
L'indagine Cesvot dell'Università di Pisa e Simurg Ricerche fotografa il Terzo settore locale: un terzo degli enti opera in cultura e sport, il 24% in sanità. Presentazione il 15 maggio a Empoli
Sono circa 17.500 le persone che si rivolgono ogni giorno alle associazioni del Terzo settore dell'Empolese, del Valdarno e della Valdelsa: un'ampia fascia della popolazione, tra famiglie, anziani, giovani e persone in difficoltà economica o sociale. Un terzo delle realtà opera nel settore 'cultura, sport ricreazione', 2 su 10 in sanità.
È il quadro che emerge dallo studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa, che verrà presentato durante l'iniziativa 'Lo Stato di salute del terzo settore nel territorio Empolese - Valdarno - Valdelsa', in programma venerdì 15 maggio alle ore 17.15 alla Sezione soci Coop Centro*Empoli in via Raffaello Sanzio 199, organizzata dalla Delegazione Cesvot di Empoli.
Dopo il caffè di benvenuto a cura della Cooperativa SOS Luna porteranno i loro saluti Maria Rita Cestari, presidente Delegazione Cesvot di Empoli, Alessio Mantellassi sindaco Comune di Empoli, e un rappresentante della Regione Toscana. Salvini illustrerà la Fotografia del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Empoli, poi seguirà una tavola rotonda, coordinata da Marco Mainardi giornalista di clebs.it, con Claudia Firenze portavoce Forum del terzo Settore della Toscana, Tania Cinelli coordinatrice progetto 'DesTEENazione' Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, Silvia Baragatti presidente Associazione A-Maati, Francesco Pagliai governatore Misericordia di Empoli, David Spalletti vicepresidente Arci Valdarno inferiore. Le conclusioni saranno affidate alla presidente della Delegazione Maria Rita Cestari.
"Per il futuro la maggior parte delle associazioni pensa di potenziare i servizi e le attività già esistenti (59%), l’8,2% progetta di realizzare iniziative di animazione territoriale per la promozione del benessere della comunità, l’11,9% di organizzare attività innovative, e altrettanti di realizzare progetti con le scuole per sensibilizzare al volontariato” afferma Maria Rita Cestari. “E Cesvot è un alleato prezioso: la metà delle associazioni (48,7%) ha partecipato nel 2024 ad attività di formazione organizzate da Cesvot, e tra chi conosce Cesvot “molto bene”, ben l’84,3% ha usufruito di almeno un servizio offerto dal Centro di servizi", afferma Maria Rita Cestari.
I dati sul territorio
Nel territorio analizzato, gli enti del Terzo settore operano prevalentemente in ambito cultura, sport e ricreazione (34,7%), seguiti da sanità (24%) e assistenza sociale e protezione civile (17,3%). Le attività più diffuse sono quelle ricreative e di socializzazione (32,7%) e culturali (27,6%), rivolte soprattutto alla collettività (36,7%), ai giovani (33,3%) e alle famiglie (30%), per un totale stimato di 17.500 utenti.
Si conferma la percezione di un calo dei volontari (68,8%), anche se per il 41,7% delle organizzazioni il numero resta stabile e per il 26,4% è in aumento. Le difficoltà principali riguardano il ricambio generazionale e la fidelizzazione. Oltre la metà degli enti (53,8%) ha attivato strategie di coinvolgimento, soprattutto tramite social network.
Le tecnologie digitali sono utilizzate in modo ancora basilare, con una diffusione limitata dell’intelligenza artificiale (3,3%). Sul piano economico prevalgono le entrate pubbliche (39,2%) e l’autofinanziamento (33,6%). Quasi la metà degli enti (49,3%) ha convenzioni con soggetti pubblici. Tra le criticità emergono soprattutto l’accesso alle risorse economiche (42,6%) e il coinvolgimento dei volontari.
Convegno-Empoli_salute_terzo_settore_empolese_valdelsa_valdarnoFonte: Cesvot - Ufficio stampa
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