
È successo nel match tra Sporting Arno e Lastrigiana. L'arbitro ha interrotto la partita dopo le offese di un genitore a un giovane calciatore di origine africana. La sindaca Scaletti: "Ferma condanna, offesi i valori di pace, libertà e inclusione"
Insulti razzisti e gara interrotta. Questo quanto accaduto durante una partita di calcio della categoria Under 14 tra Sporting Arno e Lastrigiana, disputata allo stadio Poggioloni di Fiesole e valida per le qualificazioni al torneo 'Niccolò Galli'.
Secondo quanto ricostruito, l'episodio è avvenuto dopo uno scontro di gioco a centrocampo tra due giovani calciatori. In seguito, il padre di un tesserato della Lastrigiana si sarebbe avvicinato alla recinzione del campo iniziando a rivolgere insulti a sfondo razzista contro un avversario quattordicenne di origine subsahariana, arrivato in Italia tramite ricongiungimento familiare.
Nonostante i tentativi di alcuni presenti di calmare la situazione, le tensioni non si sono placate e l'arbitro ha deciso di interrompere la gara.
Sull'accaduto è intervenuta la sindaca di Fiesole, Cristina Scaletti, che ha espresso una ferma condanna: "Da Fiesole terra di inclusione e di pace, non possiamo tollerare quanto accaduto durante una partita di calcio. Gli insulti razzisti da parte di un padre della squadra avversaria a un quattordicenne ci lasciano sdegnati. Lo sport deve essere veicolo di valori. Questa brutta pagina deve richiamarci a prese di posizioni chiare".
La sindaca ha poi aggiunto: "È un'offesa a tutta la comunità fiesolana, ai nostri valori, a tutto il mondo del calcio e anche alla memoria di Niccolò Galli che noi intendiamo onorare fino in fondo, tra l'altro mentre si celebrano oggi i principi dell'Europa che facciamo nostri. Veramente una brutta pagina che non trova giustificazione nel nostro territorio, come in nessun altro".
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