo segnato da guerre ad alta intensità di morti civili e di forte instabilità: questa ricorrenza ci richiama alla responsabilità di tutelare democrazia, diritti e pace. Le istituzioni tutte e la comunità di Empoli sono chiamate a custodire la memoria, contrastando odio e violenze, e ad educare le nuove generazioni ai valori della Nostra Costituzione. La libertà è un bene comune e prezioso che deve essere difeso ogni giorno“.

“In occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione, Empoli si ritrova a celebrare una delle date più significative della propria storia e di quella del Paese – ha aggiunto il consigliere comunale delegato alla Cultura della Memoria, Raffaele Donati -. La Liberazione rappresenta un passaggio fondamentale: la fine dell’oppressione nazifascista e l’inizio di un percorso democratico fondato sulla libertà, sulla dignità della persona e sui valori della Costituzione. Un patrimonio che nasce dal sacrificio di donne e uomini della Resistenza e che ancora oggi costituisce il fondamento della nostra convivenza civile. In questo anniversario si intreccia anche un altro passaggio decisivo della nostra storia: gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne, sancito nel 1946.

È una memoria che non può essere ridotta a celebrazione formale, ma che deve tradursi in un impegno quotidiano.

In un tempo attraversato da tensioni internazionali, disuguaglianze e nuove forme di intolleranza, il significato del 25 aprile si rinnova. Difendere la democrazia non è mai un fatto acquisito: richiede responsabilità, partecipazione e il rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione.

Empoli ricorda, partecipa, e guarda avanti, nella consapevolezza che la libertà è un bene da difendere ogni giorno.

Preziosi anche gli altri interventi alla mattinata celebrativa: “Celebriamo l’81° anniversario della Liberazione. Celebrare il 25 Aprile non è mai un esercizio di retorica, né un semplice sguardo rivolto al passato – ha sottolineato il presidente dell’Aned, Roberto Bagnoli -. È, al contrario, un atto di responsabilità civile, è il momento in cui dobbiamo rinnovare i valori che ci tengono insieme come comunità libera e democratica. È il giorno in cui ricordiamo la Resistenza, l’antifascismo, il sacrificio dei partigiani, dei deportati e di tutti coloro cha hanno lottato per il riscatto dal nazifascismo. E mentre oggi celebriamo la pace riconquistata nel 1945, non possiamo ignorare ciò che accade intorno a noi: la situazione geopolitica attuale, ad aprile 2026, è segnata di una complessa rete di conflitti che vedono Gaza, l’Ucraina e il medio Oriente come epicentri di una tensione globale senza precedenti. Oggi più che mai stare dalla parte del 25 Aprile significa difendere la Costituzione come argine contro ogni deriva autoritaria; lottare contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere; non rassegnarsi all’inevitabilità della guerra come strumento di risoluzione delle controversie”.

"Celebrare il 25 Aprile a Empoli significa onorare l’identità stessa della nostra città, medaglia d’oro al merito civile – ha affermato il presidente Anpi Empoli, Roberto Franchini -. In questo 2026, la memoria della Liberazione non può restare confinata al passato, ma deve farsi interprete di una situazione mondiale complessa, segnata da troppi conflitti e da una preoccupante fragilità dei diritti umani. La nostra Costituzione, nata proprio dalla lotta partigiana, rimane la bussola necessaria per orientarci in questi tempi difficili: i suoi principi di democrazia, uguaglianza e ripudio della guerra sono l’unico antidoto concreto alla violenza e all’indifferenza. Essere eredi della Resistenza oggi significa scegliere attivamente la pace e la partecipazione. Insieme all’Amministrazione Comunale, invitiamo tutta la cittadinanza a scendere in piazza, non solo per ricordare chi ci ha dato la libertà, ma per riaffermare l'impegno collettivo nel difenderla ogni giorno"

Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina