
La rassegna nelle frazioni di Castelfranco in partenza con le prime due date a maggio. Assessore Sgueo: "Un dovere riscoprire e tutelare l'identità culturale"
Il teatro nelle corti, nelle piazze, il teatro nella strada. Con questa piccola rassegna, "Teatro al tramonto" parte la riscoperta della tradizione popolare del teatro nelle frazioni di Orentano e Villa Campanile. Una sfida che l'assessore alla cultura Nicola Sgueo lancia proprio in quel pezzo di territorio, dove sono rimasti gli spazi e tempi della rappresentazione popolare. Un'operazione che per quanto voglia essere leggera, ha un significato culturale e identitario per Villa Campanile e Orentano.
Si comincia con due spettacoli che andranno in scena nel mese di maggio.
L’iniziativa è promossa dal comune di Castelfranco di Sotto e dall'assessorato alla cultura della giunta del sindaco Fabio Mini, ma si è resa possibile grazie al coinvolgimento della rete Intesa Teatro Amatoriale, che riunisce dieci comuni della provincia di Pisa.
Il primo appuntamento è quello di domenica 3 maggio alle 18,30 a Orentano, in Corte Carletti, a cui si accede da via della Repubblica. Lo spettacolo in cartellone è comico e si intitola "...Ma sulle sue donne… l’Alighieri ce l’avrà raccontata giusta?" a portalo in scena è la compagnia Hystrio Teatro di Capannoli. Lo spettacolo propone un viaggio ironico tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, in cui Beatrice, Pia de’ Tolomei e Francesca da Rimini dialogano sul loro rapporto con Dante Alighieri.
Il secondo appuntamento è per domenica 17 maggio sempre alle 18,30 a Villa Campanile, in piazza Sandro Pertini, con "Tramonta il sole – Canti popolari della tradizione toscana", allestito dal Gruppo Storico Popolare Il Bruscello di Casteldelbosco. Lo spettacolo recupera la tradizione del teatro contadino attraverso canti e storie della cultura popolare, accompagnati dalla fisarmonica di Maurizio Mancini. Entrambi gli spettacoli sono a ingresso libero.
"Abbiamo puntato su queste due eventi – spiega l'assessore Sgueo - e in generale sul teatro e musica nelle corti e nelle piazze, perché questo era quello che accadeva prima della dissoluzione del mondo rurale. Questo era anche un punto del nostro programma per quanto riguarda la cultura che finalmente riusciamo a mettere in atto e cui vogliamo dare seguito".
"Qui nelle nostre frazioni – continua Sgueo - è rimasto qualche scampolo di mondo agricolo e andare a ricostruire il contesto anche ludico che lo accompagnava è un modo per non dimenticare l'identità di un territorio e di chi lo vive. Un'operazione che diventa non solo ricreativa, ma anche culturale, perché in Toscana e in tutto il centro Italia, penso all'Umbria e anche alle Marche, è sempre stata viva una tradizione teatrale che nasceva dalla strada, che poi in Toscana nelle nostre zone, tra otto e novecento fu codificata nel Bruscello. In altri contesti assumerà altri nomi e altre forme, ma sempre di teatro popolare si parla. Alla fine queste forme teatrali, - conclude l'assessore alla cultura delle giunta Mini - che poi hanno trovato una loro piena dignità grazie all'impegno del teatro amatoriale, erano un relitto culturale delle origini del teatro italiano che si è evoluto con il passare del tempo. San Francesco e alla Sacra rappresentazione davanti alla chiese, il mimo e tutte quelle forme di recitazione che nascevano e vivevano nella strada fin dai tempi della romanità sono la base della rinascita del teatro italiano, diventando parte integrante della nostra identità culturale e oggi credo che sia un dovere riscoprirle e tutelarle".
Fonte: Comune di Castelfranco di Sotto
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