
Inaugurata a Palazzo Pellegrini la mostra con gli scatti in bianco e nero, visitabile fino al 21 giugno. L'autore: "Ho voluto dare un volto alla nostra storia per non disperderne la memoria"
La passione per la fotografia di Mario Forconi che sceglie ogni giorno, instancabilmente, di raccontare il suo amore per la cultura delle origini, esplorando il valore sociale e culturale di una dimensione che non c’è più, è l’anima, riscoperta e ritrovata, di una mostra inedita, promossa e organizzata dal Comune di Barberino Tavarnelle. Un evento che, da qualche giorno ha preso vita nell’esposizione di 177 immagini d’epoca, allestita tra gli spazi di Palazzo Pellegrini, nel castello medievale di Barberino Val d’Elsa. Un unico ‘ritratto di comunità’ che emana un respiro eterno, costruito grazie all’enciclopedica collezione di fotografie d’epoca con la quale Mario mette a fuoco volti e nomi delle famiglie di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa dal 1873 agli anni Settanta. Si intitola “Con nome e cognome. Un secolo di famiglie toscane della Val di Pesa e della Val d’Elsa” e nasce dall’omonima pubblicazione che la giunta Baroncelli ha voluto realizzare e presentare lo scorso febbraio come primo tassello di un viaggio sulle tracce delle radici del territorio guidato da Mario Forconi.
Al taglio del nastro, avvenuto nell’ambito della manifestazione “Barberino in Fiore” alla presenza dell’autore, la vicesindaca Elena Borri, gli assessori Paolo Giuntini, Roberto Fontani, Anna Grassi, Tiberio Bagni e del presidente del Consiglio comunale Alberto Marini, insieme agli organizzatori della manifestazione, condotti da Roberta Mugnaini, presidente dell’Associazione Operatori economici di Barberino Val d’Elsa, hanno partecipato centinaia di persone, cittadine e cittadini residenti nel territorio e nei comuni limitrofi, che hanno gremito la sala del primo piano dello storico edificio alla ricerca dei propri nonni, bisnonni, di un nome e cognome da attribuire agli antenati, di un’identità da rinvenire tra le ramificazioni del proprio albero genealogico.
Una storia, quella di Barberino Tavarnelle, che non si sentirà mai vecchia fino in fondo perché a fissarla nel tempo e nella memoria ci pensano gli abitanti impegnati con i loro interessi e il loro senso di appartenenza al territorio a tramandarne i valori, le narrazioni quotidiane, i costumi, le tradizioni, i mestieri, le feste. Qualcuno come Mario Forconi, fotografo amatoriale, che da quarant’anni fa viaggiare la sua curiosità sulle tracce della memoria, cercando nei luoghi fisici e immateriali, entrando in punta di piedi nelle vite delle persone, sfogliando gli album di famiglia che conoscenti e amici gli affidano generosamente, accendendo e stimolando il cassetto dei ricordi con l’obiettivo di una onnipresente macchina fotografica che porta al collo in ogni occasione, in ogni cerimonia. Un rituale che il tavarnellino inaugurò negli anni Ottanta in occasione di una delle prime feste dei Rioni di Tavarnelle Val di Pesa e che ha portato avanti non solo come fotografo ma come collezionista di scatti originali, riproduzioni e cartoline messe insieme con il supporto delle famiglie. Oggi il ‘tesoro’ antropologico di Mario ricostruisce la storia di Barberino Tavarnelle attraverso un patrimonio unico, rappresentato da 10mila istantanee d'epoca, a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, accompagnato dall'identificazione dei volti delle famiglie ritratte, 56mila nomi e 600 soprannomi.
“Nell’omaggio che Mario Forconi dedica alla Storia – commenta la vicesindaca Elena Borri - che si dipana per immagini, attratto dall’arte di raccontare con gli strumenti della luce, c’è la lunga parabola di vita di una comunità nel passaggio tra le diverse generazioni, ci sono le storie di campagna, gli affreschi di vita rurale, ci sono i volti segnati dalla fatica, dal dolore, dalle difficoltà, dalla sopravvivenza, dalla resilienza, ci sono le donne, gli uomini e i bambini che parlano e rivelano le nostre origini e il loro rapporto con la natura e l’ambiente. Ci sono i cambiamenti e le trasformazioni di un’epoca che oggi abbiamo la possibilità di conoscere e approfondire grazie al lavoro di Mario che ha fatto della ritrattistica familiare, parte della sua ampia collezione, un patrimonio collettivo di valore documentale e sociale”.
“Sono felicissimo e commosso, – commenta Mario Forconi – ringrazio tutti, la mia famiglia, la mia comunità, un ringraziamento speciale a tutte le persone che mi hanno affidato le loro foto. Ho voluto dare un volto alla nostra storia per non disperderne la memoria e consegnare alle nuove generazioni il valore dell’unità che deriva dalle relazioni che si creano all’interno di una famiglia”.
La mostra è visitabile fino al 21 giugno nei seguenti orari: giovedì dalle ore 16 alle ore 19, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19, ingresso libero.
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