Alla Scuola carabinieri di Firenze il giuramento degli allievi alla presenza di Mattarella

Alla cerimonia dei futuri Marescialli del 15esimo corso anche il ministro della Difesa Crosetto: "Qui per onorare la vostra scelta, individuale ma anche collettiva, perché diventate tassello fondamentale della Repubblica e della sicurezza"


Questa mattina, presso la caserma intitolata al "Maresciallo Maggiore Medaglia d’Oro al Valor Militare Felice Maritano", sede della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta la solenne cerimonia del giuramento degli Allievi Carabinieri del 1° anno del corso triennale per Allievi Marescialli, intitolato al Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi, Medaglia d’Oro al Valor Civile "alla memoria" e Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo. Alla cerimonia erano presenti il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, oltre ai rappresentanti dell’Ordine Militare d’Italia, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali in Congedo, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri) e delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari. I giovani Allievi Marescialli, viene spiegato in una nota dell'Arma, hanno declamato di fronte alla Bandiera d’Istituto la formula del giuramento, ribadendo la fedeltà alla Repubblica e impegnandosi solennemente all’osservanza della Costituzione e delle leggi, all’adempimento, con disciplina e onore, dei doveri connessi al loro stato, alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere Istituzioni.

Nel corso della cerimonia, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha rivolto un messaggio agli Allievi Marescialli, sottolineando il valore della loro scelta e il significato istituzionale della giornata: "Care allieve e cari allievi, la presenza del Presidente della Repubblica rappresenta un segno di attenzione e vicinanza che sentiamo forte e autentico e conferisce a questa cerimonia un valore ancora più alto e prezioso. Ma soprattutto, questa cerimonia resterà impressa nella vostra memoria: oggi avete giurato fedeltà alla Repubblica. La vostra è una scelta individuale, ma anche collettiva, perché ognuno di voi diventa un tassello fondamentale della Repubblica, della sicurezza delle nostre comunità e del futuro dei nostri figli. Noi siamo qui per onorare questa scelta e per ricordarvi che non sarete mai soli nel portarne il peso e la responsabilità. Siete Carabinieri, della famiglia dell’Arma, che a sua volta è parte della grande famiglia della Difesa. E se un giorno vi sentirete in difficoltà, non chiudetevi in voi stessi. Ci saranno sempre altri Carabinieri pronti a sostenervi, a condividere il vostro sacrificio e a restituirvi la forza che avrete donato al Paese".

Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, nel suo intervento, ha sottolineato il valore profondo del momento: "Il Giuramento prestato alla presenza del Signor Presidente della Repubblica imprime a questo giorno un sigillo indelebile, che vi accompagnerà per tutta la vita. Non si tratta di una semplice formula, ma di un’assunzione di responsabilità davanti alla Nazione intera, che vi guiderà soprattutto nei momenti più difficili, quelli in cui fare il proprio dovere significherà rischiare, sacrificarsi, servire — sul territorio nazionale come all’estero".

Al centro del discorso, un messaggio di leadership rivolto ai futuri Comandanti di Stazione: il valore dei piccoli gruppi come motore reale di ogni organizzazione efficace. "I piccoli team sono il luogo dove vengono prese le decisioni più rapide, dove nascono le intuizioni più originali, dove si costruisce la fiducia più solida", ha affermato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, rovesciando la convinzione comune che identifica la forza con le grandi strutture. Un’organizzazione efficace, ha precisato, non vale la somma delle sue parti, ma la qualità dei legami che le tengono unite. Il Generale Portolano ha poi tracciato il profilo del Sottufficiale ideale, richiamando l’equilibrio tra autonomia e disciplina, tra iniziativa e obbedienza, tra umanità e rigore: "È proprio questo equilibrio a rendere il Sottufficiale un modello di efficienza per l’intera struttura della Difesa. Qualità preziose, che si fondano su una base di valori, tradizioni e competenze professionali tipiche dell’essere militare". Con la consegna degli alamari, ha aggiunto, quegli elementi distintivi "prendono finalmente forma. Dicono qualcosa di voi prima ancora che parliate: dicono che avete scelto l’Arma, e con essa le Forze Armate. Dicono che avete accettato disciplina, gerarchia ed etica — non come vincoli, ma come elementi fondanti della vostra identità". Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi delineato un profilo ampio e articolato del Maresciallo dei Carabinieri: figura capace di operare nel controllo del territorio e nelle investigazioni sulla criminalità organizzata e sul terrorismo, nel contrasto ai reati ambientali e contro il patrimonio culturale, ma anche proiettata ben oltre i confini nazionali — dal Nord Europa all’Africa subsahariana, dal Mediterraneo al Medio Oriente. Un momento di raccoglimento e commozione ha segnato la parte conclusiva della cerimonia. Il Generale Portolano ha voluto ricordare gli ultimi caduti in servizio: il Sottotenente Marco Piffari, il Maresciallo Valerio Daprà e l’Appuntato Scelto Davide Bernardello, deceduti nell’ottobre 2025 durante un’operazione di polizia. Un omaggio doveroso, che ha ricordato agli allievi il peso reale della scelta compiuta e il valore di chi li ha preceduti. Il discorso si è chiuso con parole destinate a restare impresse: "In silenzio, con i fatti, per tutta la vita". Una sintesi dell’etica militare che trasforma il giuramento da formula solenne a impegno quotidiano e concreto verso la collettività e le istituzioni della Repubblica.

Nel suo intervento, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha evidenziato il ruolo centrale dei futuri Marescialli nell’ambito dell’organizzazione territoriale dell’Arma: "Davanti a noi sono schierati i futuri comandanti di Stazione Carabinieri, la spina dorsale dell’Istituzione e l’architrave del sistema di sicurezza nazionale. Le nostre stazioni assicurano la vicinanza alle comunità in ogni lembo del territorio nazionale. Non esiste altra organizzazione in cui i comandanti abbiano responsabilità così complesse, tanto da costituire da quasi 212 anni i pilastri dell’ordine, della sicurezza pubblica e un baluardo di rassicurazione sociale e legalità. In ogni contesto, i marescialli dell’Arma si sono distinti per spirito di servizio e professionalità. Questi giovani rappresentano le migliori energie del Paese, a cui verrà affidata la sicurezza della collettività". Si è trattato di un momento carico di significato ed emotivamente coinvolgente, continua la nota, che ha suggellato una vera e propria scelta di vita basata non solo sui principi cardine della disciplina e dell’onore, ma anche — anzi soprattutto — sullo spirito di sacrificio per il bene comune e per la difesa e la tutela delle nostre comunità. Con il loro atto di giuramento, gli Allievi Marescialli del 15° Corso, come tutti i loro predecessori, hanno rinnovato l’avvio del percorso formativo che li porterà a diventare Marescialli dei Carabinieri, figura che incarna la presenza dello Stato a supporto dei cittadini, nei grandi centri metropolitani come nei piccoli paesi, nella certezza che sapranno interpretare questo ruolo indossando gli Alamari con responsabilità, impegno e orgoglio, quali fedeli testimoni dell’ultracentenaria storia dell’Arma.

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