
Il gruppo consiliare di opposizione torna sul tema degli impianti: "Non siamo contro il fotovoltaico ma contro la mancata trasparenza. Consiglio comunale e cittadini devono sapere"
"Nel totale silenzio istituzionale, numerosi residenti allarmati ci avevano avvisato nei mesi scorsi di progetti di impianti fotovoltaici a ridosso delle loro case (in via Aiale, via Gobetti e via dei Tavi). Un quadro già grave, peggiorato dalla recente notizia di un nuovo maxi-impianto di quasi dieci ettari al confine con Santa Croce. Solo a seguito della nostra interpellanza di inizio aprile, a cui la Giunta ha risposto solo adesso in forte e colpevole ritardo dopo vari solleciti, l'amministrazione è uscita dal torpore. I dati confermati sono ben peggiori delle previsioni: circa 400.000 metri quadrati (una distesa di 40 ettari, l'equivalente di quasi 60 campi da calcio) destinati a parchi fotovoltaici. Una vera e propria distesa che andrà a snaturare la campagna di Castelfranco, quei terreni agricoli "cuscinetto" tra le zone industriali di Ponticelli e la zona industriale Macrolotto". Così in una nota il gruppo Castelfranco Unita torna sulla questione degli impianti fotovoltaici sul territorio, dopo aver depositato un'interpellanza lo scorso aprile: la nuova nota dei consiglieri arriva a poche ore di distanza dalla risposta del sindaco Fabio Mini e dell'assessore all'ambiente Davide Bartoli all'opposizione.
"Inutile che il sindaco Mini se la prenda con la Regione e l’amministrazione precedente: gli enti locali non hanno poteri di vincolo, complici le direttive del Governo Meloni che colpevolmente non concedono spazio alla programmazione territoriale locale. Ma se la legge lega le mani sulle autorizzazioni, di certo non vieta la comunicazione e l’informazione con i cittadini e con il consiglio comunale. Noi non siamo contro il fotovoltaico ma contro la mancata trasparenza. Questa assoluta mancanza di condivisione è ormai il modus operandi consolidato di questa Giunta. Sono gli stessi metodi impositivi già subiti per la chiusura della biblioteca comunale, lo sfratto de "La Fototeca" e lo spostamento della mostra archeologica di Orentano. Decisioni calate dall'alto, prese nel segreto delle stanze, salvo poi fare marcia indietro solo di fronte alla mobilitazione e all'indignazione dei cittadini. È inaccettabile che i residenti debbano scoprire cantieri solo per "sentito dire". E che il sindaco si difenda garantendo il rispetto delle procedure amministrative è superfluo: ci mancherebbe altro! È chiaro che per questa amministrazione la trasparenza e le regole istituzionali (come dimostrano i ritardi sul bilancio consuntivo) siano vissute con fastidio. Si sentono al di sopra di tutto e di tutti.
Infine, Mini dimentica la propria grave inerzia: da due anni il nuovo Piano Strutturale è fermo. Perché non lo approvano, inserendo nel Piano Operativo Comunale (POC) i vincoli ambientali necessari? È l'unico strumento per poter far valere un parere negativo in Conferenza dei Servizi. Se le aree agricole restano senza tutele, il Comune rinuncia ad avere appigli legali. Come spesso accade, chi non ha idee, metodo e conoscenze tende a dare la colpa agli altri. È altrettanto ridicolo che l'assessore all’ambiente Bartoli si vanti di "mappare" oggi il territorio per le Comunità Energetiche Rinnovabili: si svegli, ormai è tardi. I finanziamenti sono ormai passati e l'occasione persa del bando regionale scaduto a settembre 2025, al quale la giunta Mini non ha partecipato, dimostra in modo inequivocabile la totale mancanza di visione. Noi continueremo a batterci" concludono dal gruppo Castelfranco Unita (PD, AVS, PSI-Azione). "I cittadini e il consiglio comunale hanno il pieno diritto di sapere con esattezza dove sorgeranno questi impianti e in che modo ben 40 ettari del nostro territorio stanno per cambiare volto".
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