
Nuovo partner per Leonardo da Vinci S.p.A. nella cooperativa di Montepulciano: obiettivi garantire la continuità produttiva, salvaguardare l'occupazione dopo la liquidazione coatta delle Cantine Leonardo e rilanciare il brand Leonardo
Per Leonardo da Vinci S.p.A. si apre una nuova fase di rilancio industriale. L'azienda vinciana del Gruppo Caviro, che in precedenza commercializzava il vino prodotto dalle Cantine Leonardo e oggi realizzato dalla Vecchia Cantina di Montepulciano, trova nella cooperativa toscana un nuovo partner con l'obiettivo di garantire la continuità produttiva indiretta del vino e la salvaguardia dei posti di lavoro dopo la liquidazione coatta delle Cantine. Parallelamente è previsto il rilancio del marchio attraverso un restyling dell'etichetta.
Il progetto, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa, prevede l'ingresso nella base sociale di Caviro della cooperativa Vecchia Cantina di Montepulciano, la realtà più antica e più grande del territorio con oltre 400 soci. Presenti le istituzioni del Comune di Vinci e i rappresentanti delle cooperative coinvolte: Mario Marchi, Vice Presidente Confcooperative Toscana, Andrea Rossi, Presidente Vecchia Cantina di Montepulciano, Carlo Dalmonte, Presidente Gruppo Caviro, e Giovanni Lai, Direttore Generale di Leonardo da Vinci.
Ad aprire gli interventi è stato l'assessore all'agricoltura di Vinci, Giulio Vezzosi, che ha salutato con entusiasmo il progetto : "Ci tenevamo a essere presenti perché questa realtà importante per Vinci, per l'Empolese e per il Montalbano. C'è interesse per il progetto di rilancio del sito produttivo e della cooperativa, importante per valorizzazione del nostro territorio. C'è stata molta attenzione per la situazione che si era presentata, ma da quanto presentato sembra si prospetti bene per il rilancio della cooperativa".
"La storia delle cantine Leonardo è una storia importante e i suoi soci sono radicati nell'esperienza cooperativa - ha detto Mario Marchi -. Dal periodo difficile che ha affrontato la cooperativa si è reso necessario verificare altre forme di collaborazione che garantissero la presenza sul territorio del sito produttivo. Abbiamo trovato disponibilità tra le nostre cooperative aderenti la Vecchia Cantina di Montepulciano, la più antica tra le cooperative vitivinicole toscane. Dentro a questo percorso abbiamo collaborato con Caviro, e verificato la presenza di elementi che potessero contribuire non solo mantenimento ma realizzazione di dinamiche di sviluppo del territorio e dei soci, facendo tutto in nostro potere nel ruolo di facilitatori. Confidiamo che questo possa essere positivo in un settore che attraversa un momento di difficoltà che ha bisogno di trovare modalità e formule per superare criticità delle aziende che hanno fattori esogeni complessi".
Lavoro e crisi delle Cantine Leonardo
Le Cantine Leonardo, poste in liquidazione coatta amministrativa a marzo 2026 per debiti insoluti oltre i 13 milioni di euro, hanno interrotto la produzione diretta del vino, commercializzato da Leonardo da Vinci S.p.A. Per garantire la continuità dell'attività produttiva è stato quindi venduto un ramo d'azienda alla Vecchia Cantina di Montepulciano, che ha assunto la produzione del vino precedentemente realizzato dalle Cantine Leonardo. Così facendo, viene garantita la continuità indiretta del vino e la salvaguardia di 18 lavoratori sui 22 in organico tra operai ed impiegati. Sono quattro i licenziamenti di Cantine Leonardo precedentemente gli affitti dei rami d'azienda.
Con questo accordo di collaborazione, Leonardo S.p.A. commercializzerà il vino prodotto da Vecchia Cantina di Montepulciano. L'integrazione della cooperativa nella base sociale di Caviro contribuisce inoltre alla costruzione di una filiera in cui la Vecchia Cantina di Montepulciano subentra nella produzione, mentre Leonardo da Vinci S.p.A. trova nella cooperativa di Montepulciano un partner commerciale.
Per quanto riguarda i capitali sociali delle Cantine, come detto da Marchi, non ci sono dubbi: "capitale sociale e prestito sociale non avranno la possibilità di essere restituiti". Restano incerti, invece, i tempi legati al pagamento delle uve conferite dai soci nel 2024: "Sulla solvibilità delle uve del 2024 è un problema di tempi. Verrà fatta assemblea con i soci per parlare del percorso di liquidazione, ma essendo procedure complesse, non sono prevedibili i tempi. Non ci sono dubbi che, per chi ne avrà diritto, riceveranno la liquidazione".
Sangiovese "senza confini"
Il progetto presentato da Caviro, punta a rafforzare il ruolo di Vinci e Montepulciano come "cuore produttivo del Sangiovese", come identità del territorio. Come sottolineato dal presidente del gruppo Caviro, Carlo Dalmonte, la partnership tra le parti darà "continuità alla vicinanza e al legame con il territorio". Al centro del progetto ci saranno, infatti, i vitigni di Sangiovese, "la bacca rossa più importante al mondo, che unisce i territori della Toscana con quelli della Romagna".
Il progetto, che prende il nome di 'Sangiovese senza confini', è pensato come un ponte tra territori e comunità, tra le due realtà toscane di Vinci e Montepulciano, con la Caviro romagnola, dando forma alle diverse esperienze e complessità dei territori. "La Romagna affonda le sue radici nell’area dedicata alla selezione delle migliori uve dei soci Caviro, mentre la Toscana mette a sistema le aree coinvolte per coprire con i suoi vini un territorio ancora più vasto e completo".
"Per noi è una giornata importante - ha aggiunto Andrea Rossi -. Questa partnership rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la valorizzazione della tradizione vitivinicola. Confcooperative è stato il collante tra le tre realtà, aiutando a rilanciare il progetto in un mercato segnato da guerre, dazi, inflazione e cambiamenti nei consumi".
Il rilancio del marchio Leonardo
Parallelamente, Caviro lavora al rilancio del brand Leonardo da Vinci attraverso un restyiling che riporta al centro l'immagine del dell'Uomo Vitruviano. Come spiegato dal direttore generale Giovanni Lai, il restyling fa parte di un percorso avviato già nel 2019 con il progetto 'Monnalisa', che ha posto le basi per l'attuale sviluppo del marchio. 'Uomo Vitruviano' si configura oggi come una linea affiancata alle aziende come elemento unificante delle diverse produzioni e sempre più centrale nella strategia aziendale.
"Il brand Leonardo da Vinci affonda le sue radici nei luoghi e nello spirito sperimentale di Leonardo che parte da Vinci e arriva oggi fino a Montepulciano, passando dalla Romagna - Conclude il direttore generale Giovanni Lai -. Un’identità che unisce territori diversi in un’unica visione, trasformando un’eredità culturale ed enologica in una proposta identitaria e riconoscibile. Il filo narrativo oggi si traduce in un modello concreto, dove tradizione agricola e visione contemporanea si incontrano per valorizzare il territorio e le sue eccellenze".
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