
Le iniziative di tutela e valorizzazione dei patrimoni archivistici e bibliografici promosse dall’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici) trovano oggi documentazione nelle pagine del volume “La Cultura per pensare il futuro”, edito da Viella e curato da Andrea Mulas, presentato a Firenze mercoledì 6 maggio a palazzo Strozzi Sacrati dall’autore con l’intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani assieme, fra gli altri, a Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli e presidente onorario dell’AICI, Flavia Nardelli, presidente dell’Associazione, al vice presidente dell’Accademia dei Georgofili Simone Orlandini e Vittoria Franco, presidente dell’Istituto Gramsci toscano.
Nelle pagine del saggio di Mulas la ricostruzione della storia dell’Aici e uno spunto per riflettere sul ruolo delle istituzioni culturali come custodi della memoria, protagoniste attive della vita democratica e luoghi di riflessione critica, pluralismo e promozione del pensiero libero.
“Il libro curato da Mulas ripercorre trent’anni anni di vita dell’associazione - ha affermato il presidente Giani - e da questo nasce una riflessione sul ruolo delle istituti culturali nel nostro Paese e anche una richiesta alle istituzioni di una maggiore sostegno verso quelle realtà culturali che custodiscono un patrimonio archivistico che il mondo ci invidia. L'articolo 9 della Costituzione pone l’obbligo di sostenere e custodire il patrimonio culturale ed è inserito nella parte della Carta che enuncia i principi fondamentali del nostro ordinamento”.
“Gli oltre 30 milioni – continua Giani - che Regione stanzia per le attività culturali, anche a fronte di emergenze e difficoltà, sono stati garantiti anche in questo ultimo anno, e la Toscana ripartisce in gran parte il suo sostegno alle istituzioni culturali e alle fondazioni attraverso bandi. Ritengo che le risorse consolidate in questi cinque anni debbano essere difese ma è anche necessario aprirsi ad altri e nuovi strumenti come l'Art Bonus che rappresenta una frontiera, a livello nazionale e regionale, non ancora esplorata nelle potenzialità che può offrire. L’assessora Cristina Manetti lavora proprio su questo versante e sta conducendo un ciclo di incontri in tutta la Toscana per poterlo far conoscere meglio e spiegarne i vantaggi al settore privato che, investendo in cultura, potrebbe beneficiare di una consistente defiscalizzazione. E resta molto importante il ruolo delle fondazioni bancarie che in questi ultimi anni hanno, generalmente, ridotto la loro presenza in questo settore”.
“Mi occupo di fondazioni – spiega Flavia Nardelli - perché è uno dei settori che coniuga insieme grandi e straordinari patrimoni e possibilità di fare progettazione liberamente, verificare l'andamento della ricerca, sperimentare. Istituti e fondazioni sono dotati di un patrimonio materiale straordinario, fatto di archivi, biblioteche e anche di realtà museali, e lo coniuga con grandi patrimoni immateriali rappresentati da persone, valori, fiducia, e credibilità.
“L'Associazione delle istituzioni culturali italiane nasce trent’anni fa a Roma per iniziativa di molti presidenti di grandi istituti culturali che si mettono insieme per far fronte ad un momento di transizione e cambiamento fortissimo. È la storia del crollo dei partiti politici tradizionali e del patrimonio documentale ed archivistico che custodivano. È stato questo il momento in cui l'Istituto Sturzo, il Gramsci, il Rosselli, l'Istituto di Studi Filosofici di Napoli e le grandi accademie si sono messe insieme nella consapevolezza che lavorare insieme poteva essere l'unico sistema per salvaguardare questi patrimonio. E l'Aici ci è riuscita”.
“La caratteristica degli archivi – ricorda Vittoria Franco - è la loro unicità, che spesso viene dimenticata. Chi vuole ricostruire la storia del partito comunista fiorentino e toscano trova le carte all'istituto Gramsci e le trova solo lì. Archivi e istituzioni culturali sono infrastrutture della conoscenza e della memoria, che vivono la storia del presente nell’accrescimento del loro patrimonio e nell’attenzione dedicata a tutto ciò che accade”
Fonte: Regione Toscana
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