Leggerissimo: "Crocevia di punti morti" di Matteo Grilli

Esistono libri in grado sia di divertire per il loro sguardo satirico sul mondo, sia di far paura, ma non la paura classica dei jumpscare dei film horror, bensì quella sensazione quasi indescrivibile di disagio misto a spaesamento. È il caso di "Crocevia di punti morti", romanzo del marchigiano Matteo Grilli edito da effequ e ripubblicato di recente. È un libro atipico, con richiami palesi ed espliciti a "It", del quale però non è solo un 'figlio' o un omaggio, ma una sorta di rivisitazione nella tragica provincia italiana.

Massimo, Celeste e Leonardo sono tre giovani adulti con tre esistenze differenti, tutti però segnati da paranoie, fallimenti o traumi. Vengono dalla remota provincia, da un paese che si chiama Il Pozzo. Lì vive anche K., un personaggio che ogni tanto seguiamo nei suoi sboccati monologhi che, a una seconda lettura, risultano dei semi-trattati di sociologia su quei paesini tutti uguali lontani dalle grandi città. Le loro vite sono destinate a avere un punto in comune, proprio a Il Pozzo.

"Crocevia di punti morti" è un libro che per i trenta-quarantenni di oggi è manna, specie se anche chi lo legge viene dalla provincia - e nel tempo si è innamorato dello shitposting su Facebook. Grilli racconta di timori e solitudini, di inadeguatezze e disfunzionalità, mantenendo sempre un tono tra il lirico e la bestemmia, tra la presa in giro e il perturbante. Vale la pena leggerlo anche per capire di più i pensieri di una generazione.

Titolo: Crocevia di punti morti
Autore: Matteo Grilli
Casa editrice: effequ
Anno di pubblicazione: 202 
Pagine: 208 
Prezzo di copertina: 15 euro


 

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