Da Cerreto Guidi alla Bosnia, viaggio della memoria del 'Gino Strada'

“Educare alla pace” costituisce uno dei principali progetti inseriti nel pof dell’istituto “Gino Strada” di Cerreto Guidi. Una delle azioni previste è il viaggio della memoria, che porta ogni anno i ragazzi delle terze della scuola secondaria di Cerreto Guidi in uno dei luoghi simbolo della storia del Novecento. Il percorso e il progetto complessivo viene condiviso all’interno del comitato per la pace di cui fanno parte, oltre ai docenti, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni locali. Quest’anno il viaggio si è svolto dal 19 al 24 aprile in Bosnia. I ragazzi hanno visitato il memoriale di Srebrenica, Sarajevo e Mostar. Durante il viaggio sono stati effettuati incontri con testimoni del genocidio di Srebrenica e dell’assedio di Sarajevo. Parlare di guerre e genocidi così vicini a noi nello spazio e nel tempo è particolarmente formativo vista la situazione storica attuale.

A Srebrenica le immagini, le foto, i video, gli oggetti, che ricordano quello che è accaduto, hanno un impatto incredibile sulle coscienze. L'arrivo dei soldati, i civili costretti a lasciare tutto e fuggire dalle loro case, la ricerca di una via di fuga nei boschi, le esecuzioni sommarie riportano alla mente situazioni che si ripetono ancora oggi in modo identico.

Sarajevo è un crocevia di culture, religioni, stili architettonici. Aromi e sapori di ogni parte del mondo. Pittoresche viuzze che riportano atmosfere lontane. Chiese cattoliche, ortodosse, moschee e sinagoghe negli stessi luoghi sono la testimonianza di una felice convivenza fra fedi diverse. Dalle immagini che si affacciano sulle piazze e negli edifici traspare un clima surreale: la biblioteca che brucia sotto il fuoco delle bombe, i colpi di mortaio e i proiettili sulle facciate delle case, le rose di Sarajevo che ricordano tristemente la morte di tanti civili per lo scoppio delle granate.

Mostar è molto diversa. È un piccolo gioiellino, ma l'invasione di bancarelle e souvenir di ogni tipo ne fanno un luogo prettamente turistico. Due punti in particolare lasciano il segno. Il ponte di Monstar, testimone silenzioso di eventi tragici e il luogo dove furono uccisi dallo scoppio delle granate tre giornalisti italiani mentre stavano proteggendo dei bambini che erano rimasti fuori dopo aver cercato inutilmente di aprire una porta. Ci sono luoghi che non solo raccontano, ma che sono la storia.

Il 4 maggio i ragazzi hanno incontrato online Irvin Mujcic, protagonista di una storia incredibile raccontata nel docufilm “Il ragazzo della Drina” di prossima uscita anche in Italia. Oltre ad essere un testimone di ciò che avvenne a Srebrenica, Irvin Mujcic è anche la speranza che tutto possa rinascere anche dopo un periodo così buio. La sua “Srebrenica City of Hope”, villaggio solidale, nato per dare inizio a esperienze di turismo sostenibile, è nata non per commemorare il passato, ma per costruire un futuro. Trent'anni dopo il genocidio di 8372 bosniaci musulmani, l’azione di Irvin Mujcic è ispirata al presente e a rispondere alla domanda “Dove abbiamo sbagliato? Abbiamo detto 'mai più', ci siamo impegnati, abbiamo documentato, abbiamo istituzionalizzato… Però queste cose continuano a succedere: oggi, in tantissime altre parti del mondo, con le stesse dinamiche, con interventi che arrivano sempre troppo tardi”

Il progetto è finanziato dal comune di Cerreto Guidi che contribuisce al costo del viaggio dei ragazzi in base alle soglie ISEE, dal circolo Arci e dalla Coop di Cerreto Guidi, dallo Spi Cgil e dalla Banca di Cambiano.

Fonte: Ufficio stampa

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