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Dramma Popolare 80esima edizione: San Francesco torna in scena con Alessandro Preziosi

Dramma Popolare 80 San Miniato
(foto gonews.it)

Presentato il calendario di spettacoli tra giugno e luglio 2026. Cuore del cartellone "La ferita, la letizia" di Davide Rondoni, Preziosi: "Tentativo di avvicinare le nuove generazioni all'avere poco, per poter celebrare tanto"


San Miniato celebra ottant'anni di Dramma Popolare: la Festa del Teatro è pronta a tornare con i suoi spettacoli sotto le stelle, tra cui prime assolute, in scena nel borgo tra giugno e luglio 2026, culmine di mesi di incontri e appuntamenti dedicati all'importante anniversario. E nell'edizione da cifra tonda, per la terza volta nella sua lunga e grande storia, il Teatro del Cielo si confronterà con San Francesco d'Assisi: nell'anno che segna gli 800 anni dalla morte del Santo, riflettori puntati su "La ferita, la letizia" di Davide Rondoni con Alessandro Preziosi protagonista sul palcoscenico cuore del Dramma, piazza Duomo, con debutto il 28 luglio e repliche fino al 30.

"Alessandro Preziosi, uno dei volti più intensi e poliedrici della scena teatrale e cinematografica italiana ci guiderà - spiega la Fondazione Idp guidata da Marzio Gabbanini - in un viaggio di parola ed emozione attraverso le parole di Davide Rondoni in un'opera che immagina un dialogo profondo e intimo con San Francesco d'Assisi, non solo come figura spirituale, ma come uomo di passioni, dubbi, fede e poesia".

Dramma popolare 80esima edizione, presentazione in Regione

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L'80esima edizione del Dramma Popolare è stata presentata a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze: presenti l'attore Alessandro Preziosi, il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare Marzio Gabbanini, il direttore artistico Masolino D'Amico, il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi e le istituzioni, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l'assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, Matteo Squicciarini assessore alla cultura del Comune di San Miniato e le realtà che sostengono la Festa del Teatro di San Miniato, in particolare Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e banca Crédit Agricole Italia rappresentate rispettivamente da Antonio Guicciardini Salini delegato alla cultura della Fondazione CR San Miniato e Massimo Cerbai direttore regionale Toscana Umbria Crédit Agricole Italia.

San Francesco torna sulla scena sacra di San Miniato

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Come anticipato non si tratta della prima volta in cui il Teatro del Cielo porta in scena la figura di San Francesco d'Assisi. Lo fece nel 1950 con "Il Poverello" di Copeau, con Antonio Pierfederici diretto niente meno che da Orazio Costa. Poi nel 1998 fu la volta de "L'uomo che vide: San Francesco d'Assisi", interpretato da un giovane Maximilian Nisi con una regia, rimasta memorabile nella storia del teatro italiano, firmata da Zanussi. E quest'anno, a ottocento anni dalla morte del Santo, la scena del Dramma Popolare sarà per "La ferita, la letizia" di Davide Rondoni, spettacolo centrale preceduto dal cartellone in partenza a giugno (gli spettacoli e la programmazione in fondo all'articolo). L'incisione del manifesto dello spettacolo è realizzata dall'artista e pittore Luca Macchi.

Preziosi: "Non sarò nei panni di San Francesco. Sarò un mezzo per portare la sua semplicità"

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"Trattandosi di una festa del teatro, quale miglior squarcio di vita per poter celebrare il teatro attraverso San Francesco" ha detto in conferenza stampa l'attore Alessandro Preziosi parlando di "possibilità offerta a me e al mio gruppo di lavoro di contribuire con una messa in scena alla semplicità della festa, del teatro, della parola, per cercare di fare un po' di spazio nella complessità attuale soprattutto nel mondo digitale". Per Preziosi, "è un modo concreto per poter avvicinare spero tanti ragazzi non solo alla vita, alle opere e alla trasposizione che ne ha fatto Davide Rondoni, ma il tentativo di avvicinare le nuove generazioni all'avere poco per poter celebrare tanto. E il teatro ne è l'incarnazione".

Rispondendo ai giornalisti spiega: "Io non ho intenzione di mettermi nei panni di San Francesco. Io sono un mezzo, la possibilità di entrare nei panni di San Francesco vuol dire conoscerlo, cercare di invocarlo per poi lodarlo, come dice Sant'Agostino rispetto a Dio. Il mio compito è quello di assomigliare più possibilmente all'idea che San Francesco ci ha lasciato, che è di una semplicità imbarazzante. Dunque sarà un'assenza di panni, per poter essere San Francesco".

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"Entrare nei panni di San Francesco vuol dire riconoscere, come fa il poeta in maniera molto cruda e rude a volte, l'indegnità con la quale noi ci avviciniamo. Perché nella parola letizia, che deriva dall'etimologia del concime, intende la povertà assoluta con la quale ci si avvicina, che non è solo una povertà materiale, è un fare spazio. Il poeta per poter fare spazio si deve liberare dell'ingombro della poetica, della teatralità della parola. Questo sarà il mio compito" ha aggiunto Preziosi, "poter portare la semplicità della vita di San Francesco".

L'attore è appena stato in scena con le "Confessioni di Sant'Agostino": "Credo fermamente per l'esperienza che ho avuto, di affrontare determinati testi o passaggi nella mia carriera, o incontri che mi hanno in qualche modo cambiato la vita, che nulla è impossibile. Per me fare Sant'Agostino o San Francesco vuol dire entrare nell'ordine di idee che l'essere umano, incluso Alessandro, se ha la possibilità ha il dovere di valicare quella montagna. Ed è quello che spero il pubblico condivida con me. Come quando feci Van Gogh: era impensabile credere che io potessi interpretare Van Gogh e soprattutto che io potessi accedere a quel concetto di responsabilità dell'arte. E invece non è così. Lo stimolo che io ricevo da questa combinazione fortuita è perché evidentemente mi devo far carico, teatralmente e artisticamente parlando, - ha concluso l'attore - di un messaggio che è quello di non aver paura e di intraprendere il cammino, perché tanto stiamo già vivendo un tempo eterno".

Giani: "Dalla prossima edizione ci sarà la pavimentazione in piazza della Cattedrale"

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"Il Dramma popolare di San Miniato nacque nel dopoguerra. Prima edizione nel 47 perché con i bombardamenti a San Miniato, si ricorda il bombardamento del Duomo dove morirono 55 persone, successe anche il bombardamento del teatro. E una città di cultura come San Miniato senza il teatro volle subito ripartire con il Dramma Popolare all'aperto, una rappresentazione teatrale che su temi religiosi ogni anno richiamava grandi registi" ricorda il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Oggi noi vediamo nel Dramma Popolare di San Miniato sempre figure di maggiore eminenza e importanza e proprio lì, nella piazza del Duomo, dopo il Dramma sarà aperta una ristrutturazione bellissima con il contributo del Comune, della Regione, della Fondazione Cassa di Risparmio e di Crédit Agricole Italia. Vivremo questa edizione che sarà quindi storica, perché dalla prossima avremo una pavimentazione nella piazza della Cattedrale all'altezza di una realtà culturale significativa come San Miniato". Oltre alla novità della pavimentazione, in conferenza Giani ha ricordato la necessità di realizzare un teatro nella città, già espressa dal presidente della Fondazione Idp Gabbanini che alla recente presentazione dell'archivio digitale del Dramma Popolare ha detto: "C’è bisogno di un tavolo operativo per arrivare alla realizzazione di un teatro per San Miniato. Non solo per dare ulteriore impulso a quella che è un’eccellenza della città – il Dramma Popolare – ma anche per le tante iniziative teatrali e culturali, che il territorio esprime".

Gabbanini: "Un'edizione da ricordare"

"Questa è un'edizione importante, da ricordare" afferma il presidente della Fondazione Idp Marzio Gabbanini. "Il Dramma celebra l'80esima edizione, che coincide con quelli che sono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. Sarà un festival che ha una tematica che richiama alla pace" un fil rouge che lega tutto il cartellone, compreso lo spettacolo centrale "sarà di grande livello, con un regista d'eccezione, Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi. E un attore di fama mondiale che è Alessandro Preziosi. Lo abbiamo voluto per celebrare questa ricorrenza, ma tutti gli altri spettacoli sono di livello, di cui cinque addirittura inediti". Tra questi torna anche Simone Cristicchi, già protagonista del Dramma Popolare nel 2021, quest'anno in scena con Amara in "Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato". "Mi aspetto davvero un buon risultato, gli spettacoli scelti dal direttore artistico Masolino D'Amico sono tutti di grande livello" aggiunge Gabbanini ringraziando Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio, Crédit Agricole Italia, la Diocesi di San Miniato e il vescovo Paccosi, "colui che ha proposto Davide Rondoni con questo spettacolo e questo testo. Siamo molto soddisfatti, vi invito tutti a venire agli spettacoli del Dramma Popolare".

Dramma Popolare 80esima edizione: gli spettacoli. Protagonista nel 2021, torna Cristicchi

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La Festa del Teatro inizia il 25 giugno con una carrellata di spettacoli che porteranno al Dramma. Fra questi alcune prime assolute e spettacoli di rilievo. Il via con "Sui passi del giovane Francesco" di Stefano Vestrini, con Andrea Giuntini, Tommaso Nobilio, Katia Lari. Il 29 giugno San Miniato ospiterà la prima assoluta di "Riccardo III - quasi un'orazione civile - Primo studio" di e con Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini. La regia è di Matteo Marsan. Lo spettacolo sarà preceduto dalla conferenza "Autorità e Sovranità: Il Potere nell'Arte di Caravaggio e nella Drammaturgia di Shakespeare" con Tomaso Montanari, Nadia Fusini e Masolino D'Amico a Palazzo Grifoni.

Il 2 luglio un'altra prima "Elementi per un'esperienza di pace", uno spettacolo di Sandro Mabellini, ispirato all'opera e alla biografia di Aldo Capitini. Drammaturgia di Gherardo Vitali Rosati con Stefano Baffetti, Francesca Caprai, Flavia Gramaccioni, Matteo Svolacchia e musiche originali di Paolo Benvegnù: in cammino verso Assisi, Marco e Chiara scoprono il valore della non violenza attraverso il pensiero di Aldo Capitini, fondatore della Marcia per la Pace.

Il 4 luglio sarà la volta di "NAGAI. La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki". Il 7 luglio in scena in prima assoluta "ALEX. Vita e morte di Alexander Langer" di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali sulla vita dell'attivista ponte tra culture, profeta di dialogo, pace e ambiente. Il 9 luglio debutta "Strada maestra" di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich.

Il 13 luglio, in cartellone, "Milite Ignoto-quindicidiciotto" uno spettacolo di Mario Perrotta tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi e dal progetto La Grande Guerra, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesidi. Dal 16 luglio la rassegna Futuro Passato sulla nuova drammaturgia: "Now they have really gone bananas #1" di Giulia Bartolini: lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini. E ancora il 17 luglio "Caffè sospeso [ovvero: "Unire nella diversità"] #2" di Floria Laetitia e "Di là dell'Arcadia"#3 di Simone Corso. Tutti questi spettacoli saranno allestiti in parte nel giardino della Misericordia e in parte nel complesso monumentale del convento di San Francesco.

Il 25 luglio in piazza Duomo un evento d'eccezione prima del Dramma: "Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato" con Simone Cristicchi e Amara. "Un omaggio a Franco Battiato" aggiungono dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare. "Pochi sono quegli artisti che con le loro opere riescono a "cucire" terra e cielo, raggiungendo la rara armonia capace di risvegliare e accarezzare l'anima. Lui c'è riuscito, pellegrino dell'Assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un'eredità preziosa in cui alla forma-canzone si sposa alchemicamente una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale "L'ombra della Luce" alla struggente "La cura"; da "E ti vengo a cercare" fino all'ultimo brano inciso "Torneremo ancora", che dà il titolo al concerto".

PROGRAMMA LXXX FESTA DEL TEATRO

Archetipo APS
Sui passi del giovane Francesco
di Stefano Vestrini
con Andrea Giuntini, Tommaso Nobilio, Katia Lari
installazioni sceniche Lizzy Sainsbury
Un episodio tra i meno conosciuti e narrati nella vita di Francesco d’Assisi; dopo aver restituito al padre i vestiti e il denaro davanti al vescovo Guido, s’incammina verso Gubbio accolto da un amico, dedicandosi all’assistenza dei malati in un lebbrosario. Stefano Vestrini ricostruisce con sensibilità poetica e psicologica quei giorni cruciali nella vita del santo, tra un passato di delusioni e falsi miti e un futuro ancora incerto ma illuminato dalla luce della fede e dall’amore verso la natura e gli esseri umani.
Complesso monumentale di San Francesco
25 giugno ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Compagnia Catalyst - Lo stanzone delle apparizioni
Riccardo III – quasi un’orazione civile - Primo Studio
di e con Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini
Collaborazione drammaturgica Danilo Conte e Matteo Marsan
Musiche originali Stefano Cocco Cantini
Regia Matteo Marsan
“Com’è possibile che un intero paese cada nelle mani di un tiranno?
Com’è possibile che un personaggio come Riccardo III salga al trono?
Esiste un modo, si domanda Shakespeare, per fermare lo slittamento verso un governo illegale e arbitrario prima che sia troppo tardi, un mezzo efficace per impedire la catastrofe civile?”
Scrive così il Premio Pulitzer, Stephen Greenblatt, parlando del ruolo del tiranno nel teatro shakespeariano. E Riccardo III è il tiranno per antonomasia: odia la legge che lo intralcia, disprezza il bene pubblico, è prepotente, rabbioso, collerico, misogino, bugiardo, mistificatore. Prova piacere nel fallimento altrui, nutre un rancore profondo verso la madre e verso tutte le donne, e odia la natura che lo ha reso mostruoso, gobbo e zoppo.
Riccardo III, ingordo di potere, insieme odiato e amato da chi lo circonda, è un uomo pericoloso; eppure, proprio queste caratteristiche diventano paradossalmente gli ingredienti essenziali del suo successo, intercetta e sfrutta una ferita già aperta nella società.
È un personaggio di sconvolgente attualità: se in Shakespeare i dittatori finiscono sempre per soccombere, soffocati da un disperato residuo di umanità che non si spegne mai del tutto, nel dramma politico mondiale di oggi — popolato da nuovi tiranni — ogni previsione appare più incerta.
Le somiglianze sono però sotto gli occhi di tutti, numerose e impressionanti.
In questo Primo Studio, Riccardo III, quasi un’orazione civile, la scena si fa atto pubblico e voce collettiva, nella convinzione che ogni possibilità di riscatto passi dall’impegno diretto di noi cittadine e cittadini, dalla nostra capacità di prendere posizione.
Giardino della Cisterna della Misericordia
29 giugno ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Associazione Culturale Mascarà - Teatro Popolare d’Arte
Elementi di un’esperienza per la pace
Uno spettacolo di Sandro Mabellini, ispirato all’opera e alla biografia di Aldo Capitini
Drammaturgia Gherardo Vitali Rosati
con Stefano Baffetti, Francesca Caprai, Flavia Gramaccioni, Matteo Svolacchia
Musiche originali Paolo Benvegnù
In cammino verso Assisi, Marco e Chiara scoprono il valore della nonviolenza attraverso il pensiero di Aldo Capitini, fondatore della Marcia per la Pace.
Tra ricordi del passato fascista e riflessioni sui conflitti odierni, i due giovani confrontano ideali e realtà, esplorando solidarietà, responsabilità e coscienza critica.
Lo spettacolo mostra come la nonviolenza e l’impegno civile restino strumenti fondamentali per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.
Giardino della Cisterna della Misericordia
2 luglio ore 21.30 - PRIMA ASSOLUTA

Teatro degli Scarrozzanti
NAGAI. La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki
con Andrea Carabelli, Matteo Bonanni, Adriana Bagnoli, Diego Becce, Matteo Tagaste, e il soprano Yukiko Aragaki
Regia Massimo Morelli – Illustrazioni Roberto Abbiati
Uno spettacolo per raccontare il dialogo tra due culture: quella millenaria shintoista, fatta di saggezza, ritualità e cura per il creato, e quella occidentale, nutrita di progresso e cristianesimo.
Giardino della Cisterna della Misericordia
4 luglio ore 21.30

Cantiere Artaud
ALEX. Vita e morte di Alexander Langer
di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali
Una vita sempre in prima linea, senza sconti né silenzi. Alexander Langer, sudtirolese di lingua tedesca e cultura profondamente mista, è stato il simbolo del ponte tra culture, etnie e popoli, convinto che solo il dialogo e l’abbattimento dei confini possano affrontare i mali del mondo. Analista lucido e profetico, ha lasciato scritti che restano un faro.
Amico di don Milani e padre Balducci, impegnato nella sua terra di confine come in Italia e in Europa, Alex – come volle chiamarsi – è stato una coscienza scomoda, capace di intrecciare temi globali: ambiente, pace, diritti, crisi idrica, sfruttamento del pianeta, convivenza tra culture. Cattolico francescano, ambientalista e uomo di sinistra, ci ha lasciati troppo presto, consegnandoci un dolore ancora vivo. Le sue ultime parole – «Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto» – restano un’eredità morale che questo racconto partigiano vuole tenere accesa, fino alla fine del mondo.
Giardino della Cisterna della Misericordia
7 luglio ore 21.30 - PRIMA ASSOLUTA

Nardinocchi - Matcovich
Strada maestra
di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
Scena Bruno Soriato
Sound design Dario Costa
Produzione Florian Metateatro
Esiste un patto tra noi e la natura? Riusciamo ad osservarla? La natura ha memoria? Noi siamo città o natura? Strada maestra è il racconto di un viaggio in relazione alla natura: abbiamo esplorato nuovi territori e incontrato molteplici umanità, che vivono e lavorano a contatto stretto con la natura. Nel rapportarci ai luoghi e alle persone ci siamo dati un obiettivo: osservare tutto in modo oggettivo, sospendendo l’io e il giudizio. Le regole dell’osservazione oggettiva vengono condivise anche con il pubblico, in quanto lo spettacolo si apre con una breve camminata d’ osservazione oggettiva del luogo in cui ci si trova. Lo spettacolo è quindi site specific, si modifica ad ogni replica.
Giardino della Cisterna della Misericordia
9 luglio ore 19.00

Permàr – Permàr Compagnia Mario Perrotta
Milite Ignoto - quindicidiciotto
di e con Mario Perrotta
Tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi e La Grande Guerra, i diari raccontano
Milite Ignoto racconta il primo vero momento di unità nazionale, nato nelle trincee di fango e sangue della Grande Guerra, dove italiani di regioni diverse si scoprono vicini, uniti dalla paura e dallo spaesamento. La babele di dialetti diventa una lingua d’invenzione, viva e mescolata, capace di restituire il suono profondo del paese. Il titolo richiama il soldato dimenticato come individuo, ma è il senso profondo del teatro che dà voce alle piccole storie per illuminare la grande Storia.
Giardino della Cisterna della Misericordia
13 luglio ore 21.30

FUTURO PASSATO – Unione Europea – progetto di drammaturgia contemporanea

Now they have really gone bananas #1
di Giulia Bartolini
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini
Una nave cargo da Puerto Limón a Rotterdam: 18.000 tonnellate di banane, il più grande carico mai visto. Martin Keller, commerciante italo-tedesco, marito e padre, è il nuovo OPEC delle banane. Durante la traversata arriva una direttiva UE: curvatura massima dodici gradi, banane praticamente dritte. Keller non può tornare indietro né scaricare. Una satira grottesca sul mondo delle merci, la burocrazia, sul collasso dell’umano, la fine della carne; naufragio collettivo di un’Europa che continua a raddrizzare tutto, fino a perdere la propria curvatura umana. Una satira grottesca sul mondo della burocrazia e delle merci.
Complesso monumentale di San Francesco
16 luglio ore 21.30 – Anteprima

Caffè sospeso [ovvero: “Unire nella diversità”] #2
di Floria Laetitia
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini

Caffè sospeso [ovvero: ‘Unire nella diversità’] è un’opera filantropica e solidale – nel pieno rispetto delle normative europee – e dunque, per sua stessa natura, [sempre nel pieno rispetto delle normalità europee] rifiuta il concetto stesso di sinossi*. Chi avrà cura nell’attraversare il testo che la compone – che sia per la più semplice lettura, o per la più ardita messa in scena – capirà senz’altro il perché.
*Per completezza, se ne riporterà di seguito l’etimologia: dal lat. tardo synopsis, dal gr. sýnopsis ‘sguardo di insieme’, der. di ópsis ‘vista’, col pref. syn- ‘con, insieme’ •sec. XVII
Complesso monumentale di San Francesco
17 luglio ore 18.30 – Anteprima

Di là dell’Arcadia #3
di Simone Corso
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini
Di là dell’Arcadia è un coro di dodici storie che in un dialogo inesauribile tra mito e Presente tesse una trama di relazioni intorno al concetto di carta e alle sue varie declinazioni. Progetti, contratti, leggi, passaporti, testi sacri, filosofici o teatrali: ogni carta nasconde la realtà delle cose e dei corpi sotto il trucco del linguaggio. In questo paesaggio di astrazioni si riverbera a tratti la eco di una voce femminile, il residuo di un mondo lasciato di là, un filo da seguire, una bandiera da scolorare: oltre il confine di carta c’è la possibilità di un’unione senza aggettivi.
Complesso monumentale di San Francesco
17 luglio ore 21.30 – Anteprima

International Music and Arts Srl
Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato
con Simone Cristicchi e Amara
Direzione musicale Valter Sivilotti – I solisti della Accademia Naonis di Pordenone
Pochi sono quegli artisti che con le loro opere riescono a “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia capace di risvegliare e accarezzare l’anima.
Franco Battiato, pellegrino dell’Assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un’eredità preziosa in cui alla forma/canzone si sposa alchemicamente una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale “L’ombra della Luce” alla struggente “La cura”; da “E ti vengo a cercare” fino all’ultimo brano inciso “Torneremo ancora”, che dà il titolo al concerto. Ad alternare l’esecuzione dei brani - nella nuovissima veste arrangiata dal Maestro Valter Sivilotti - faranno da guida alcune letture tratte dai maestri che hanno influenzato il pensiero di Battiato: Rumi, Gurdjieff, Ramana Maharshi, Willigis Jager e il teologo Guidalberto Bormolini. Il concerto mistico “Torneremo ancora”, lontano da una sterile celebrazione, vuole essere liturgia musicale sulle tracce dell’insondabile mistero dell’Essere davanti al Divino. Un viaggio musicale che è ricerca dell’essenza nella confusione della modernità, e “rapimento mistico e sensuale” tanto necessario in questo tempo in cui viviamo.
Piazza Duomo
25 luglio 2026 ore 21.30

(foto gonews.it)

Teatro Stabile dell’Abruzzo
La ferita, la letizia
di Davide Rondoni
con Alessandro Preziosi
Musiche originali dal vivo Giacomo Vezzani
Alessandro Preziosi, uno dei volti più intensi e poliedrici della scena teatrale e cinematografica italiana ci guiderà in un viaggio di parola e emozione attraverso le parole di Davide Rondoni in un’opera che immagina un dialogo profondo e intimo con San Francesco d’Assisi, non solo come figura spirituale, ma come uomo di passioni, dubbi, fede e poesia. In questo testo, Rondoni restituisce al santo la sua voce più vera: quella di un uomo “capovolto”, umile e tormentato, ma ricolmo di letizia e di amore per tutte le creature. Attraverso il dialogo con Francesco, l’adattamento teatrale tratto dall’omonimo libro affronta temi di grande attualità — come l’amore e il possesso, l’ecologia autentica, la pace — e ci invita a contemplare la nostra esistenza con sguardo nuovo e aperto. Con la sua voce e la sua interpretazione, Preziosi darà vita alle parole di Rondoni, trasformandole in esperienza viva e condivisa.
Piazza Duomo
28 luglio ore 21.30
Repliche 29–30 luglio ore 21.30

ATTIVITÀ COLLATERALI

Conferenza
“Autorità e Sovranità: Il Potere nell’Arte di Caravaggio e nella Drammaturgia di Shakespeare”
Relatori: Tomaso Montanari, Nadia Fusini – Modera Masolino D’Amico
La conferenza esplora le molteplici declinazioni del potere nelle arti del Seicento e del Rinascimento inglese, mettendo a confronto la pittura di Caravaggio e il teatro di Shakespeare. Attraverso un’analisi delle strategie visive e narrative, si indagheranno i modi in cui l’autorità e la sovranità vengono rappresentate, interpretate e contestate in contesti storici e culturali diversi. Relatori: Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, con un intervento sulla rappresentazione del potere nell’arte barocca. Prof.ssa Nadia Fusini, traduttrice di Shakespeare, che offrirà una lettura approfondita delle dinamiche di potere nei testi shakespeariani. Modera: Masolino D’Amico, direttore artistico del Festival, che guiderà il dibattito tra arte e letteratura, stimolando un confronto interdisciplinare tra i due mondi. L’evento si propone come un’occasione di dialogo tra storia dell’arte e studi letterari, offrendo strumenti per comprendere la centralità del potere nelle forme espressive della cultura europea
Palazzo Grifoni – 29 giugno ore 18.30

Conversazioni al tramonto – “Prospettive di pace”
A seguito della rappresentazione dello spettacolo Elementi per un’esperienza di pace, si terrà un approfondimento con: Sandro Mabellini, regista dello spettacolo, che illustrerà le scelte artistiche e il percorso creativo dell’opera e Giuseppe Moscati, Presidente della Fondazione Aldo Capitini, per un’analisi sulle prospettive della cultura della pace e sull’eredità del pensiero di Aldo Capitini. L’incontro offrirà un’occasione di riflessione condivisa sul ruolo dell’arte come strumento di educazione alla pace e promozione dei valori della cittadinanza attiva.
Chalet dei Giardini Bucalossi – 2 luglio ore 18.30

Conversazioni al tramonto
Incontro con Davide Rondoni autore di La ferita, la letizia e Alessandro Preziosi. interprete e regista dello spettacolo.
Un dialogo intimo e coinvolgente tra poesia, teatro e riflessione, dove parole e storie si intrecciano per esplorare le emozioni, la bellezza e le sfide dell’esperienza umana. Un appuntamento culturale che invita il pubblico a un confronto diretto con autori e interpreti, in un’atmosfera di scambio e scoperta.
Palazzo Grifoni – 29 luglio 2026 ore 18.30

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